i ragazzi stanno bene: fendi e il trend millennial in passerella

Nell'ultimo giorno della Milano Moda Uomo, Fendi ha presentato un nuovo dress code per i millennial che stanno rivoluzionando il mercato del lavoro.

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20 giugno 2017, 1:15pm

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

Quando si tratta di mercato del lavoro—e anche di tutto il resto—i millennial non godono sempre una reputazione impeccabile. Se dobbiamo credere a ciò che qualcuno più saggio e anziano di noi afferma con aria convinta durante il telegiornale delle 20, la generazione di chi oggi ha tra i 20 e i 30 anni è troppo viziata per riuscire a tenersi un lavoro vero. "Fiocchi di neve," ci chiamano così. La gioventù precaria, preziosa e ultra liberale che cresce con Instagram, Uber e Supreme a sua completa disposizione, troppo privilegiata e dalle opinioni così convinte da non riuscire a farcela nel mondo reale. Ma cosa succede quando il mondo dei millennial diventa il mondo reale?

Madre di tre millennial, Silvia Venturini Fendi ha riflettuto a lungo sulle esperienze della nuova generazione di uomini d'affari per la sua collezione primavera/estate 18, presentata nell'ultimo giorno della Milano Moda Uomo. "L'idea è quella di lavorare da qualunque posto ci si trovi," ha dichiarato nel backstage, scegliendo una visione più ottimista della nuova generazione. "Mi ha affascinato questa sorta di look da Skype che continuavo a vedere in giro: ciabatte e pantaloncini, ma sopra camicia e giacca elegante per fare una videochiamata." L'idea è stata eseguita impeccabilmente, grazie a combo come pantaloncini corti e cravatte abbinate a un capospalla in pelle o nylon. I blazer sono stati disegnati seguendo il criterio dell'essenzialità: dal peso leggero, quasi impalpabili nel loro essere fatti su misura, e quindi adatti alle giornate d'ufficio estive in città. Invece che applicare valori antiquati a una nuova generazione, Fendi ha creato un guardaroba nuovo e su misura per i millennial che presto saranno protagonisti del mercato del lavoro.

"È l'area executive di Fendi, quella in cui lavora il nostro CEO; è una riflessione su una nuova uniforme per l'ufficio," ha continuato, riferendosi al set allestito per la serata, dove i modelli sono usciti da ascensori in arrivo e hanno attraversato una serie di tornelli con i loro badge. "I cambiamenti sono molti. L'atteggiamento sta cambiando. Credo che anche le nostre vite stiano cambiando. Ci sono nuovi tipi di lavoro, molti dei vecchi impieghi stanno scomparendo. Le nuove opportunità non mancano—bisogna essere lì quando si presentano e afferrarle con ottimismo," ha continuato Venturini Fendi. Uno sguardo rinfrancante per una maison antica come Fendi, in cui i commenti della stilista hanno sottolineato l'arretratezza dei codici stilistici da ufficio, un insieme di regole che i millennial hanno già provveduto a rompere e non rispettare. E il compromesso tra abbigliamento formale e streetwear è apparso naturale: un mix piacevole di "vecchi codici", termine con cui ha definito le cravatte, bretelle e i pullover che ha usato in combinazione con leggeri spolverini e cardigan dalle stampe giocose, insieme a camicie create a partire dai disegni dell'artista Sue Tilley—visti anche sul borse e valigette—che ritraggono oggetti quotidiani come tazze, piante da ufficio e bicchieri da cocktail.

"Lo fa da sempre: avere una doppia vita, lavorare in un ufficio a Charing Cross ma senza perdere di vista la sua creatività—sognare, essere in contatto con menti creative, fare da musa a Lucian Freud, uscire con Leigh Bowery ed essere lei stessa un'artista," ha spiegato Venturini Fendi, riferendosi alla Tilley. "Si comporta in questo modo da molto prima che i millennial ne facessero il loro simbolo." La sfilata di Fendi ha sottolineato il tema millennial della stagione a cui Gosha Rubchinskiy ha dato il via a San Pietroburgo grazie alla collaborazione con Burberry in cui il riferimento alla storia della stampa quadrettata del marchio così in voga nei primi '00 è stata ripresentata a una nuova generazione di seguaci della moda. A seguirlo sono stati gli stilisti emergenti di Londra, capitanati da Charles Jeffrey e dal suo gruppo di club kids che stanno portando aria di novità all'interno della scena notturna della capitale. Pochi giorni dopo, anche a Firenze abbiamo assistito alle sfilate di due dei brand per milleniall d'eccellenza, J.W. Anderson e Off-White; infine, a Milano nella sfilata Dolce & Gabbana si sono visti in passerella star del reality show Made in Chelsea accanto a celebrità nate su Instagram, ed Emporio Armani ha scelto un cantante di 18 anni, Shawn Mendes. Poi, ovviamente, Prada, dove il centro della scena è stato affidato ai fumetti, sfondo naturale dell'adolescenza dei millennial.

"Ho letto un articolo in cui si affermava che oggi chi si avventura ne mondo del lavoro cambierà impiego almeno 11 volte nel corso della sua vita, quindi bisogna avere una mente davvero aperta e sveglia per saper cogliere queste possibilità," continua Venturini Fendi. "C'è questa preoccupazione per i progressi fatti in campo tecnologico e robotico, si pensa che le macchine ci sostituiranno, ma credo che la differenza stia nella nostra fantasia. Noi sogniamo. Non siamo sostituibili, siamo esseri umani." Questo è stato Fendi primavera/estate 18 per la nuova generazione.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Fotografia Mitchell Sams