i-Dhttps://i-d.vice.com/itRSS feed for https://i-d.vice.comitMon, 10 Dec 2018 14:55:36 +0000<![CDATA[gosha rubchinskiy nega le accuse di messaggi inappropriati a un 16enne]]>https://i-d.vice.com/it/article/nep9jm/gosha-rubchinskiy-risposta-accuse-messaggi-adolescenteMon, 10 Dec 2018 14:55:36 +0000Questo weekend un profilo instagram chiamato High Fashion Talk ha condiviso una serie di screenshot in cui si leggerebbe una conversazione tra Gosha Rubchinskiy e un fan 16enne del designer. Il ragazzo in questione si chiama Jan Silfverling, e ha reso pubblici alcuni messaggi privati su Instagram e Whatsapp in cui parla con Gosha della possibilità di fargli da modello per il nuovo lookbook. Alcune frasi sono state eliminate dalla conversazione, e Jan sostiene che siano state cancellate perché di natura esplicita. A dare ulteriore risonanza all'accaduto è stato poi Diet Prada.

Gosha ha negato le accuse, sostenendo che si trattasse di un normale casting estrapolato dal suo contesto e descrivendo le azioni del 16enne come una "provocazione studiata a tavolino". Adrian Joffe, Presidente di Comme des Garcons and Dover Street Market, azienda che produce e distribuisce l'omonimo marchio del designer, ha sostenuto Gosha attraverso una dichiarazione rilasciata a WWD in cui dice che lo stilista era stato trattato come "colpevole fino a prova contraria" e puntando il dito contro la "mentalità dei social media".

Abbiamo contattato il team di Gosha per un commento, e questa è la risposta che abbiamo ottenuto, senza edit né tagli. Trovate la traduzione italiana al di sotto.

If you want to be heard by the teenagers, then more time with them you should spend. To listen and to understand them. Gosha’s brand is successful among youth because he always works with common teens from the street, spends time with them in order to understand and to hear them. In what they are interested and about what they care about at present time.

Gosha has been doing casting by Instagram for many years now. It is a normal practice nowadays. We always ask to face photos, in full length and topless. Sometimes photos in underwear are required in order to understand the volume of hips. After the person confirmed by us, we contact him officially by email, if it is teenager, then we begin to communicate with his parents. Sometimes in Instagram we receive strange messages in direct message, sometimes they send inappropriate photos, especially when we reject them for casting. We immediately block these people and delete all inappropriate photos.

Sometimes, if the person begins to behave strangely we block him too. There recently were a few similar strange messages, or messages about hacking but we did not attached any value to it. All of this looks like a planned provocation. The boy himself asks to contact him in FaceTime and asks to make persistently video talk, in the consequence begins to record the discussion. Gosha has nothing to hide, there is no bad thing and he communicated openly with guy on communication video. Gosha asks to send photos necessary for casting. During dialogue and on the next day the boy begins to behave strangely, erases his messages and begins to call up Gosha again persistently. As a response, Gosha blocks this guy. In the consequence on screen shots and video we see discussion pulled out of context with many erased parts, so, that dialogue loses any sense.

You can see for yourself by looking up the video laid out by the guy. There is nothing bad from Gosha’s side. All of this appears as planned provocation forged beforehand. With no information about future of Gosha brand since this spring, people start fabrication of fakes and many rumours. This is one more example of it.

We also want to add that there have been incredible messages and posts of support from many models who have worked with us in the past who cant believe this guy and who say how obviously fake everything he does is."

Traduzione italiana:

Se vuoi essere ascoltato dagli adolescenti, allora dovresti passare molto tempo con loro. Ascoltarli e capirli. Il brand di Gosha ha scuccesso tra i giovani perché lui lavora sempre con teenager dalla strada, passa il suo tempo con loro per capirli e ascoltarli. In quello che interessa loro e ciò che sta loro a cuore in questo momento.

Gosha fa casting su Instagram da molti anni ormai. È una cosa normale oggigiorno. Chiediamo sempre foto del volto, a figura intera e senza t-shirt. A volte vengono richieste anche foto in mutande per capire le proporzioni dei fianchi. Dopo che la persona viene confermata, la contattiamo ufficialmente via e-mail, e nel caso si tratti di un adolescente iniziamo una conversazione con i genitori. A volte su Instagram riceviamo messaggi strani in privato, a volte ci mandano foto inappropriate, specialmente quando non vengono scelti. Queste persone vengono immediatamente bloccate e tutte le foto inappropriate cancellate.

