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edie campbell non è una modella come le altre

Si parla di social media, bellezza e cervello con una delle nostre cover star del 35th Birthday Issue.

di Tish Weinstock
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13 luglio 2015, 2:50pm

Edie wears jacket shirt and tie Saint Laurent by Hedi Slimane

"Quando sei una modella riveli molto su di te", spiega Edie Campbell - la modella che ha aperto la sfilata finale di Marc Jacobs per Louis Vuitton con indosso nient'altro che un copricapo, un perizoma scintillante e dei disegni di Stephen Sprouse. Nudità a parte, crediamo di sapere già molto sulla 24enne di West London: possiede due cavalli chiamati Dolly e Armani (no, i nomi non li ha scelti lei), un fidanzato famoso - l'amante dei cavalli Otis Ferry - e una sorella, Olympia, che si sta rapidamente creando un nome nell'industria delle modelle. Aprendo una rivista a caso, troverete senza problemi confronti tra Edie e una giovane Stella Tennant, accompagnati da lodi verso la sua bellezza britannica e la sua stranezza nell'essere dolorosamente fresca. La modella viene spesso idolatrata non solo per essere mostruosamente bella ma per  unire a questa qualità estetica l'uso del cervello, come se fossero due campi incompatibili: questa è la retorica che circonda Edie Campbell. Solo quando la si avvicina ad altre della sua generazione, la razza di modelle malate di selfie e di approvazione, che si inizia a capire quanto davvero poco sappiamo di lei. In un mondo dove i nostri sensi sono costantemente sovraccaricati di informazioni, saturi per la libertà di accesso a qualsiasi dato, è proprio questa sua aria di mistero e riluttanza a rendere Edie così affascinante e unica.

Figlia dell'architetto e Fashion Editor di Vogue, Sophie Hicks, e nipote della musa e modella Joan Hicks, la moda è sempre stata nel suo sangue. Selezionata tramite street casting da Lucinda Chamber a soli 15 anni per una storia su British Vogue, Edie incontra Mario Testino, che pochi mesi dopo la lancia come modella per la sua campagna Burberry. Trovandoci in un mondo popolato da persone che non sembrano desiderare altro che la disfatta altrui, viene spontaneo chiedersi se il fatto di avere una madre che lavora nella moda sia mai stato usato contro di lei - infondo, non è passato molto tempo dalla lettera aperta a Kendall Jendell, dove le altre modelle sostenevano che la giovane non sarebbe mai potuta diventare una modella se non grazie alla sua famosa famiglia. "Credo sia stato un grande aiuto", risponde Edie candidamente - l'unica cosa di cui non la si può accusare è di essere un'idealista, una rarità all'interno del settore - "Cose di questo genere aiutano ad aprire molte porte, ma penso che queste porte vadano poi mantenute aperte da soli. Credo di aver pagato i miei debiti".

Con i suoi riccioli color miele, i lineamenti da cherubino e una frangia che ricorda Jane Birkin, la precoce carriera di Edie potrebbe essere definita con una serie di scatti anni '60. "È stato frustrante, non mi sono mai sentita a mio agio nei panni della ragazza anni '60. L'ho sempre trovato una cosa troppo femminile e infantile", ricorda prima di iniziare a schiamazzare "c'è sempre un gremlin brutto e cattivo all'interno!".

Quando si pensa ai molti successi di Edie, è difficile pensare a qualcosa di diverso dalla giovane donna sicura di sé che vediamo davanti a noi, ma non è sempre stato tutto rose e fiori. "È stato davvero distruttivo, vai ad ogni casting facendoti discorsi di incoraggiamento. 'Questa volta vincerai tutto, devi affascinarli' e poi vai al successivo e ti ripeto le stesse cose". Anche quando si ottiene un casting, non è che ci sia un manuale della top model che ti dice che cosa devi fare. "Ero davvero a disagio all'idea di dover posare. Arrivi in questo spazio bianco e non c'è nessun altro a parte te. Non vedi nessuno mettersi in posa e non sai quali siano le mosse giuste".

