i-Q: mikeq, il dj che vi farà innamorare del voguing e della scena ballroom

Tra le subculture più interessanti degli ultimi decenni, un posto d'onore spetta sicuramente alla scena ballroom. Abbiamo incontrato chi la frequenta ogni weekend, direttamente dalla consolle.

di Mattia Ruffolo
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31 agosto 2017, 10:13am

A luglio vi abbiamo presentato MikeQ, stella del voguing newyorkese, DJ e producer che nella serie video 'Bold Minds Speak' ci ha dato un assaggio della sua visione creativa: brevi clip prodotte da Zalando in preparazione all'evento Bread&Butter—la tre giorni di moda, musica e cibo che si terrà dall'1 al 3 settembre a Berlino. Ad attirare la nostra attenzione è stato l'interesse di MikeQ per l'unione tra suoni e stile, tra abiti e consolle. Fortemente legato all'ambiente delle ballroom, abbiamo deciso di fare due chiacchiere con il DJ esperto di voguing per capire meglio questa subcultura, sempre più vicina alla scena mainstream. Del resto, se ne parla anche FKA Twigs—anche lei nella line-up B&&B— forse dovremmo davvero capire meglio di cosa si tratta.

Parliamo delle competizioni di voguing: che tipo di energia si respira lì?
L'energia delle gare arriva da quella che io chiamo la trinità delle ballroom: ci sono io, il DJ, che mi carico guardando ciò che i ballerini fanno e ascoltando ciò che viene detto al microfono; i ballerini, a loro volta, si caricano grazie alla mia musica e, anche loro, alle parole del vocalist; allo stesso modo, chi ha in mano il microfono si carica ascoltando la mia musica e vedendo i ballerini muoversi. Questa è la formula che rende le competizioni di voguing uno spettacolo indimenticabile. Come DJ, per non far scemare l'energia devo solo tenere alto il ritmo dei bassi, il resto viene da sé.

Cosa ti ha detto il voguing quando l'hai incontrato per la prima volta? Come sei finito dietro la consolle delle ballroom?
Quando mi sono avvicinato alla subcultura delle ballroom, per me era una cosa nuova, sconosciuta e divertente di cui mi piaceva far parte e che mi permetteva di migliorarmi, come persona e come DJ. Tutto è iniziato facendo musica. È così che mi sono fatto conoscere a NYC, dove con il tempo ho trovato sempre più eventi in cui poter suonare questo tipo di musica.

Cosa significa per te voguing oggi?
Personalmente, il voguing rappresenta un modo di ballare incredibile, che oggi si sta diffondendo a un ritmo sempre più sostenuto. Per molti, me compreso, è un modo di vivere. Se non esistesse anche la cultura delle ballroom, neanche MikeQ esisterebbe.

Quanto è accessibile il voguing per il grande pubblico? È una subcultura riservata a comunità marginalizzate?
Oggi, nel 2017 intendo, è assolutamente accessibile a tutti. Sia in termini di eventi, che di serate nei club o corsi. Si trova ovunque. Adesso, non direi più che sia una scena "riservata" a certi ambienti, ma non dobbiamo comunque dimenticare da dove viene, né perché. Le sue origini rimangono fondamentali. In quanto forma di ballo, il voguing è nato in un contesto storico molto complesso. Quasi tutti sono d'accordo nel dire che sia stato creato dalle drag queen di colore ad Harlem, negli anni '60. Oggi, è un punto di riferimento sicuro e creativo per la comunità LGBTQ+.

Dal tuo punto di vista, c'è qualcosa che il voguing non esprime?
Il voguing stesso è un'espressione di molte emozioni e sensazioni diverse tra loro. Non credo che ci siano veri voguer che riescono a togliere qualcosa da una performance così complessa. Nella ballroom, lo capiamo. Fuori, vorrei semplicemente evitare che alcuni di questi elementi si perdessero, perché comunicano agli spettatori il significato del voguing.

Cosa pensi del fenomeno RuPaul?
Devo ammettere che non seguo questo programma, non mi diverte. Avrò visto un paio di puntate forse. Le drag queen alla RuPaul e quelle che frequentano le ballroom sono molto, molto diverse tra loro. Simili, ma comunque diverse.

Ci sarà un bold ball durante l'evento Bread&Butter di Zalando. Che sinonimo di bold (coraggioso) useresti per descrivere questo festival e la città che lo ospiterà, Berlino?
FEARLESS (impavido) e FIERCE (fiero) sono sicuramente due caratteristiche a cui tutti dovremmo aspirare.

Ascolti la musica che suoni nelle ballroom anche nella vita quotidiana?
Sì, fuori dai club la mia vita continua a ruotare attorno alla scena ballroom: oltre a creare musica come DJ, ho un'etichetta discografica che si occupa di questo genere musicale e lavoro anche come producer.

Cosa faresti, se non fossi così immerso nel mondo della musica? Nella mia vita c'è molta musica, ma anche molto lavoro dietro le quinte: gestisco la mia etichetta, la Queen Beat, e i miei artisti. In più, abbiamo appena lanciato un evento mensile a Brooklyn. Comunque, cerco sempre di prendermi del tempo per me, per riflettere, viaggiare e fare fotografie.

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