il vero volto della moda è quello fuori dalle sfilate?

Questo fotografo italiano ha creato un documentario su quello che accade FUORI dalla Fashion Week.

di Felix Petty
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06 giugno 2016, 11:00am

Ciò che succede fuori dalle sfilate di moda è emozionante tanto quanto quello che accade all'interno. La folla di star (e presunte tali) che si pavoneggia davanti a un'orda di fotografi. I flash delle macchine fotografiche. I momenti di disperazione per entrare alla sfilata. I look scandalosi e quelli stravaganti e quelli che passano inosservati e quelli perfetti. È una situazione strana, surreale.

Se esiste qualcuno che conosce bene il significato di questo aggettivo, quel qualcuno è il fotografo Pierfrancesco Celada, che ha speso gran parte della sua carriera documentando il lato onirico delle città in cui viviamo, in particolare la solitudine delle enormi città dell'Estremo Oriente, dove la bellezza dei paesaggi quasi sovrasta le gente che ci vive. Lì ha ritratto i paesaggi di Tokyo, Shanghai, Hong Kong, Seoul. Ma, concessosi una pausa e rientrato nella sua città natia, Milano, è inciampato nella folla esasperata della Settimana della Moda e ha deciso di scattarla con il suo obiettivo.

Ti ricordi il tuo primo incontro con il branco della moda fuori da una sfilata? È stato accidentale? Cos'hai pensato all'inizio?
Prima di iniziare questo progetto non sapevo molto a proposito della moda, non me ne sono mai interessato particolarmente, non ho mai seguito le tendenze. Ho iniziato a lavorare a questa serie per pura curiosità: volevo capire l'impatto della Settimana della Moda nelle città e delle persone che abitano le capitali della moda europee. Ho sempre considerato la mia scarsa familiarità con il mondo della moda come un vantaggio: un modo per analizzare questo sistema con occhi nuovi, non conoscendone le regole, i giocatori e le influenze.

Quando hai iniziato a scattare la serie?
Il mio primo incontro con la Settimana della Moda è stato tre anni fa. A quel tempo volevo prendermi una pausa dalla mia serie sulla vita nelle metropoli. Ho iniziato questo nuovo progetto a Milano, la mia città, e da quel momento ho scattato la folla fuori dalle sfilate più importanti in Europa.

Definiresti il tuo approccio alla moda da outsider? È per questo motivo che alcune delle tue immagini hanno un lato ironico? Riesci a trovare l'eccentrico e il surreale che chi è maggiormente coinvolto nell'industria non vedrebbe altrimenti.
Inizialmente mi sono avvicinato al tema senza sapere davvero cosa stava succedendo. Ho provato a reagire alle situazioni che si stavano evolvendo davanti me, forse cercando le contraddizioni e le interazioni tra la città, i modaioli, i fotografi, i paparazzi e i passanti. Con il passare del tempo la mia percezione è probabilmente cambiata; sono più attento ai personaggi e alle regole chiave. Ancora oggi però mi piace pensare a me stesso come a un "outsider", ancora alla ricerca di situazioni che gli insider non notano, o non vogliono notare.

Come sono i fotografi di quell'ambiente? Hai allacciato rapporti con loro? Gli importa di essere fotografati?
I fotografi fuori dalle sfilate sono chiaramente quelli che animano maggiormente il prima e il dopo delle sfilate, spesso lavorano e si spostano insieme come un'unità singola. Negli anni ho incontrato molti colleghi fotografi. Sono diventato amico di alcuni, discusso con altri, ma credo di essere stato ignorato nella maggior parte dei casi; non ho mai avuto alcun problema puntandogli contro la macchina fotografica e io stesso sono sicuro di essere stato fotografato.

Come ti comporti rispetto alle stelle dello street style che tutti quelli dell'industria della moda aspirano a fotografare? Alcune si sono fatte spazio nelle tue foto.
Ci sono volute alcune stagioni per riconoscere i personaggi chiave, ma ancora oggi non gli do molta importanza. Non sono interessato ai prodotti che indossano; sono attratto dalla dinamica in generale, dalle espressioni, dai movimenti, dalle interazione e dalle contraddizioni.

Quali sono le immagini che preferisci della serie?
Mi piacciono quelli dove si può percepire la differenza tra chi è all'interno del mondo e chi non lo è ma vorrebbe esserlo. Anche quelle immagini in cui il soggetto è la folla stessa; un gruppo di persone che corre in modo scomposto in tutte le direzioni, alcuni cercano di ottenere lo scatto desiderato, cercano di essere notati e altri che cercano semplicemente di appartenere a quel mondo.

Cos'hai imparato dell'industria della moda scattando fuori dalle sfilate?
Ho imparato a riconoscere alcuni volti, stili e dinamiche. Sono più attento a certi marchi ma comunque non capisco la maggior parte di essi. Continuo ad avere la curiosità necessaria per continuare il progetto durante stagione che verrà. Specialmente in questi tempi, quando l'attuale e datato sistema della moda è messo alla prova.

Crediti


Testo di Felix Petty
Fotografia di Pierfrancesco Celada

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