È stato solo nel 2013, quando Edie si è tagliata i lunghi ricci e si è tinta di nero per un servizio a tema punk per American Vogue che la sua carriera ha iniziato a decollare. "È stato grandioso, molto liberatorio. Mi sono guardata allo specchio e ho pensato che in realtà mi somigliavo… avere uno stile definito con cui colpire le persone e avere una chiara idea di chi sei, è stata una cosa potente. Il fatto che sia piaciuto a molte persone dell'industria che considero dei trendsetter, mi ha aiutato molto. Le persone possono essere come le pecore, quando qualcuno dice improvvisamente di apprezzare qualcosa allora anche alle altre persone inizia a piacere". Quella stagione Edie ha aperto la sfilato di Louis Vuitton, vincendo anche il premio di Modella dell'Anno ai BFA.

Andando avanti fino al 2014, Edie Campbell e Cara Delevingne sono nomi sulla bocca di tutti. La moda stava cercando giovinezza, britannicità e quell'eccentrica freschezza che queste ragazze rappresentano alla perfezione. Con la moda che si muove più veloce dei like sui social, i venti del cambiamento hanno cominciato a soffiare di nuovo, accogliendo a braccia aperte anche molte nuove it-girl americane. Ritagliandosi uno spazio sulle passerelle e dominando i nostri news feeds, queste ragazze brillano in quella che è la generazione digitale. Mentre Kendall Jenner è passata da reality star a modella a tempo pieno, le sorelle Hadid e le Balswin guadagnano sempre più popolarità like dopo like e, proprio mentre state leggendo questo articolo, Lily-Rose Depp, figlia 15enne di Johnny Depp e Vanessa Paradis, viene eletta nuovo feticcio dell'industria. Siamo ben lontani dalle 'super' degli anni '80 e '90, esseri mistici e venerati, queste ragazze sono accessibili, facilmente riconoscibili e hanno un'innata propensione alla condivisione online dei dettagli della loro vita - a partire dalle pene d'amore all'uscire con Justin Bieber. Tutto questo le rende perfetto materiale da tabloid, ed è qui che Edie inizia davvero a distinguersi.

"Gli agenti hanno passato gli ultimi 35 anni delle loro vite a creare queste donne praticamente intoccabili quando di punto in bianco, tutto il mondo desidera donne concrete. Ed eccoli all'improvviso che sono tutti 'cazzo, dobbiamo creare donne che le persone possono pensare di conoscere' che possano contrastare con quelle bellezze troppo distanti." Di fatto, 35 anni fa, nessuno avrebbe potuto prevedere il rapporto che si sarebbe creato tra numero di follower e numero di ingaggi. "Tramite Twitter e Instagram tutti possono vedere quanta influenza si ha sugli altri, quante persone sono interessate a te e, di conseguenza, quanti prodotti tu sia in grado di sponsorizzare. È un anno difficile. Sto avendo una specie di conflitto interno perché mi piacerebbe continuare a guadagnare soldi ma non voglio postare una mia foto in bikini con alle spalle un paesaggio, e non giudico nessuno. Penso solo che non sia da me".

Lontana dall'essere una cosiddetta "insta girl" e non più definita da un nuovo taglio di capelli o dall'essere britannica, Edie è riuscita a ritagliarsi un'identità che trascende le tendenze - e questo non vuol dire che Edie sia una reclusa o non utilizzi i social media. Basta un semplice giro sul suo Instagram per vedere selfie da Coachella con il doveroso hashtag #thankyoutomyglamsquad tipico di molti profili delle modelle. L'unica differenza è che l'hashtag accompagna l'immagine di un lottatore di sumo che si fa sistemare i capelli in contrasto con una lezione sul contouring e che il selfie da Coachella è una foto di Edie penzolante davanti a una Chevy, "solo un po' di giornalismo investigativo per @voguemagazine". Per fare un riepilogo su tuto ciò che lei è: acuta, spiritosa, intelligente, disposta a condividere con moderazione rimanendo fedele a se stessa il che, è il motivo per cui tutti la amano e per il quale non smetterà di essere un icona. Come ipotizza Edie, "la moda è veloce, bisogna mantenersi integri e onesti, forse non del tutto, ma è necessario ci sia un elemento di verità quando si tratta dell'immagine di te che decidi di trasmettere al mondo". Niente da aggiungere.

Crediti


Testo Tish Weinstock
Foto Alasdair McLellan
Moda Benjamin Bruno
Edie Campbell è rappresentata da Viva London