A volte, se una persona inizia a comportarsi in modo strano, la blocchiamo. Ultimamente ci sono stati diversi episodi di questo genere, così come messaggi su possibili hackeraggi, ma non ci abbiamo mai dato troppo peso. Tutto questo sembra una provocazione studiata a tavolino. Il ragazzo stesso ha chiesto di essere contattato su FaceTime e ha insistito per parlare via videochat, così da poter registrare la conversazione. Gosha non ha nulla da nascondere, e non è successo nulla di negativo e ha comunicato apertamente con il ragazzo sul tema. Gosha chiede di farsi mandare le foto necessarie al casting. Durante il dialogo e nel giorno successivo il ragazzo inizia a comportarsi in modo strano, cancella i suoi messaggi e inizia a telefonare con insistenza a Gosha. Per reazione, Gosha blocca questo ragazzo. Quella che abbiamo visto tutti è una conversazione fuori dal suo contesto e di cui mancano alcuni passaggi fondamentali, e quindi il dialogo perde qualunque senso.

Potete rendervene conto guardando il video diffuso dal ragazzo. Non c'è stata nessuna azione negativa da parte di Gosha. Tutto ciò sembra una provocazione pianificata e pensata in anticipo. Senza informazioni sul futuro del brand di Gosha ormai dalla primavera, la gente ha iniziato a dar vita a gossip e notizie false. Questa situazione non è che l'ennesimo esempio di ciò.

Vogliamo anche aggiungere che ci sono stati incredibili messaggi e post di sostegno da parte di molti modelli che hanno lavorato con noi in passato, che non riescono a credere alle parole di questo ragazzo e che confermano che sia tutta una finzione".

Anche i membri della crew di skater e creativi moscoviti di Gosha lo hanno difeso. Tolia Titaev del brand sussidiario PACCBET e Valentin Fufaev di DoublecheeseburgerVF hanno entrambi scritto post a sostegno dello stilista, in cui Valentin ha chiesto ai modelli che hanno lavorato con Gosha in passato di uscire allo scoperto e sostenere il designer.

Abbiamo contattato anche Jan Silfverling per sentire il suo lato della storia e aggiorneremo l'articolo non appena ci saranno novità.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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nep9jmFelix PettyAmanda MargiariaNewsGosha Rubchinskiyadrian joffediet pradajan silfverling
<![CDATA[c'è un nuovo, inquietante teaser di "stranger things 3"]]>https://i-d.vice.com/it/article/qvqey3/nuovo-teaser-stranger-things-3Mon, 10 Dec 2018 12:42:44 +0000Il 2018 non è stato poi così male, ma qualcosa in particolare ha turbato i nostri animi. Niente terza stagione di Stranger Things

in questi 12 mesi, purtroppo. Ma anche se quest'anno ci siamo persi le avventure di cinque ragazzini in giro per Hawkins e per il Sottosopra, il 2019 sarà certamente migliore visto che un nuovo teaser ha confermato l'uscita dei nuovi episodi. Sfortunatamente, la data precisa in cui dovremo liberare le nostre agende per una sessione intensa di binge-watching su Netflix ancora non c'è.

Una delle cose che invece ci sono nel nuovo trailer sono i nomi di tutti e otto gli episodi che andranno a comporre la terza stagione. Il che vuol dire materiale a sufficienza per dare vita a teorie assurde e intricatissime. Nello specifico, a un certo punto del 2019 potremo goderci i seguenti mini-capolavori: Suzie, Do You Copy?, The Mall Rats, The Case of the Missing Lifeguard, The Sauna Test, The Source, The Birthday, The Bite e The Battle of Starcourt.

Due dei nuovi episodi fanno riferimento a un nuovo centro commerciale, lo Starcourt Mall, di cui un video Netflix ha annunciato l'esistenza qualche mese fa. Nel promo si vedono diverse strizzatine d'occhio alla cultura del mall tutta americana, per poi finire con la frase "coming next summer", in arrivo la prossima estate. La domanda ora è: Stranger Things 3 arriverà durante l'estate, oppure ci sarà uno spin-off della serie tv a cavallo tra luglio e agosto? Chi può dirlo, intanto qui trovate il nuovo teaser:

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Altre cose importanti dal mondo di Stranger Things: quella volta che abbiamo incontrato uno dei protagonisti e ci siamo fatti raccontare com'è essere un idolo delle adolescenti a 15 anni.

