scatti della giovane comunità lgbt di helsinki

Sergei Pavlov vuole mostrarci i veri volti della comunità LGBTQ finlandese oltre i cliché e i canoni visivi convenzionali.

di Anastasiia Fedorova
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30 novembre 2016, 11:52am

Sergei Pavlov è cresciuto a Somero, una piccola cittadina di 10.000 persone nella Finlandia meridionale. Ha scoperto il suo amore per la fotografia da ragazzo e questa passione è presto diventata una via di fuga dalla noia della sua vita in campagna. Non si è avvicinato subito alla comunità artistica, ma ha iniziato lavorando come product photographer in una fabbrica di tappeti. "Ho presto realizzato che mi interessavano di più le persone che i tappeti e quindi ho deciso di trasferirmi ad Helsinki," spiega Pavlov. Una volta arrivato nella capitale finlandese, il fotografo ha deciso di spostare l'obiettivo della sua macchina fotografica verso i volti della comunità LGBT della città.

"Sono passati ormai due anni da quando ho lasciato la mia città per trasferirmi ad Helsinki, che si trova a qualche ora di distanza," ricorda Pavlov. "Ogni tanto mi stupisco ancora di quanto interessanti siano le persone qui. Mi sembra che tutti abbiano tempo per dedicarsi al prossimo e poi qui incontrarsi è davvero semplice, visto che comunque si tratta di una città relativamente piccola. Ci sono parecchi locali gay e spesso vengono organizzati eventi LGBT. La comunità LGBT è davvero aperta e e accogliente, premurosa e umile. Tutti sono i benvenuti."

Lo stesso Pavlov è "apertamente omosessuale e felice," come dice lui stesso. Il progetto è diventato un mezzo per esplorare il suo crescente senso di appartenenza nei confronti della comunità nella quale si stava inserendo. Questo non era il suo unico scopo, però. Il fotografo voleva ritrarre i giovani della comunità LGBT andando oltre i canoni visivi convenzionali. "Volevo aggiungere più varietà rispetto a come le persone vedono la scena LGBTQ", spiega. "Non credo si tratti solo di lustrini e champagne, come spesso viene fatto credere. Quindi ho deciso di realizzare una serie di ritratti che risultassero naturali e senza tempo."

I ritratti in bianco e nero di Pavlov hanno un'aria austera, il soggetto è il protagonista assoluto della composizione e il gioco di luci ed ombre conferisce un tocco di drammaticità al tutto. Ci ricorda i classici ritratti di Mapplethorpe, che riescono ad essere seducenti e ricchi di forza allo stesso tempo. Questi scatti esprimono un enorme senso di fiducia e di libertà, visto che Pavlov lascia che i suoi soggetti esprimano a piacere la propria identità davanti alla sua macchina fotografica.

"L'atmosfera è la stessa nella maggioranza dei miei scatti. Voglio solo riuscire ad esprimere come io stesso vedo le persone di questo mondo: indipendenti, fragili, presenti e reali. Tutto è spontaneo, non preparo praticamente nulla in anticipo. La bellezza e le piccole cose quotidiane mi ispirano. Prendo il tutto come viene e cerco di mantenere intatto il senso di realtà e di umiltà," aggiunge Pavlov. "Credo che i ritratti esprimano anche qualcosa di calmo, pacifico. Beh, perché anche essere gay e vivere in Finlandia lo è, ahaha."

I ritratti di Pavlov sono un riflesso del progresso della comunità LGBT finlandese, anche in termini di diritti. "La Finlandia sta facendo enormi passi avanti per quanto riguarda i diritti LGBT. Ci sono ancora moltissime cose che non vanno, soprattutto per i trans e le persone non conformi al gender. Però sento che stiamo andando avanti, sempre", afferma il fotografo.

"È stato stupendo poter vedere quanto l'Helsinki Pride diventi sempre più grande di anno in anno e assistere all'approvazione del matrimonio gay da parte del governo del Paese, grazie soprattutto alle persone che hanno lavorato sodo per sostenere la causa e creare un movimento culturale attorno ad essa. Una delle cose più belle di Helsinki è che le persone hanno realizzato di avere il potere: ci sono così tanti individui che si battono per i diritti umani; è fantastico capire che possiamo davvero essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo."

Crediti


Testo Anastasiia Fedorova
Foto Sergei Pavlov

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