50 cose che forse non sapete di fiorucci per i suoi 50 favolosi anni

Passato, presente e futuro del brand italiano che ha riscritto le regole della moda.

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nov 7 2017, 3:33pm

Questo articolo è stato pubblicato sul numero cartaceo di i-D The Acting Up Issue 349, Autunno 2017.

Da quando, cinquant'anni fa, Elio Fiorucci ha aperto il suo primo negozio a Milano, il brand Fiorucci ha vissuto incredibili successi e raccolto i plausi dell'industria, contrastati da alcuni momenti finanziariamente difficili e scelte stilistiche quantomeno discutibili. Tutto questo ha contribuito a costruirne il leggendario status. Rielaborato e rilanciato, nel 2017—questa volta con una nuova dirigenza—Fiorucci sembra ancora e sempre più al passo con i tempi. C'è l'eredità impeccabile alle sue spalle, per iniziare, che va dall'estetica sci-fi anni '50, al kitsch del decennio successivo, arrivando ai riferimenti disco anni '70 e all'arte dei graffiti newyorkesi anni '80, insieme al pop, al glamour, a Warhol, al sesso, ai cherubini, allo Studio 54, a Madonna, ad architetture e design, stile italiano, stivali da cowboy dorati, jeans attillati, lurex scintillante, vinile ancor più brillante, drag queen, New York, Londra, Milano, Los Angeles e molto, molto altro. Storicamente, nei negozi Fiorucci non si andava solo per comprare vestiti, ma per fare vere e proprie esperienze multimediali che fondevano arte, musica, club, riviste ed esibizioni dal vivo con un'energia giovanile che rendeva il brand così cool e alla moda, ma comunque sempre accessibile alle masse. Fiorucci è poi uno dei pochi giganti della moda che sono stati menzionati in una canzone al numero uno delle classifiche—da un gruppo disco di sole donne, negli anni '70—e simbolo di un'opera d'arte visiva come il film del 1999 di Mark Leckey, Fiorucci Made Me Hardcore. Elio Fiorucci e il suo team di collaboratori in costante evoluzione hanno curato i loro punti vendita con maestria per oltre tre decenni (favorendo l'hype attraverso campagne pubblicitarie uniche e spesso controverse), che sono ancora oggi il precedente a cui i più celebri concept store si rifanno, da Dover Street Market a Opening Ceremony. L'ennesima testimonianza di come solo il passare del tempo abbia reso giustizia alle idee di Elio, come l'importanza della brand experience che va oggi così di moda.

Quindi, il tempismo di Fiorucci di tornare al centro dell'attenzione mediatica è impeccabile. Dopotutto, sono proprio gli archivi Fiorucci quelli che vediamo condivisi con maggior frequenza su Instagram, che raccolgono like da migliaia di millennials che desiderano non sanno resistere a un tocco vintage. La stessa ironia da fumetto vagamente trash può anche essere trovata nel lavoro di Jeremy Scott per Moschino, nelle creazioni volutamente bizzarre di Gucci o nei riferimenti clubbing visti sulla passerella di Charles Jeffrey. La frivolezza della moda è tornata, che Fiorucci possa regnare a lungo.

1. FIORUCCI, in quanto Signor Elio Fiorucci stesso, è nato nel 1935 a Milano, e durante l'adolescenza ha lavorato nel negozio di scarpe del padre. Questa è stata la sua unica esperienza nella moda, ma sembra essere stato abbastanza per diventare un genio creativo dell'industria.

2. FIORUCCI si è fatto conoscere all'inizio degli anni '60, quando iniziò a produrre scarpe impermeabili in colori volutamente sgargianti. Una delle prime riviste a pubblicizzarle fu Amica, e nel giro di pochissimo andarono sold-out.

3. FIORUCCI non vedeva l'ora di osservare dal vivo la Swinging London a metà degli anni '60 e il suo primo viaggio oltremanica gli ha permesso di conoscere alcuni degli stilisti e negozi più interessanti della città: "Quello che mi piacque di più fu Biba. M'innamorai della sua attenzione al dettaglio… era rivoluzionario!"

