come il punk ha influenzato la cultura visuale contemporanea

La cultura punk fa parte dell'identità nazionale britannica tanto quanto la Regina. Ma come ci siamo arrivati?

di i-D Staff
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11 ottobre 2016, 9:54am

Sembrava impossibile, ma 40 anni dopo la sua nascita il punk è diventato parte dell'eredità cultura del Regno Unito. Fa parte dell'identità nazionale del paese tanto quanto la Regina, la cui iconografia è stata usata e abusata dalla cultura punk stessa. Quell'atto di ribellione contro il sistema ha qualcosa di profondamente eccentrico ora, appare quasi come una distorta forma di affetto. 

Come spesso si legge oggi, il punk ha dato una scossa decisiva al Regno Unito. La sua energia anarchica e l'estetica DIY hanno ridato vita allo spirito creativo del paese, influenzando la musica (anche se il punk non è mai stato solo musica), l'arte, la moda e i media degli anni '80 e oltre. 

Quest'anno una serie di eventi chiamati Punk London - supportati dal sindaco di Londra - celebrano l'influenza del punk "in tutta la sua sporca gloria". Una casa a Denmark Street dove un tempo vivevano i Sex Pistols è stata elevata a monumento nazionale. Il figlio di Vivienne Westwood e Malcolm McLaren, Joe Corré, è finito sui giornali per aver dichiarato di voler bruciare tutte le sue reliquie punk in segno di protesta contro la monetizzazione del punk, un movimento che disprezzava le convezione e viene ora celebrato come uno dei momenti cruciali della pop culture nazionale.

La collezione di Toby Mott documenta il ciclo vitale delle prime band punk britanniche, dai loro esordi turbolenti alla loro scomparsa. Si tratta di un archivio di immagini e stampe, la maggior parte provenienti da Londra, dove Mott viveva, il quale ha valenza sia culturale che sociologica. Per coloro che al tempo non c'erano, queste reliquie trasmettono un'idea chiara di che cosa fosse lo stile abrasivo e intransigente del punk. Per coloro che invece c'erano sono oggetti pieni di teneri ricordi.

Sono dei rieperti ora degni di nota, che possiamo trovare in gallerie e musei. Le immagini fotocopiate, le lettere scritte a mano, i ritagli, i flayer e le finezine ora vengono identificate come punk grazie al loro stile peculiare, ma per i punk che le hanno create all'epoca non hanno senso questo tipo di categorizzazioni. A loro importava che veicolassero un messaggio - sponsorizzare una band e la musica - piuttosto che rispecchiare un certo stile. 

È stato con il New Wave design che l'energia punk è stata distillata con uno stile grafico dalle convezioni più rigide. Dal Dada al Surrealismo fino alla Pop Art e le controculture degli anni '60, i collage e i fotomontaggi sono stati gli strumenti più potenti per rielaborare la realtà e costruire delle alternative illuminanti. 

Un fotomontaggio di Dawn Ades, storico d'arte e esperto di Surrealismo, venne pubblicato come tascabile nel 1976, una svolta nella storia dell'arte DIY. Linder Sterling, la quale già creava collage di immagini, ha spiegato come questo evento gli abbia dato la spinta per continuare a lavorare con quella tecnica artistica. Un dei primi risultati fu una donna nuda con delle bocche al posto dei capezzoli e un ferro da stiro al posto della testa, utilizzato nel 1977 per la copertina del signolo dei Buzzcocks Orgasm Addict disegnata da Malcolm Garrett, una delle immagini più memorabili del punk. 

È diventata un'abitudine ormai guardare nostalgicamente al punk e fantasticare su quel periodo in cui il pubblico è riuscito a prendere le redini della propria cultura. Ma l'abitudine non ha reso il punk meno incalzante.

Il punk è stato un momento di insubordinazione sociale e culturale, in cui il processo tradizionale di formare una band, scrivere una canzone, vestirsi o creare un flayer è stato stravolto. La cosa importante era partecipare, creare la tua scena e non accettare passivamente ciò che ti viene propinato. Ora che l'industria della musica è più dispotica e deterministica che mai il messaggio del punk sembra ancora più impellente. 

La cultura attuale, perennemente in gestazione, dovrebbe avere DIY iscritto nel DNA. La collezione di Toby Mott è grezza, incasinata, e piena di vita. È un documento che colpisce e un invito a cogliere l'attimo, rifiutare le scelte ovvie, trovare alcuni compagni che la pensano come te e costruire qualcosa di nuovo e provocatorio.

Crediti


Testo Rick Poynor

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