Questo articolo è originariamente apparso su i-D AU.

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qvqey3Mitch ParkerAmanda MargiariaNewstvNETFLIXstreamingstranger thingsserie tv
<![CDATA[il 2018 secondo alessandro vullo tra afterparty, tramonti e nuovi amori]]>https://i-d.vice.com/it/article/4397bm/foto-2018-alessandro-vulloMon, 10 Dec 2018 11:01:27 +0000Questo contenuto fa parte della nostra rubrica Il 2018 in foto, in cui abbiamo chiesto ai nostri fotografi italiani (e non) preferiti di scegliere le 12 immagini che meglio rappresentano l'anno che si sta per concludere.

Questo è Alessandro Vullo e questo è il suo 2018 in foto.

1544368769173-_alessandro_vullo_giovane_fotografo_italiano_scatti_2018_id_italyDicembre

Dicembre
Torno con il pensiero e con il cuore a tutto l'anno appena trascorso. Qui è dove indugia il mio sguardo.

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Altro membro della i-D family, altro diario fotografico del 2018:

Crediti


Fotografia di Alessandro Vullo
Produzione di Giorgia Imbrenda

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4397bmi-D StaffAmanda MargiariaAlessandro Vulloi-d familyFotografiafotografi italianiAlessandro VulloIl 2018 in foto
<![CDATA[i beauty trend più assurdi del 2018]]>https://i-d.vice.com/it/article/xwj4y7/beauty-trend-assurdi-2018Mon, 10 Dec 2018 10:24:56 +0000Ogni anno ho l'impressione che il mondo del beauty si faccia sempre più assurdo. Il 2015 ci aveva regalato le extension per gli uomini che vogliono farsi il codino, il 2016 è stato l'anno delle unghie cactus e per l'idea di applicare il fondotinta con un preservativo dobbiamo invece ringraziare il 2017.

What a time to be alive! Che momento per essere vivi!

Eppure, gran parte di questi trend sono stati inventati più per andare virali su Instagram che per rivoluzionare la nostra beauty routine. Non nel 2018: quest'anno sono nati centinaia di prodotti, rituali di bellezza e trattamenti assurdi, ma alcuni di questi ci hanno fatto guardare all'industria beauty in modo completamente nuovo.

Quindi ecco cinque beauty trend che hanno definito gli ultimi 12 mesi.

C'è che ha usato maschere su parti del corpo dove nessuno aveva mai pensato di usare maschere
Forse sei ancora tra chi si fa una maschera per il viso al mese, quando va bene. Quindi dispiace deluderti, ma il 2018 è stato l'anno delle maschere per tutto il corpo. E intendo proprio tutto. C'è chi ha mascherato schiena, sedere, ascelle e vagina alla disperata ricerca di una pelle più morbida. I brand non aspettavano altro: la Bawdy, ad esempio, ha messo sul mercato maschere per natiche di varie forme e composizioni. Si va da "Slap It"—che contiene caffeina e vuole "dare nuova texture ai tessuti, disintossicandoli"—a "Bite It"—pensato invece per "idratare e tonificare" grazie all'uso di collagene naturale. E la vagina? L'azienda Two Lips (e vi lasciamo immaginare il brainstorming che ha portato alla scelta di questo nome) ci ha fatto dono di questa maschera al carbone attivo per la vulva che mira a "ammorbidire, disintossicare, illuminare e idratare la zona". Grazie, avanti il prossimo.

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via YouTube.

E ora c'è anche chi si tinge i denti per abbinarli al rossetto
Mettete via quel dentifricio sbiancante. Il sorriso perfetto ora ha i colori dell'arcobaleno. O almeno questo è quello che l'azienda Chrom, specializzata in make-up per i denti, vorrebbe farci credere. Nel 2018 hanno lanciato le tinte per denti, che ricordano vagamente lo smalto per unghie e colorano delicatamente la bocca in dieci tonalità diverse. Che dopo i grill diventeranno anche queste una moda? Solo il tempo ce lo dirà.

