bottega veneta compie 50 anni

Gigi Hadid e Lauren Hutton hanno chiuso la sfilata di Bottega Veneta insieme, in pieno accordo con la filosofia del brand.

di Anders Christian Madsen
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26 settembre 2016, 10:41am

Non c'è niente come un anniversario per fare colpo sul pubblico abituale e difficilmente impressionabile della Settimana della Moda. Quest'anno tocca a Bottega Veneta, che ha celebrato il 50esimo compleanno con una standing ovation nell'Accademia di Brera a Milano. Lauren Hutton ha calcato la passerella a metà sfilata, vestita di un trench beige. Ha rappresentato la storia di Bottega Veneta sul grande schermo, storia di cui lei stessa ha fatto parte quando ha indossato una delle iconiche borse della casa di moda italiana in American Gigolò. Prima che alla fine degli anni '90 venisse introdotto il ready-to-wear, Bottega Veneta era un brand che produceva borse, anzi, il brand che produceva borse per le donne più chic del mondo: da Jacqueline Onassis all'imperatrice dell'Iran. Sotto il regno di Tomas Maier, che ha presentato la prima sfilata donna del brand nel 2005 e quella maschile solo un anno dopo, Bottega Veneta ha sempre cercato di allargare i propri orizzonti in termini di clientela. Ecco perché la sfilata dell'anniversario ha unito le collezioni uomo e donna con uno tra i cast più vari che si siano visti a Milano. "Disprezzo ogni classificazione, che si tratti di colore della pelle o età, o. Le destesto," ripete Maier nel backstage.

"Per indossare i look che hanno sfilato sulla passerella non devi per forza avere sedici anni e non devi per forza averne cinquanta. Non ha senso. L'unico requisito è che tu sia sicura di te e che ti piaccia un determinato capo." Il ready-to-wear che Maier ha ideato per Bottega Veneta ha sempre riflettuto la filosofia del brand: un'idea di un lusso essenziale ed elegante. Questa collezione è stata eseguita con un'impressionante maestria sartoriale, tanto che ogni look avrebbe potuto facilmente essere l'highlight della serata. "Credo che questi capi siano adatti a chi ha una certa cultura sulla moda e capisca quando una gonna è di buona fattura: il materiale, i piccoli dettagli," spiega Maier. Quando gli chiediamo di parlarci della collezione, lo stilista si limita a elencare i capi che hanno sfilato, come per prendere segretamente in giro il bisogno della moda di trovare un significato o un concept dietro ogni singolo capo e accessorio.

"I pantaloni e la maglietta, il maglione e la gonna, il vestito...Credo non ci sia molto da dire; sono semplici, ma sono belli. Molto leggeri ed essenziali." Queste parole sono più coraggiose di quanto possano sembrare. Si tratta di una considerazione audace perché ora, nel mondo della moda, è quasi un obbligo comunicare un messaggio con ogni sfilata, figuriamoci se si tratta di un anniversario. Per Maier, comunque, il vero messaggio è stato proprio il non avere un messaggio. Con uno show di questo tipo, (con modelle come Hadid e Hutton e una sfilata unica per moda maschile e femminile), Maier ha saputo dare il giusto tocco di modernità e innovazione alla casa di moda cinquantenne. "Credo che continuerò così," dice Maier a proposito della sfilata unica. "Credo che abbia senso per noi in quanto casa di moda. Le collezioni sono sempre ideate allo stesso momento, io le disegno insieme: la prima scelta è quella del materiale, poi arriva il colore e infine scindiamo tra capi più femminili e più maschili." Maier non avrà avuto l'intenzione di esprimere un messaggio politico o sociale, ma, con la sua comprensione del ruolo che Bottega Veneta ha e ha avuto nel mondo della moda, l'ha inconsapevolmente fatto.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Foto Mitchell Sams

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