4. FIORUCCI aprì il suo primo negozio nella Galleria Passarella di Milano nel 1967, disegnata dalla scultrice concettuale Amalia Del Ponte. Lì, Elio espose alcuni pezzi dei giovani stilisti inglesi che adorava, come Zandra Rhodes, Ossie Clark e l'amato Biba.

5. FIORUCCI aprì un altro negozio a Milano nel 1974, in Via Torino. Tre piani di capi firmati Fiorucci, fontane, libri, anticaglie e abiti di seconda mano. Proprio come aveva visto a Londra da Biba, anche nel suo secondo store milanese scelse di aggiungere un ristorante.

6. FIORUCCI ha estasiato gli amanti della moda con l'idea ai tempi radicale di una vera e propria esperienza d'acquisto. In pochi anni, il fatturato arrivò a oltre 11 milioni di euro, spingendo Elio ad aprire nuovi punti vendita a Londra (a King's Road) e New York (sulla 59th Street East).

7. FIORUCCI scelse alcuni degli architetti italiani più richiesti per progettare gli interni dei suoi negozi, tra cui Ettore Sottsass, Andrea Branzi e Franco Marabelli.

8. FIORUCCI notò il potenziale nascosto nel trasformare oggetti e materiali d'industria in eccentrici nuovi accessori—tra questi, ricordiamo mascherine protettive e scatole per gli attrezzi riciclate rispettivamente in occhiali da sole e borsette; sporte per la spesa diventate borse in tela da sfoggiare anche la sera, cinture porta attrezzi e copriscarpe in nylon.

9. FIORUCCI è anche stato uno dei primi a trasformare le eccedenze dell'esercito in alta moda, appropriandosi di oltre 3.000 paia di pantaloni della Marina Americana e rendendoli IL capo della stagione.

10. FIORUCCI ha sdoganato qualunque tipo di nudo e controversia, specie nei suoi punti vendita, dove ha presentato alle masse i perizoma alla brasiliana e i monokini.

11. FIORUCCI ammirava l'innovativo e sovversivo modo in cui Vivienne Westwood e Malcom McLaren mixavano e facevano riferimento alle culture giovanili del passato e del presente. "Considero Vivienne Westwood una grande artista. Personalmente, per me è stata un'insegnate impeccabile," ha dichiarato Elio allo scrittore Dominic Lutyens. "Apprezzava la mia visione del cambiamento."

12. FIORUCCI si è fatto conoscere al grande pubblico grazie al logo dei due cherubini con occhiali da sole turchesi e gialli.

13. FIORUCCI nel 1984, Elio riuscì anche a convincere la stella dei graffiti newyorkesi Keith Haring a trasformare gli interni del suo punto vendita milanese, che l'artista decorò con i suoi inimitabili omini.

14. FIORUCCI aprì le porte della sua mega boutique di New York, disegnata da Ettore Sottsass nel 1976, che diventò velocemente il negozio da visitare assolutamente in città, anche tra i navigati cittadini della Grande Mela. E quando il movimento disco incontrò il mainstream, i clubber iniziarono a riversarsi in massa nel punto vendita Fiorucci, che fu addirittura soprannominato "Studio 54 Diurno".

15. FIORUCCI ricevette il complimento definitivo da Andy Warhol, quando l'artista scrisse nel suo diario: "Stato al negozio Fiorucci. È tutto quello che ho sempre voluto, tutto in plastica."

16. FIORUCCI credeva davvero nello straordinario potere della plastica. "La plastica è l'invenzione più importante per l'umanità," disse. "Ha cambiato le nostre vite. È bella, tattile e utile."

17. FIORUCCI nel 1977 diede una mano a organizzare l'evento in un ristorante stellato per l'inaugurazione dell'oggi iconico Studio 54.

18. FIORUCCI ospitò gli habitué dello Studio 54 Andy Warhol e Truman Capote per un firmacopie del numero curato da Warhol di Interview Magazine.

19. FIORUCCI ricevette il big-up anche del The New York Times nel 1977: "Tutto quello che ci vuole oggi per essere chic all'istante sono un paio di stivali da cowboy di Fiorucci da 110 dollari."