Chissà cosa ci regalerà il 2019, visti i presupposti!

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Qualche tempo fa il brand GCDS ha lanciato la sua linea di make-up, che tra nomi assurdi e rossetti che cambiano colore è l'archetipo del beauty nel 208:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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xwj4y7Shannon PeterAmanda MargiariamakeupBeautySkincarebeauty trend
<![CDATA[il 2018 secondo federico sorrentino: 12 scatti tra cowboy e tramonti]]>https://i-d.vice.com/it/article/3k95p9/foto-2018-federico-sorrentinoThu, 06 Dec 2018 11:01:35 +0000Questo contenuto fa parte della nostra rubrica Il 2018 in foto, in cui abbiamo chiesto ai nostri fotografi italiani (e non) preferiti di scegliere le 12 immagini che meglio rappresentano l'anno che si sta per concludere.

Questo è Federico Sorrentino e questo è il suo 2018 in foto.

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Dicembre
Una piccola anteprima di una storia scattata per un magazine indipendente che deve ancora uscire. I frame sono stati scattati dalle riprese di un televisore a tubo catodico.

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Dai un'occhiata anche a un altro diario fotografico, quello di Piotr Niepsuj:

Crediti


Fotografia di Federico Sorrentino
Produzione di Giorgia Imbrenda

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3k95p9i-D StaffAmanda MargiariaFederico Sorrentinoi-d familyFotografiafotografi italianiIl 2018 in fotofederico sorrentino
<![CDATA[perché non possiamo più permetterci di ignorare l'attualità]]>https://i-d.vice.com/it/article/a3m4wj/dibattito-bambolotti-codroipo-opinioniThu, 06 Dec 2018 10:37:13 +0000Lunedì 3 dicembre 2018, le maggiori testate nazionali hanno riportato la notizia che il comune di Codroipo (in provincia di Udine, Friuli), ha messo al bando i bambolotti non-caucasici dagli asili nido comunali, nell’ambito di una delibera volta a cancellare dalle stesse istituzioni i riferimenti a culture diverse. Il Sindaco ha respinto le accuse, rendendo pubbliche le modifiche apportate all'emendamento, che non rendono obbligatorio l'uso di materiale educativo multietnico, senza però proibirne l'uso. Certo meno drastico, ma quanta differenza fa, in termini pratici?

Proviamo ad aprire gli occhi, ma non ci riusciamo. Tutto è offuscato. Cerchiamo lo specchio, lo afferriamo, senza però trovarvi il nostro riflesso. Sotto pelle, gelida intuizione, si infila il dubbio: forse non abbiamo diritto ad averne uno. Non ci dicono che siamo sbagliati, però è come se non esistessimo per davvero, quasi fossimo dei fantasmi, degli elefanti in un negozio di cristalli di cui tutti ignorano l’inevitabile presenza. Loro, struzzi con la testa sotto la sabbia. Che zoo! Eppure noi esistiamo. Sì, no? Più passa il tempo, più diventiamo consapevoli di quanto un corpo possa risultare ingombrante, un volume incerto nello spazio, da portare in giro quanto più discretamente possibile. Impossibile. Forse i nostri occhi sono rotti. Forse stiamo impazzendo. Ecco sì, sì, siamo malati e sbagliati e nessuno ce lo vuole dire, dobbiamo arrivarci da soli e adeguarci. Come? Difficile scoprire chi siamo con la memoria del mondo imboccata a quartini. Quando lo sguardo scivola sulla nostra pelle, quando ci pettiniamo... i pigmenti, la trama dei nostri capelli, tangibili, ci confermano che noi siamo, per forza di cose dobbiamo essere (altrimenti non esistiamo). E se fossimo noi gli alieni di cui parlano. Ma loro certamente esistono, mentre a noi rimane ancora il dubbio...

