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questa drag queen vi farà completamente rivalutare il concetto di bellezza

Anche nel mondo delle drag, i look di Salvia distorcono la percezione di bellezza e genere.

di Tish Weinstock
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01 giugno 2017, 2:14pm

Crescendo in un piccolo paese nel nord del Galles, Salvia è sempre stata circondata dalla natura. Nonostante i lunghi pomeriggi passati tra colline e fitte foreste le fornissero il romanticismo e la fantasia di cui aveva bisogno per scappare dalla realtà, è stata la visione della quarta stagione di RuPaul's Drag Race a farle accettare il senso di solitudine e disagio che provava quando pensava al suo genere. Per la bellezza ultraterrena e soave di Salvia, essere una drag queen significa poter essere qualunque cosa lei desideri. Anche nel mondo delle drag, i look di Salvia distorcono la nostra percezione di bellezza e genere. Alcuni sono così celestiali da farla sembrare un essere mistico. E noi ce ne siamo innamorati.

Com'è il posto in cui sei cresciuta?
È un piccolo villaggio nel Galles del nord, e credo che crescere in mezzo alla natura mi abbia fatto bene, anche se a volte mi sentivo davvero sola, dovevo trovare da sola qualcosa con cui divertirmi, qualche gioco. Ma credo che mi sia andata bene così, e probabilmente sono stata io stessa a isolarmi dagli altri.

Chi erano i tuoi modelli di riferimento?
Tim Burton, ne ero ossessionata. Provavo spesso a imitare il suo stile artistico.

Che lavoro volevi fare "da grande"?
Quando ero una bambina dicevo alla gente di voler diventare un sicario, ma credo che in verità io abbia sempre voluto essere una filmmaker. Passavo ore a fare riprese orrende.

Com'è cambiata la tua comprensione di genere e identità nel corso degli anni?
Il cambio è stato radicale. Ovviamente il sistema d'istruzione ha fallito completamente con me quando si trattava di fornirmi nozioni corrette su genere, e tanti altri argomenti. Ero abbastanza piccola quando ho deciso che i generi erano inutili e noiosi, ma non li ho poi messi immediatamente in discussione.

Come hai scoperto questo mondo?
Mi fa sembrare davvero giovane, ma l'ho scoperto su YouTube. Quando ho visto il video delle migliori trasformazioni di William ho pensato che fosse un transessuale. Invece, poi ho scoperto Drag Race e Sharon Needles e me ne sono innamorato all'istante perché mi riconoscevo in lei molto più che nelle altre drag queen.

Cosa significa per te essere una drag queen?
Avere infinite possibilità tra cui poter scegliere chi voglio essere. Quando sei una drag queen puoi essere chiunque e fare qualunque cosa tu voglia. Non credo si possa essere solo una drag, perché è un mondo molto fluido, o almeno lo è per me.

Raccontaci di Sad Salvia, chi è questo personaggio?
Ho scelto il nome Salvia in onore della pianta dai poteri curativi. Sono ossessionata dai fiori, e un tema ricorrente nelle mie opere d'arte è la rinascita consapevole di sé stessi. Credo che l'universo floreale rappresenti bene questo tema. Gli sciamani credono che la salvia la reincarnazione della Vergine Maria, e lo trovo molto mistico, romantico. Io sono Salvia, non è un personaggio inventato.

Hai affermato che la tua esperienza di transessuale ti ha spinto a distorcere il tuo aspetto. Vorresti spiegarci meglio questo concetto?
Soffro di disforia di genere, e questo mi ha spinto a distorcere il mio aspetto, perché per me è meno scomodo quando le persone non capiscono se io sia un uomo o una donna, piuttosto che essere immediatamente identificato come essere umano di genere maschile.

Per chi o per che cosa lotti?
Lotto perché chiunque abbia la libertà più totale di essere sé stesso e lotto per chiunque non abbia mai avuto una possibilità di vivere la propria vita senza paura.

Perché la creatività è più importante che mai?
Credo che la creatività sia più importante che mai perché il modo in cui stiamo vivendo non è né sostenibile né giusto e dobbiamo pensare a nuovi modi di vivere prima di estinguerci, o lasciare che siano altri a farlo.

Quali sogni e speranze hai per il futuro?
Credo che vorrò sempre essere una drag queen, ma vorrei anche sentirmi a mio agio e sicura di me quando sono "normale".

Crediti


Testo Tish Weinstock
Immagini via @Salvjiia