20. FIORUCCI è stato il primo marchio di moda ad aver lanciato la sua linea personale di occhiali nel 1978.

21. FIORUCCI fu menzionato nell'anthem della disco anni '70 The Greatest Dancer delle Sister Sledge.

22. FIORUCCI fu la location in cui l'artista neo-pop newyorkese Kenny Sharf tenne la sua prima mostra personale nel 1979.

23. FIORUCCI notò per primo il talento della giovane designer di gioielli francese Maripol, assumendola nel 1978 come Art Director dei punti vendita. Successivamente, fu proprio lei ad aiutare l'amica Madonna nel mettere a punto il suo super-copiato look pieno di collane, orecchini e anelli, oltre che ad aver fatto da stylist a Grace Jones e Debbie Harry.

24. FIORUCCI assunse la drag queen e artista performativa Joey Arias come Store Manager. Arias si univa a volte ad altri impiegati e amici, come il cantante Klaus Nomi, per ballare nelle vetrine del negozio. Su YouTube si trovano alcuni filmati d'archivio, e sono una fi-ga-ta.

25. FIORUCCI poté vantare clienti famosi e iconici, che nel corso degli anni hanno oltrepassato con regolarità le porte del negozio newyorkese. Tra questi, Jacqueline Onassis, Elizabeth Taylor, Greta Garbo, Cher, Divine, Lauren Bacall, Sylvester e Calvin Klein.

26. FIORUCCI catturò anche l'attenzione di un giovane Marc Jacobs, che durante l'adolescenza se ne andò dal campo estivo così da poter passare più tempo possibile tra le pareti super kitsch dello store.

27. FIORUCCI mise a punto una tattica incredibile per risollevare il business quando le vendite erano poco soddisfacenti: faceva uscire alcuni dei commessi più d'impatto, chiedendo loro di passeggiare con delle borse Fiorucci davanti al negozio e parlando a voce altissima del fantastico posto dov'erano appena stati.

28.. FIORUCCI beneficiò della direzione creativa e delle campagne pubblicitarie realizzate da Oliviero Toscani e dal fondatore di i-D Terry Jones, che fondo la nostra rivista nel 1980, quando ancora lavorava per Elio.

29. FIORUCCI aiutò Madonna ad arrivare al successo, invitandola nel 1983—quando ancora non era una pop star di fama mondiale—a esibirsi durante il party organizzato per celebrare i 15 anni di Fiorucci presso lo Studio 54

30. FIORUCCI fu in parte responsabile dell'apparizione di una giovane Madonna sulla cover del numero di Maggio 1984 di i-D, perché Terry Jones la vide esibirsi per la prima volta proprio durante un evento Fiorucci a Parigi.

31. FIORUCCI è stato il primo brand a mixare l'appena inventata Lycra al denim, creando così da zero i jeans elasticizzati che tutti conosciamo, indossiamo e amiamo. Elio voleva che fossero il più attillati possibile: a ispirarlo era il ricordo di alcune giovani ragazze uscite dall'acqua di Ibiza dopo aver fatto il bagno vestite.

32. FIORUCCI ha trasformato i jeans in uno dei capi più sexy e desiderati della moda, influenzando anche stilisti come Calvin Klein e Gloria Vanderbilt che successivamente costruirono i loro imperi proprio sul denim d'alta moda. "Sono riuscito a trasformare un capo da lavoro in qualcosa di sexy. I jeans di moda sono nati qui a casa Fiorucci," ha dichiarato Elio con orgoglio.

33. FIORUCCI sviluppò ulteriormente il concetto con i disco jeans, che prevedevano inserti in tessuti diversi—ma sempre super sexy—come vinile e nylon.

34. FIORUCCI all'inizio incontrò i favori solo delle ragazze più magre, e fu il Signor F a sentenziare l'oggi discutibilissima frase: "Produrre solo taglie piccole è un favore che faccio all'umanità. Evito che le ragazze brutte possano mettere in mostra i loro brutti corpi."