In Italia è sempre stagione di j’accuse. Girare la testa altrove, un sempreverde. E così succede, nel polverone sollevato dallo scandalo dell’asilo nido di Codroipo, che la difesa faccia diligentemente notare—previa consultazione di documenti ufficiali—come in realtà non sia stato proibito l’utilizzo di giocattoli che facciano riferimento alle diverse culture, ma semplicemente (semplicisticamente?) sia stato eliminato l’obbligo di inclusione di strumenti educativi multietnici. Il punto focale, chiarisce il Sindaco, è appianare le differenze sociali, non quelle culturali. Come se al giorno d’oggi, tra crisi economica, emergenza rifugiati e abbrutimento universale, la sfera culturale e quella socio-economica potessero essere separate l’una dall’altra a piacimento. Del resto, a seminare indolenza il risultato è certo: ci penserà qualcun altro. Nessuna spiacevole disputa interna, nessuna perdita di favore. Nessuno si sente più in dovere di salvare il mondo. I valori sono ballerini. Come a dire: se proprio volete un gioco alternativo all’asilo nido, se i vostri insegnanti non sono così illuminati da includerlo, mica è proibito averne uno… compratevelo da voi.

È ironico come l’ennesima di queste mille storie tristi (da leggersi: tragiche, raccapriccianti, avvilenti e aberranti), abbia come epicentro proprio il Friuli, terra di migranti e migrazioni sin dagli albori della civiltà occidentale. È drammatico come l’attenzione ancora una volta si sposti dal problema effettivo alle diatribe italiane, sempre quelle da quasi due secoli ormai. Che soddisfazione poter additare un colpevole, circoscrivere un’area geografica e decretare chiunque ci viva fascista, senza rendersi conto che l’ignoranza, il razzismo e l’odio, paradossalmente, non hanno confini. Ma del resto, si sa, divide et impera. Ci accapigliamo sul dito puntato, e intanto la luna va a fuoco.

Nel 1977, Tito Maniacco—poeta, attivista, storico e scrittore di scuola neorealista friulana amico e collega di Pasolini—scrisse I Senzastoria. Il Friuli dalle origini a noi, narrando di un microcosmo unico e mutaforma. Ma anche e soprattutto di migrazioni, giochi di potere, inclusione ed esclusione, diversità e accettazione, interdipendenza. Il Friuli che Maniacco racconta è da sempre terra di confine, passaggio, calpestamento, invasione e contesa. Fu dei Romani, degli Unni, dei Longobardi, di imprinting cattolico ma sfumato di rituali celtici e pagani, annesso all’Impero Bizantino e poi ancora occupato dai Francesi, diventò Austria-Ungheria, i tedeschi lo invasero e Caporetto lo stravolse. In tempi più recenti, vicino alle guerre nei Balcani e in Kosovo. Lo saprà il Sindaco di Codroipo, che nell’Ottocento la regione era tra le più povere d’Europa, che forse i Friulani sono stati i migranti più migranti di tutti, tra le miniere del Belgio e il sogno americano?

Perché poi prendersi la briga di mettere all’ordine del giorno un emendamento sostitutivo rispetto a una diversità che si dichiara di voler tutelare? Sappiamo tutti come gli affari politici vadano per le lunghe, come ci sia già così tanto da fare. Perché votare verso l’omologazione alla triste situazione della maggior parte degli asili nidi in Italia? Perché concentrarsi sulle differenze economiche che da sempre esistono, continuando implicitamente a porre nell’ottica di ‘subalterna’ qualsiasi cultura diversa da quella ‘dominante’?

Quello che è successo in una sala comunale nel Nord-Est di questa Italia sbrandellata, divisa, così rapita in quel suo perpetuo moto di autosabotaggio, riconoscibile solo nel volersi tagliare le gambe, succederà ancora. Magari è già successo oggi. Eliminare l’obbligo di lavorare attivamente verso l’integrazione culturale equivale a non fare niente per cambiare una realtà profondamente complessa, a non volersi evolvere.

2.000 anni fa il genere umano era daltonico. Nelle civiltà primitive indoeuropee non esistevano parole atte a descrivere i colori. Aristotele parlava di arcobaleni a tre sfumature, e Omero pensava che il mare fosse dello stesso colore del vino. Ma l’antica incapacità di distinguerli non significa che blu e verde non esistessero. L’evoluzione è semplicemente presa di coscienza collettiva del significato di qualcosa che già esiste, di un qualcosa che davvero, non possiamo più permetterci di ignorare.

Yes, ’n’ how many years can some people exist
Before they’re allowed to be free?
Yes, ’n’ how many times can a man turn his head
Pretending he just doesn’t see?

