sfoggiare l’intimo è una nuova dichiarazione femminista?

Dal reggiseno a forma di cono di Madonna all’intimo femminista di oggi, un'indagine sul potere di indossare l’intimo fuori dall’abito.

di Jane Helpern
|
14 maggio 2015, 2:30pm

Photography Charlyn Zlotnik via Getty Images

Per citare il grande Sisqó, star dell'R&B, fan della mutandina strimizita ed eccezione grammaticale per cui la U non deve seguire la Q, "She had dumps like a truck, truck, truck. Thighs like what, what, what. All night long. Let me see that thong."

'Thong Song' non è solo un singolo nominato quattro volte ai Grammy. È un inno allo Spring Break che incita a muovere i sederi, un vestigio di quel periodo deliziosamente kitsch (il 1999) in cui il perizoma era il sex symbol definitivo e i jeans a vita bassa regnavano nei centri commerciali.

Forse lo dimentichiamo (come un trauma infantile), ma il tanga era un conclamato accessorio fashion, mostrato sul red carpet da Christina Aguilera e Halle Berry, che strattonavano orgogliosamente e in modo trionfale i laccetti sottili. I tempi però (e le linee delle mutande) sono cambiati drasticamente, i vestiti che si ispirano all'intimo sono riemersi dalla cultura pop sulle passerelle, offuscando la linea che divide la moda dall'oltraggio al pudore.

Dalle sottovesti di alta moda alle lingerie esterna e mutande a vita alta sotto maglie nere velate, l'intimo sta andando in primo piano.

Ovviamente l'intimo nella moda non è nulla di nuovo. Negli anni '20 il look ispirato al kimono giapponese e i vestiti portati senza camicia da notte sotto erano il marchio della moda flapper. Le donne - e gli uomini - delle sottoculture punk e goth di Londra sperimentavano con look sovversivi e intimo in vista già alla fine degli anni '70.

Jean-Paul Gaultier disegnò un guardaroba fatto di corsetti per il tour Blond Ambition di Madonna nel 1990, includendo il reggiseno a cono sopracitato. Courtney Love e le sue sorelle dell'era grunge favorirono l'uso dell'abitino sottoveste stracciato in seta. E poi c'erano i boxer succinti di Calvin Klein di Marky Mark che sbucavano dai jeans cadenti agli inizi degli anni '90, una moda perpetuata da legioni di artisti hip hop e ragazzini di periferia.

Più recentemente, l'intimo come capo di abbigliamento è stato uno dei motivi conduttore per gli stilisti del prêt-à-porter. Il duo avant-garde belga A.F. Vandevorst utilizza il look in lingerie dalla fine degli anni '90. Per la collezione primavera/estate 10 Marc Jacobs ha introdotto mutandoni celesti e top coordinati. Marc ha anche disegnato una collezione ispirata all'intimo per Louis Vuitton nel 2013, con sinuosi négligé color sabbia e vestaglie guarnite di pelliccia. Miuccia Prada continua a ricercare parigine, reggiseni e vestaglie sia per Prada che Miu Miu. La sua collezione primavera/estate 14 mostrava il reggiseno a top in una collezione monocolore che era in parti uguali una dichiarazione femminista e arte contemporanea. Da allora la mutanda che fa capolino è diventata in qualche modo rivoluzionaria, coincidendo con (e alimentando) l'atteggiamento di cambiamento della moda verso rappresentazioni più realistiche della bellezza e della celebrazione del corpo femminile incensurato.

Probabilmente non c'è un altro marchio che sia sinonimo di commercializzazione del bondage di quello designer newyorkese Zana Bayne, le cui imbracature hanno portato lo stile sadomaso fuori dalle gabbie e dentro le metropolitane e sulle strade. L'audace regina della pelle ha disegnato pezzi per Madonna, Marina Abramovic e Lady Gaga, rendendo lei sola l'imbracatura un elemento da sovrapporre ogni giorno, da indossare non solo con morsetti per capezzoli e manette, ma anche con jeans basic e magliette. Miss Bayne è una di quelle poche stiliste che rifiuta gli standard dell'industria e gioisce nella diversità, come ha mostrato la sua presentazione della collezione primavera/estate 15, che ha messo in passerella una varietà di donne bellissime, dalle ragazze in carne alle mamme.

Innalzando il sex appeal di dieci livelli, Miss Bayne ha poi collaborato con Marc Jacobs per un'erotica capsule collection di San Valentino, con adesivi perforati a forma di cuore, frustini con borchie d'oro e catene fatte meticolosamente a mano. "Vedendo come il mio lavoro con la pelle prenda alcuni esempi estetici dagli elementi del fetish, prendere spunto dai sex toys nella moda è sempre stato un qualcosa degno di nota," disse Zana a i-D quando venne lanciata la collezione. Ma l'intimo come capo di abbigliamento non è solo 50 Sfumature Di Bayne.

Il divulgatore di bikini Calvin Klein sta rafforzando la sua linea basic con una campagna di rebranding globale, usando Justin Bieber e Kendall Jenner per mostrare le sue mutande tutte loghi. Alludendo alle pubblicità iconiche degli anni '80 e '90, la campagna virale "MyCalvins" mostra Man Repeller, Miranda Kerr e più di 150.000 persone su Instagram che posano mezze nude, mostrando l'inconfondibile marchio. Mentre l'intimo CK e i top sportivi sono una reminiscenza dei pezzi basic in cotone che abbiamo visto per decenni, il plateale sbandieramento di mutande e i top al posto di una normale t-shirt sono elementi di stile che stanno raggiungendo un nuovo grado di popolarità (grazie al florido trend athleisure, ovvero l'abbigliamento da palestra che non si indossa in palestra).

Ovviamente è impossibile parlare della relazione di amore/odio tra la moda e le parti del corpo femminili senza menzionare le leader del movimento "colori pastello al potere". Mayan Toledano e Julia Baylis, in combutta con le artiste Arvida Byström e Petra Collins, hanno ideato "Me and You," una nuova linea di intimo fatta da mutande di cotone a vita alta con "Feminist" stampato sul sedere e ricoperto da baci a stampo. Il look book etereo è stato scattato da nientemeno che Petra, e riporta minigonne in tulle trasparente e babydolls leggeri sistemati sopra bikini totalmente coprenti. "Vorrei che la moda fosse più onnicomprensiva di com'è oggi: dovrebbe celebrare la femminilità più che sfruttarla. Sarebbe figo vedere più varietà di corpi, età, colori e forme nei giornali e nelle campagne pubblicitarie," ha detto Mayan.

Dalla covergirl di i-D Bad Gal Ri Ri in un leggero vestito floreale sopra a un intimo rosa, alle donne robot futuristiche con abiti intagliati dal laser della designer di Chromat, Becca McCharen, inspirate dalla CEO transgender Martine Rothblatt, c'è un'innegabile connessione tra l'intimo visibile e la femminilità radicale. Come la campagna #FreeTheNipple, questi designer e clienti se ne fregano di ciò che è garbato e appropriato, e sfidano i confini di ciò che è accettabile mostrare. Mentre Sisqó non vedrà realizzato il suo ultimo desiderio, può comunque godersi mutandoni da nonna, top e imbracature sexy.

Crediti


Testo Jane Helpern
Foto Charlyn Zlotnik via Getty Images

Tagged:
Μoda
íntimo