35. FIORUCCI fu il primo a servirsi di trend spotter. Si trattava di adolescenti dall'occhio allenato che venivano fatti volare nelle capitali di tutto il mondo per identificare e documentare gli ultimi trend in fatto di streetwear.

36. FIORUCCI accentuò poi la connessione tra vita notturna e moda, invitando famosi DJ a suonare nella postazione installata nel negozio di New York.

37. FIORUCCI è ammirato per un tipo di retail innovativo e tecniche di marketing all'avanguardia. Tra i suoi ammiratori c'è anche Giorgio Armani, che descrisse Elio come "un rivoluzionario".

38. FIORUCCI era sinonimo di istinto e spontaneità. Questo approccio è esemplificato da un vecchio aneddoto: Elio era in taxi quando sentì una ragazza del centralino parlare con il suo tassista. La sua voce gli piacque così tanto che la rintracciò e le offrì immediatamente un posto come receptionist da Fiorucci.

39. FIORUCCI era vegetariano e si è sempre battuto per la tutela degli animali.

40. FIORUCCI era solito cenare con un bicchiere di latte, perché un dottore gli aveva detto che saltare la cena gli avrebbe permesso di vivere più a lungo.

41. FIORUCCI non indossava mai capi Fiorucci: per sé, lo stilista preferiva completi d'alta sartoria più tradizionali.

42. FIORUCCI continuò a espandere la sua presenza capillare in altre città del mondo, tra cui Sydney, Los Angeles, Tokyo, Hong Kong e Rio di Janeiro. Il punto vendita di Beverley Hills fu usato nel 1980 come set del film ultra-kitsch Xanadu.

43. FIORUCCI svanì da New York quando negli anni '80 il suo punto vendita in città fu costretto a chiudere per alcune difficoltà finanziarie. Poco tempo dopo, la stessa sorte fu riservata anche agli altri negozi del brand.

44. FIORUCCI diventò parte del passato del signor F nel 1990 quando Elio vendette il brand a Edwin International.

45. FIORUCCI il genio creativo si è spento all'età di 80 anni nel 2015. Dopo la morte, sono innumerevoli le riviste di moda e i quotidiani che hanno riservato allo stilista interi editoriali in cui ripercorrono la sua carriera.

46. FIORUCCI continua a vivere, invece, in quanto brand. Nel 2017 è infatti stato acquistato e rilanciato nel nuovo millennio dal duo Janie e Stephen Schaffer che, sempre negli anni '80, diedero vita alla catena d'intimo d'alta moda Knickerbox.

47. FIORUCCI continuerà a emanare vibrazioni positive anche in futuro e, come gli Schaffer hanno recentemente dichiarato alla rivista W, rappresenterà "lo spirito, l'ottimismo e la felicità" per il suo pubblico di neo-adepti e affezionati di lunga data.

48. FIORUCCI ha presentato all'inizio dell'anno la sua nuova collezione estate 2017, in cui si sono viste t-shirt attillate, intimo femminile, occhiali da sole e jeans, tutto indossato dalla sensualissima Georgia May Jagger.

49. FIORUCCI ha collaborato ancora una volta con il creatore di pattern italiano Venucia de Russi, già al fianco del brand nei primi anni '70. Il design originale dei jeans è stato oggi rivisto e rielaborato, ma de Russi continua a sostenere—e a ragione—che debbano essere soprattutto sexy.

50. FIORUCCI vuole rimanere vicino al suo spirito assicurandosi che l'apertura dei punti vendita di Milano, Londra e LA prevedano collaborazioni, eventi pop-up ed esibizioni dal vivo, proprio come accadeva negli stessi store tre decenni prima.

Crediti


Testo James Anderson
Fotografia Oliver Hadlee Pearch
Moda Max Clark
Capelli Cyndia Harvey per Streeters con prodotti Bumble and bumble. Trucco Lotten Holmqvist per Management + Artists con prodotti M.A.C Cosmetics. Assistenti alla fotografia Jack Day e Arthur Williams. Assistente moda Louis Prier-Tisdall. Direttore Casting Angus Munro per AM Casting. Modelli Cara Taylor per The Squad, Luis Brooker per Select. Cara e Luis indossano abiti dall'archivio Fiorucci.