exactitudes è la prova che l'unicità è un'illusione

Exactitudes è un progetto fotografico avviato nel 1994 dal fotografo olandese Ari Versluis e dalla profiler Ellie Uyttenbroek che distrugge ogni possibile fantasia sull'individualità.

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giu 9 2017, 9:15am

Gabberbitches - Rotterdam 1996

Inizialmente, Ari ed Ellie sono stati ispirati dalla "intera scena gabber di Rotterdam," ovvero a quelle ragazze mezze addormentate con i capelli rasati sui lati e tute da ginnastica dai colori sgargianti che si vedono alle serate di musica hardcore. "Abbiamo visto così tanti cloni, sembrava che la città avesse subito un'invasione gabber." Così, il duo olandese ha iniziato a osservare le persone e le loro uniformi sociali. Quando hanno trovato abbastanza simili da riempire una griglia 3 x 4, hanno invitato le mini tribù nel loro studio e hanno iniziato a fotografarle. Dodici ragazze in tuta con sopracciglia troppo depilate; dodici adulti con tatuaggi emo; dodici gabberine in reggiseni sportivi e nuca rasata; dodici vicine di casa over 60; dodici punk dalle creste fluorescenti. Come puntualmente qualcuno dice quando ci troviamo in mezzo a una folla, le immagini danno la sensazione di essere "schiacciati come sardine." I soggetti fanno parte di categorie ben precise, anche se atipiche. Non siamo uno su un milione, siamo uno su 400. Probabilmente, in giro per il mondo ci sono altre 11 persone vestite come te, e prima o poi Exactitudes vi troverà e vi fotograferà!

What's up G - Rotterdam/ Berlino 2013

Dove trovate le tribù sociali che poi fotografate?
Ci focalizziamo su ciò che vorremmo documentare: stile e identità. Quando lavoriamo fuori Rotterdam, le nuove serie Exactitudes sono sempre il prodotto di un'intensa osservazione, delle successive discussioni e di centinaia di incontri lungo un periodo di tempo ben preciso in un determinato luogo. L'obiettivo è di evitare le mode passeggere. Una nuova serie, una nuova tribù, dovrebbe sempre avere senso all'interno della storia più ampia che cerchiamo di narrare attraverso il nostro lavoro. Recentemente, abbiamo fatto nuove Exactitudes a L'Aia (ispirate all'eredità coloniale olandese), Berlino (tatuaggi new skool) e San Pietroburgo (street kids).

Una nuova subcultura inizia con una singola persona?
La nostra attenzione è rivolta a identità uniformi, dove le differenze si fanno sempre più labili, anche senza volerlo. Le persone vogliono sempre unificarsi alla massa, ma allo stesso tempo vogliono distinguersi dalla massa. Superati i 40, la maggior parte delle persone rimangono ancorate a un certo stile e hanno un'idea piuttosto statica di chi sono e cosa vogliono rappresentare. Nuovi stili e nuove identità si nutrono di moda, mass media, film, social media e, soprattutto, impollinazione incrociata tra culture preesistenti, generi ed età.

Mohawks - Rotterdam 1998

Ci sono stili o subculture che avreste voluto fotografare, ma che non avete mai avuto l'occasione di incontrare?
I gruppi religiosi estremisti sono difficili da ritrarre. È necessario un approccio da giornalismo investigativo per convincerli a farsi fotografare in uno studio professionale. Giovani musulmani con scarpe occidentali e giacche sportive; ebrei ortodossi di Antwerp con i tradizionali Tayot, i boccoli laterali… Sono tutti gruppi estremamente seri e bisogna essere davvero determinati per riuscire a fotografarli. Exactitudes vuole parlare di incontri e di voglia di collaborare, quindi facciamo il possibile.

Gabbers - Rotterdam 1994

Credi che uno stile come il punk, il goth o quello skinhead sia una rappresentazione veritiera di chi sceglie d'indossarlo, del loro carattere?
In quel preciso momento della loro vita, SÌ!

Esistono ancora le subculture? Trovare ispirazione per il progetto sta diventando più difficile?
Le subculture esistono, ma non sono più immediatamente riconoscibili come una volta. In termini di moda e stile di vita, abbiamo notato una globalizzazione molto pervasiva—democratizzazione della moda, come si dice adesso. Ma in realtà questa tendenza elimina le novità e si riduce lo spazio lasciato alla vera sperimentazione. Sforzarsi di capire il quadro sociale e politico, d'altro canto, può portare a nuovi gruppi, più piccoli ma anche più specifici.

Auntie Never Ever - Rotterdam 2010

Fate altre collezioni?
Collezionare è divertente e crea dipendenza, ma fare troppe cose insieme è frustrante e confusionario. Ci stiamo avvicinando a un approccio "cloud" e vogliamo essere meno materialisti. Comunque, l'avere più copie o simili di un'oggetto continua a esercitare una forte attrazione su di noi, specialmente quando, proprio come accade per Exactitudes, si tratta di una storia senza fine. E collezioniamo anche i numeri cartacei di i-D, dal primo numero fino a oggi. Davvero.

Come vi vestite?
E cosa dice questo di noi? Le persone non cambiano, ma la moda sì. Quindi il nostro stile personale è molto pulito e semplice, con i capelli corti e dalle linee dritte. Non si può fuggire al ciclico potere della moda. Tutto sta nei dettagli essenziali, non il cosa. Il come!

flatlandgallery.com
exactitudes.com

Crediti


Testo Sarah Raphael
Immagini Ari Versluis e Ellie Uyttenbroek