Bob Dylan, Blowing in the Wind, 1962

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Contro il razzismo non si lotta solo ai tavoli della politica. Anche la moda, ad esempio, può e deve fare la sua parte:

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a3m4wjMatilde Cerruti QuaraAmanda MargiariafascismoopinioniattualitàFriulithink piecesuccede in italia
<![CDATA[la prima modella in sedia a rotelle ad aver firmato con un'agenzia globale]]>https://i-d.vice.com/it/article/3k9b78/aaron-philip-modella-elite-sedia-a-rotelleThu, 06 Dec 2018 06:00:00 +0000Questo articolo è originariamente apparso in versione cartacea sul numero 354 di i-D, The Superstar Issue, inverno 2018

Le sfilate primavera/estate 19 sono state le più diverse mai esistite nella storia della moda. Prendiamo la Fashion Week di New York: il 44.8 percento dei modelli erano di colore, 49 plus-size e 53 si identificavano come transessuali o non binari. E se queste ultime cifre si attestano rispettivamente al 2.2 percento e 2.41 percento del totale, è impossibile non notare come questi numeri stiano crescendo di stagione in stagione.

Nonostante questi progressi, però, il numero di modelli in sedia a rotelle era zero. Per Aaron Philip, una modella 17enne transessuale affetta da paralisi cerebrale, questo deve cambiare.

"All'ultima Fashion Week di New York avrei dovuto sfilare anche io", mi dice Aaron al telefono. "Stavamo sistemando i dettagli, ma poi ci siamo accorti di un problema: non c'erano passerelle senza barriere architettoniche. Non erano accessibili per me". Il semplice fatto che non esistano spazi per sfilate adatti a chi è in sedia a rotelle ci mostra quanto lunga e tortuosa sia ancora la strada da fare. Aaron, dal canto suo, ha deciso di essere il cambiamento che vuole vedere nel mondo. "Sai, credo davvero che questa sia una conversazione che dobbiamo fare, perché il modo in cui stanno le cose ora è sbagliato. Vorrei poter esordire in passerella, e credo che questa visibilità sarebbe importante per la mia comunità".

aaron philip model photoshoot in new york
Blazer IRO. Top Erdem.

Nonostante i pregiudizi con cui spesso deve scontrarsi—a scuola, su internet, ovunque—la sua famiglia l'ha sempre supportata lungo questo percorso. "Sono davvero dei tesori. Sono persone incredibili, mia madre è incredibile—vive ad Antigua, ma è la persona più importante della mia vita. Vivo con mio papà e il mio fratellino. Fanno molti sacrifici per me. È incredibile avere queste persone che ti sostengono e guidano". Aaron sta per finire il liceo, e spera di entrare in un'università d'arte— "fotografia, teatro, o magari arti visive". Professionalmente, vuole usare tutte le sue energie per assicurarsi che le modelle disabili come lei abbiano l'opportunità di sfilare in passerella in futuro. "Credo che la gente pensi che, siccome sono fisicamente disabile, io non possa fare un sacco di cose. Beh, invece guardate dove sono".

Crediti


Fotografia di Zora Sicher
Moda di Zara Zachrisson

Capelli Takayoshi Tsukisawa per Streeters con prodotti Oribe. Trucco Zenia Jaeger per Steeters con prodotti Makeup Forever. Assistenti allo styling Erika Golcher e Karolina Frechowicz. Modella Aaron Philip per Elite.

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3k9b78Ryan WhiteAmanda MargiariaFeaturesLGBTzora sicherindustria della modai-d rivistaModaAaron PhilipThe Superstar Issue Italia
<![CDATA[nessuno guarda più la sfilata di victoria's secret]]>https://i-d.vice.com/it/article/ev35kz/victoria-secret-sfilata-crollo-spettatoriWed, 05 Dec 2018 14:42:53 +0000 Victoria’s Secret si sta lentamente spegnendo e nel farlo sta portando via con sé anche tutto l’annesso immaginario femminile stereotipato.

A dirlo sono i numeri: domenica scorsa è andata in onda su ABC (scalzando la CBS) la sfilata annuale del brand; un disastro in termini di spettatori, che ha raggiunto il picco più basso di rating nella storia di Victoria's Secret. Stando a quanto dichiarato da USA Today, lo show è stato guardato da 3,27 milioni di persone; un numero misero.

