Lisa Wassmann

quando si chiude il sipario: la vita privata delle drag queen in foto

Per quattro anni, la fotografa Lisa Wassmann ha fotografato la scena drag di Berlino. Da qui nasce "Fierce", la serie che ci svela i retroscena di un mondo fatto di glitter sì, ma non solo.

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18 agosto 2017, 10:30am

Lisa Wassmann

Lisa Wassmann è cresciuta in un teatro della Berlino Ovest. I suoi genitori lavoravano lì quando era bambina, e a 10 anni le hanno regalato la sua prima macchina fotografica. Ancora oggi si nota nei suoi scatti quanto gli anni passati tra palcoscenico e camerini l'abbiano influenzata, plasmandone lo sguardo sul mondo. Nel 2013 Lisa ha incontrato Parker Tilghman: lui era il suo nuovo assistente. Tra un lavoro e l'altro, Parker ha iniziato a parlarle dei piccoli show di drag queen che organizzava con alcuni amici; forse, Lisa poteva aiutarlo a fare qualche foto delle serate. Nel giro di pochissimo tempo le sue esibizioni sono diventate molto conosciute in tutta Berlino, Parker è diventato Pansy e Lisa la fotografa ufficiale delle drag queen nella capitale tedesca.

La serie fotografica Fierce è una raccolta degli scatti preferiti di Lisa, tutti riconducibili alla vita privata delle drag queen conosciute negli ultimi quattro anni dalla fotografa. Noi di i-D l'abbiamo incontrata per farle qualche domanda e le abbiamo chiesto di scegliere per noi alcune immagini che riassumessero l'essenza del suo progetto.

La scena delle drag queen berlinesi fotografata da Lisa Wassmann

Come descriveresti la scena drag di Berlino?
Non conosco così bene la scena drag di altre città, quindi non posso fare paragoni. Ma credo che la caratteristica principale di Berlino sia la familiarità di chi ci vive, nonostante sia in costante espansione. La libertà che si respira qui attrae ogni giorno nuove persone da tutto il mondo.

Chi si nasconde dietro i volti perfettamente truccati che fotografi?
La scena più giovane è stata fortemente voluta da Parker Tilghman, aka Pansy, che ha organizzato numerosi eventi e manifestazioni per dar vita a una nuova comunità drag. Ha creato una piattaforma su cui tutti possono liberamente comunicare e che oggi grazie a lui è più moderna e conosciuta anche all'esterno.

La scena delle drag queen berlinesi fotografata da Lisa Wassmann

Cosa rende questa scena così interessante per te, in quanto fotografa?
Giocare con la propria identità è qualcosa con cui sono cresciuta. Entrambi i miei genitori lavoravano al Theater des Westens [principale teatro della Berlino Ovest, ndt]. Per me era un parco giochi, tutti mi conoscevano e potevo girarci liberamente. Adoravo osservare mia madre mentre ballava sul palcoscenico e tutti gli altri attori mentre si preparavano tra costumi, trucco e parrucco. Interpretare una persona dell'altro sesso è qualcosa che mi interessa, da sempre. Solitamente, non mi interesso molto alle divisioni uomo/donna: io sono sì una donna, ma ho atteggiamenti molto mascolini, ad esempio.

È stato difficile farsi accettare dai performer? O tutti erano ben felici di farsi fotografare?

No, non è stato difficile. Fotografo la vita notturna berlinese da più di dieci anni, per me è la routine. E chi sta davanti all'obiettivo percepisce la mia familiarità e tende a fidarsi subito di me.

La scena delle drag queen berlinesi fotografata da Lisa Wassmann

Osservatrice o creatrice di set studiati nel dettaglio?
Cerco di mantenermi in equilibrio tra questi due mondi, senza sbilanciarmi troppo. Fotografo molto meglio con il flash, specialmente se chi ho di fronte indossa colori forti, saturi. Sul palco non si può studiare la composizione, ma nel backstage sì. Diciamo che è un mix, sempre di stampo documentaristico, però.

Le drag queen recitano un ruolo? O è parte del loro essere?

Negli anni in cui ho lavorato a questa serie ho imparato e osservato molto. La cosa più interessante è stata notare che loro non recitano, entrano semplicemente in contatto con una parte della loro personalità che solitamente rimane più nascosta. Creano una nuova persona, da zero. Scelgono un nome, uno stile ben preciso nel vestire e un trucco specifico, a cui si aggiunge un carattere molto studiato. Mi affascina vedere come si formano queste nuove figure, è un processo davvero unico.

La scena delle drag queen berlinesi fotografata da Lisa Wassmann

Quali artiste hai fotografato negli anni?
Dall'inizio? Fammi pensare... tra gli altri, Peaches, Zhala, Karin Park, Mykki Blanco, Leif, Black Cracker e Christine. Sono tutti musicisti collegati in un modo o nell'altro al Festival Queer YO! SISSY.

Perché hai scelto di chiamare questa serie Fierce?
Ho sentito questa parola centinaia di volte durante la proiezione di Drag Race in un parco a sud di Berlino. Mi piaceva il suono. A volte i titoli arrivano così, dal nulla. Non bisogna pensarci troppo su.

La scena delle drag queen berlinesi fotografata da Lisa Wassmann

Cos'hai imparato lavorando a questa serie?
Bisognerebbe sempre essere chiunque si desideri, senza eccezioni.

La scena delle drag queen berlinesi fotografata da Lisa Wassmann
La scena delle drag queen berlinesi fotografata da Lisa Wassmann
La scena delle drag queen berlinesi fotografata da Lisa Wassmann

Crediti


Text: Joely Ketterer
Fotos: Lisa Wassmann