i diari porno di bruce labruce

Il regista e fotografo canadese racconta i retroscena di un'industria meno stereotipata di quanto pensiamo.

di Nadja Sayej
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22 agosto 2016, 11:45am

Nel suo libro Porn Diaries: How to Succeed in Hardcore without Really Trying Bruce LaBruce, regista porno, scrittore e fotografo canadese, racconta come funziona davvero l'industria pornografica. Lo fa attraverso articoli, saggi e fotografie pubblicate nel corso di oltre vent'anni su diverse testate, racchiusi oggi in un volume immancabile in qualunque libreria cinematografica. Oltre a ironici scatti e intimi ritratti, il libro comprende anche fotografie realizzate dal regista per riviste porno e interviste con attori del settore, oltre a scritti, interviste e ritratti di Bruce stesso. "Porn Diaries è una fanzine ultra elaborata," ha dichiarato. "Il libro esplora numerosi temi che mi stanno particolarmente a cuore, come l'omosessualità, la regia - il tutto in maniera molto filosofica."

Comprendere il sottotitolo dell'opera, invece, è tutta un'altra storia. "How to succeed in hardcore without really trying" ("Come avere successo nell'industria del porno senza provarci davvero") solleva alcune questioni. Per Bruce LaBruce il fatto di non darsi troppo da fare è ricollegabile al suo percorso nell'industria. "Non ho mai voluto fare porno" racconta. "Considero i miei primi film realizzati con una Super 8 dei film d'arte con del sesso esplicito. Quando mi sono fatto un nome come regista porno, come anche il mio produttore, Jurgen Brüning, abbiamo deciso di fare dei 'veri' porno." È stato a quel punto che Brüning ha lanciato la sua prima società di produzione cinematografica porno a Berlino, Cazzo Cazzo Film. Era il 1996. "Ho iniziato realizzando film artistici con attori porno, girando ogni volta due versioni, una più soft e una più hardcore," spiega LaBruce parlando dei suoi film Skin Flick, L.A. Zombie, e The Raspberry Reich.

Il suo libro è sia filosofico che ironico in alcuni punti, come quando racconta delle difficoltà degli attori ad attenersi al copione o del fatto che il cibo che portano sui set sia peggio di quello che ti propinano in prigione. Il libro non parla solo di sesso, ma dell'industria nel suo complesso, di cui rivela i lati meno noti. "Sono sempre stato affascinato dal meccanismo che sta dietro all'industria del porno, e i miei film cercano di portare l'attenzione su questo aspetto, a decostruirla in un certo senso. Ho sempre scelto di attenermi alle regole del porno, ma quando giro un film cerco anche di andare oltre i limiti e di dare rilievo anche alla storia. Spesso i miei personaggi sono registi porno o attori porno, è una sorta di mise en abyme che trovo particolarmente efficace. In questo modo il film si distanzia dal mero contenuto sessuale, e rende lo spettatore consapevole delle norme che regolano l'industria. Un critico cinematografico di Flash Art un giorno mi ha definito come 'Il Brecht del porno."

Il volume parla anche di come se la passano al giorno d'oggi i registi indipendenti, di come questo sia un lavoro che richiede pazienza, passione e spirito d'adattamento. In un capitolo del libro, Bruce spiega dei suoi scontri con gli assistenti di produzione, i costumisti, e cerca di convincerci che la casa dove gira i film è infestata dai fantasmi. Nonostante sia sempre sull'orlo di una crisi di nervi, Bruce continua imperterrito il suo cammino.

"Sono animato da una forza oscura che mi porta a realizzare sempre più film, nonostante i numerosi ostacoli; se non ne giro per troppo tempo mi sento completamente vuoto," racconta LaBruce. Ciò che mi spinge a fare di più sono le critiche che ricevo dalla gente, le opinioni di chi segue i miei film da tempo e che si sente influenzato o ispirato da questi ultimi."

Il suo libro potrebbe essere visto come un sequel del suo memoir del 1998, The Reluctant Pornographer, che riuniva gli articoli che aveva scritto per numerosi giornali canadesi. Quest'ultima pubblicazione, invece, include scritti più recenti, e riaffronta la tematica del terrorismo vista dagli occhi del regista. "Penso che il terrorismo non sia glamour quanto un tempo," dichiara LaBruce, il quale si è sempre ispirato ai gruppi terroristi di estrema destra degli anni '70 come la Red Army Fraction e i Weathermen, che secondo LaBruce avevano un'immagine 'sessualizzata'. "Questi gruppi credevano nell'amore libero," afferma.

Il regista, ora 52enne, gira tutt'oggi film porno. Il più recente racconta una storia d'amore tra un poeta ceco e un rifugiato siriano a Berlino. Ha appena lanciato anche una nuova pellicola intitolata The Misandrists, in cui i personaggi - tutte donne - incarnano delle terroriste lesbiche e femministe, le quali vogliono dare il via a una rivoluzione sessuale. "Unisce aspetti del porno anni '70, dei film camp, del melodramma e delle commedie romantiche. Ma è soprattutto un film politico e femminista."

L'amore libro è un leitmotiv dei film di LaBruce; rispecchia la sua visione dell'amore. Gudrun, uno dei personaggi di The Raspberry Reich, spiega che la monogamia eterossessuale è una "costruzione borghese che deve essere smantellata", e ciò non è altro che un riflesso della mentalità di LaBruce, il quale ha sempre screditato la monogamia. "Io e il mio partner abbiamo una relazione aperta, e mi innamoro sempre di persone nuove. La condivisione è alla base di tutto!"

Crediti


Testo Nadja Sayej
Immagini su gentile concessione di Bruce LaBruce

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