Allo stesso modo, anche le vendite continuano a calare. E n

on è una crisi legata solo al 2018. Già le ultime due sfilate erano andate piuttosto male, dimezzando l’audience televisivo dello show rispetto agli anni precedenti. A nulla sono servite le ambizioni dell’executive producer Ed Razek, che ha voluto in passerella 60 tra le maggiori top model del mondo, addobbandole con ali, piume e lustrini. A nulla sono serviti gli ospiti musicali d’eccezione, come Bebe Rexha, Chainsmokers, Struts, Halsey, Rita Ora, Kelsea Ballerini, Shawn Mendes e Rita Ora. Anzi, è stata proprio una di loro, Halsey, a sollevare un polverone su Instagram, tirandosi fuori dallo show domenica stessa dopo essere venuta a conoscenza della posizione del brand in merito a temi come inclusività e body positivity.

Si riferiva alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Razek, che ha parlato di diversificazione degli Angeli di Victoria’s Secret, includendo modelle transgender e plus-size, come di un “cedimento” di fronte a tematiche che non rispecchiano né l’identità né il target del brand. Beh, è evidente che Razek ha sbagliato di grosso a fare i suoi conti, e nel 2018 è anche ora di rendersene conto. Ma forse è davvero troppo tardi per Victoria’s Secret e i suoi angioletti.

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Cosa rappresenta il corpo femminile nell'industria della moda nel 2018? Proviamo a capirlo insieme a La Shaunae:

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ev35kzBenedetta PiniAmanda MargiariaNewsTrendvictoria's secretModa
<![CDATA[il 2018 secondo piotr niepsuj: 12 scatti in giro per l'europa]]>https://i-d.vice.com/it/article/zmdqqe/foto-2018-piotr-niepsujWed, 05 Dec 2018 12:36:51 +0000Questo contenuto fa parte della nostra rubrica Il 2018 in foto, in cui abbiamo chiesto ai nostri fotografi italiani (e non) preferiti di scegliere le 12 immagini che meglio rappresentano l'anno che si sta per concludere.

Questo è Piotr Niepsuj e questo è il suo 2018 in foto. Tutte le foto del suo diario sono state scattate con un cellulare.

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Dicembre
La mia stanza è un casino. Ho fotografato così tanto quest'anno che sinceramente non mi dispiacerebbe prendermi una pausa per un po' di tempo. Non posso credere che stia per ricominciare. Penso di aver bisogno di provare qualcosa di nuovo. Quest'anno ho iniziato a comprare fiori.

Crediti


Fotografia di Piotr Niepsuj
Produzione di Giorgia Imbrenda

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zmdqqei-D StaffAmanda MargiariaPiotr NiepsujPiotr Niepsuji-d familyFotografiafotografi italianiIl 2018 in foto
<![CDATA[tre anni di edonismo, techno e sesso a berlino]]>https://i-d.vice.com/it/article/59v9n3/serata-herrensauna-berlino-fotoWed, 05 Dec 2018 05:00:00 +0000Il sudore gocciola dal soffitto mentre l'aria si fa sempre più irrespirabile. Sono circondato da raver di vecchia data, e vedo le loro gambe farsi sempre più pesanti con il passare delle ore. Eppure, anche all'alba l'atmosfera qui rimane estatica. Sono a una delle serate più leggendarie di Berlino, l'Herrensauna.

A differenza di quanto sembrerebbe suggerire il nome, qui tutti sono i benvenuti. Non solo gli uomini. "Pensiamo sia molto più interessante ampliare l'idea di cosa potrebbe essere un party queer", mi spiega Jordan Davidson, uno dei fondatori di Herrensauna. Siamo in un luogo in cui tutto è permesso: in ogni angolo si è liberi di esplorare la propria sessualità e identità, o semplicemente ballare fino a quando si hanno energie. Ad accompagnare gli ospiti, in sottofondo continua a battere pesante la cassa techno degli artisti underground della città.

Per celebrare il terzo anno di vita di Herrensauna, abbiamo pensato di lasciarci prendere dalla nostalgia e abbiamo chiesto al fondatore Jordan Davidson e ai due resident DJ Nicolas Maxim Endlicher e Cem Dukkha di raccontarci cos'è per loro questa serata.

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Due ospiti all'Herrensauna. Fotografia di George Nebieridze.

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Altra serata leggendaria, ma questa volta made in UK:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D Germany

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