new genuary: vi presentiamo amber mahoney

Anno nuovo, talenti nuovi. Per tutto il mese di Gennaio vi presentiamo i fotografi che definiranno il 2017. Scattano il mondo che li circonda, interpretandolo attraverso il prisma delle loro esperienze, ogni fotografo ha la sua storia da raccontare, e...

di i-D Staff
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25 gennaio 2017, 9:50pm

Amber Mahoney, 32

Raccontaci qualcosa di te e del posto in cui sei cresciuta.
Sono nata a Victoria, in Australia, e sono cresciuta in una casa con un tetto in lamiera in una noiosa periferia australiana. Quando ero ancora bambina mi sono trasferita con mia madre in un'altra noiosa periferia negli Stati Uniti. Non c'era nulla da fare. Leggevo molto e ho avuto una breve infatuazione per l'arte.

Come sei entrata in contatto con la fotografia?
Mia mamma faceva la fotografa già da prima che nascessi. Ha finito per vendere la sua Nikon F per avere i soldi necessari per aggiustare un buco nel nostro tetto ad Upwey, ma ha iniziato subito a ricomprare tutta l'attrezzatura una volta che ci siamo trasferite negli Stati Uniti. Credo di aver iniziato a giocare con la sua macchina fotografica analogica già quando avevo 8 anni. Dopo aver realizzato quando grande fosse il mio amore per la fotografia, mi ha comprato la mia prima macchina per Natale, quando di anni ne avevo 10.

Cosa ti attira di questo medium?
Mi piace condividere con gli altri le cose e le persone che vedo, il modo in cui le vedo. Mentre lo faccio, riesco sempre a infondere un po' di me stessa nelle immagini. La fotografia è l'unico modo in cui riesco a farlo.

Dove hai imparato a scattare?
Grazie a mamma, i libri, amici e mentori.

È necessaria una laurea per intraprendere la carriera di fotografa?
Non credo. Sono sicura che sia molto utile e che ci siano molte cose che ancora non so e che forse avrei imparato frequentando le lezioni. Personalmente, però, ogni volta che iniziavo a studiare qualcosa che amavo finivo per perdere tutta la passione. L'intellettualizzazione esagerata uccide l'intuizione. Ho iniziato a temerla. 

Chi o cosa t'ispira?
Le mie fonti d'ispirazione cambiano costantemente, ma al momento: Danny Lyons, Frieda Kahlo, William Eggleston. Di Lyons ammiro la prospettiva e la connessione emotiva che crea con i suoi soggetti, di Frieda Kahlo amo la forza e l'unicità. Di Eggleston, invece, ammiro il suo lato provocatorio.

Chi vorresti scattare?
Isabella Rossellini.

Come descriveresti la tua estetica?
È una questione piuttosto soggettiva, no? Spero di creare immagini che facciano sì che le persone sentano qualcosa.

Il momento più importante della tua carriera fino ad ora?
Mi piace molto lavorare a progetti che rappresentano una sfida per me - perché costretta a viaggiare in luoghi che non conosco, da sola, o perché il soggetto stesso mi intimidisce. Non credo si possa definire "il momento più importante della mia carriera" perché sono stata lì come umana più che come fotografa, ma è stato bello poter sostenere le proteste in North Dakota e raccontare la storia di chi era lì.

Per cosa ti batti?
Parità di diritti per tutti gli esseri umani. La gentilezza nei confronti degli altri, del nostro pianeta, degli animali. Empatia e compassione, sempre.

Crediti


Foto Amber Mahoney