abbiamo parlato con l’artista sam falls delle meraviglie della natura

i-D ha visitato lo studio dell’artista californiano Sam Falls, il cui nuovo lavoro multi-sensoriale sulle quattro stagioni è in mostra a Torino.

di Jane Helpern
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14 aprile 2015, 8:55am

Photography Ben Colen

L'artista americano Sam Falls ha viaggiato per il mondo, dalla Finlandia fino a Joshua Tree, producendo tele di grandi dimensioni, fotografie super colorate e installazioni. I suoi lavori sono ispirati dalla bellezza, all'imprevedibilità e dalla ferocità della natura, cercando, come dice lui stesso, "di attraversare le questioni di astrazione e rappresentazione in maniera efficace." Con i suoi capelli scuri lunghi fino alle spalle e la sua t-shirt piena di schizzi di vernice, ci fa strada nel suo studio baciato dal sole della California a Glendale, mostrandoci la metodica pazzia della sua arte.

Cresciuto nel Vermont - il 45esimo stato in ordine di estensione e unico in assoluto senza un palazzo più alto di 40 metri - Sam Falls ha passato gran parte della sua infanzia e adolescenza andando alla ricerca di oggetti arrugginiti o sbiaditi, giocando sotto la pioggia con i suoi amici. Tutto quel tempo passato fuori casa ha fatto della forza degli elementi un tema cruciale, nonché principale strumento, della sua arte. Tutto è iniziato come un esperimento, lasciando per otto mesi sotto il sole ardente della California dei pezzi di legno sopra una striscia di tessuto tinto, "Ho ottenuto questa striscia scura dov'era posizionato il 2x4 e mi sono detto 'oh si, è proprio quello che pensavo sarebbe successo.'" 
Nei lavori di Fall la mano della natura non solo è visibile, ma ancor più significativa di quella dell'artista stesso.

Sam Falls Senza Titolo [Maze], 2014. Per cortese concessione dell'artista, Galerie Eva Presenhuber e Hannah Hoffman Gallery. Foto di James Ewing. Pubblica concessione Art Fund, NY.

Per una serie di dipinti color pastello che ha esibito lo scorso anno alla Hannah Hoffman Gallery di Los Angeles, Sam ha raccolto del fogliame da varie località - tra cui Venezia e New York - l'ha sparso casualmente su delle tele insieme a della vernice, per poi abbandonarlo alla mercé delle intemperie. " Il colore è un potente strumento descrittivo, piuttosto che emotivo o estetico. Non prendo io le decisioni su quali colori stanno bene insieme, li scelgo casualmente", ha spiegato parlando del suo processo creativo.

Il vibrante lavoro di Sam è sempre visivamente piacevole, con i suoi ricchi schizzi e i turbinii color pastello, ma la parte migliore delle opere, a detta sua, è il come e il perché siano state realizzate. "Si finisce con l'ottenere qualcosa che le persone interpretano come raffinato, ma non credo di padroneggiare a pieno quella caratteristica. Alcune persone la interpreteranno in un modo, e altre ancora in un altro. Per quanto mi riguarda, il colore è una descrizione particolare poiché definisce la pioggia; se fosse tutto nero o tutto rosso, non si vedrebbero i movimenti dell'acqua".

Per cortese concessione dell'artista e della Hannah Hoffman Gallery. Foto di Josh White.

Solo perché Sam si rimette alla spontaneità della natura, questo non significa che l'artista lascia il suo lavoro vulnerabile di fronte al caso- nonostante le imperfezioni indotte dal sole siano le sue parti preferite-; è esattamente il contrario. "È una cosa che molte persone pensano e che mi è chiesta spesso durante le interviste… Mi limiterò a dire che ho passato trent'anni all'esterno e soltanto cinque a lavorare in una camera oscura e con le stampanti nel mio ufficio, quindi penso di avere un'idea ben precisa di quello che potrebbe succedere"; ed è con queste conoscenze, Sam spazia dal prevedere al coreografare uno dei fenomeni più potenti della natura. 

Sam Falls Senza Titolo, 2014. Per cortese concessione del''artista, Galerie Eva Presenhuber e Hannah Hoffman Gallery. Foto di James Ewing. Pubblica concessione Art Fund, NY.

I critici d'arte hanno scritto e parlato molto della sua metodologia e sul suo utilizzo dei media, includendo Sam con altri artisti della generazione ADD (aka sindrome da deficit dell'attenzione). Per quanto riguarda Sam, il bisogno di "progredire attraverso i media piuttosto che girare in tondo" è una cosa semplicissima. "Sarebbe come se dopo David Foster Wallace tutti volessero tornare a scrivere come Faulkner", sostiene un po' meravigliato. "Si dovrebbe usare tutto quello che David Foster Wallace ha reso possibile. Queste persone hanno lavorato non per fare in modo che si ripetessero i loro passi, ma per sfruttare il processo". 

Sam Falls, Senza Titolo (Life in California), 2014. Per cortese concessione dell'artista.

Le ultime produzioni di Mark sono visibili al Ballroom Marfa di West Texas dal 13 marzo, dove sono in mostra i lavori creati durante la sua residenza artistica, nel luglio 2014. È un'esibizione multimediale, che include video, suoni, sculture e una Ford Ranger del 1984 riempita di piante, che considera il retaggio lasciato da Donald Judd e la sua collaborazione esterna con la Chinati Foundation di Marfa. Attraversando il globo per arrivare in Italia, Fall presenta il suo lavoro anche a Torino, alla Galleria Franco Noero, dal 22 marzo al 21 marzo 2016.

Se un anno intero vi sembra molto tempo per un uomo sulla trentina, allora forse ha senso chiudere con questa perla del nostro creativo Olympian: "C'è dell'atletica nell'arte". 

Crediti


Testo Jane Helpern
Ritratti Ben Colen

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