fecal matter è il duo che distruggerà tutte le tue idee sulla bellezza

Hai presente quando sei convinto di qualcosa, poi vedi un'immagine e MIND BLOWN? Ecco, è esattamente quello che succederà con i Fecal Matter.

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26 ottobre 2018, 6:00am

Hannah Rose Dalton e Steven Raj Bhaskaran si sono incontrati per la prima volta in una scuola di cucito di Montreal. Steven si identifica come pensator*, insegnante e trans-umano di genere non binario. Hannah pensa a se stessa come attivista e aliena. Steven è nat* a Montreal, ma ha vissuto in Guyana per i dieci anni precedenti; un ambiente opprimente, caratterizzato da una povertà estrema. Trasferirsi a Montreal ha permesso a Steven di esprimersi attraverso la moda e l'arte. Hannah è nata in Nuova Zelanda, ma è cresciuta a Montreal. Quando si sono conosciuti, a unirli è stato il disgusto per tutto ciò che è ordinario. Insieme hanno creato Fecal Matter, stendardo che raccoglie il loro brand d'abbigliamento, un progetto musicale piuttosto intenso e gli shooting surreali in cui si trasformano in esseri ultraterreni (pensate a lenti a contatto gialle per rettili, parrucche rosa, vene in rilievo sui loro volti e scarpe fatte di carne protesica).

Sì, il loro nome si riferisce alle feci, ma dietro a un nome a primo impatto repellente c'è molto, molto di più. "Vogliamo provocare Instagram e le sue regole," mi dicono. "Vogliamo sfidare i nostri spettatori e spingerli a espandere i loro orizzonti. Speriamo di dimostrare che non devi vivere secondo le regole della società, ma che puoi creare il tuo stile di vita ed essere libero. Crescendo, non siamo mai stati esposti a processi simili, quindi semplicemente non sapevamo che una vita del genere potesse esistere. Speriamo di poter ispirare le persone a crearsi una loro libertà."

Abbiamo chiesto loro di spiegarci come approcciano il concetto di bellezza, e questo è ciò che hanno da dire.

Steven Raj Bhaskaran

"Mi sono res* conto dell'importanza della bellezza quando la mia vicina di casa in Guyana è stata sfregiata dal marito, che le ha lanciato dell'acido in faccia perché lei lo aveva tradito. Questa donna era molto conosciuta in città, ma ha iniziato a isolarsi dal quartiere e lentamente è scomparsa. Da quel momento ho iniziato a capire l'importanza della bellezza, riflettendo sulla necessità di sfidarne i canoni tradizionali per dare spazio anche a chi non vi rientra.

Nei primi anni dell'adolescenza ero in sovrappeso. Ho odiato così tanto il mio corpo, evitando gli specchi a tutti i costi. Ripensandoci, probabilmente mangiavo per sopperire a problemi emotivi. Mia madre l'ha fatto, mia sorella l'ha fatto, e naturalmente l'ho fatto anche io. Le mie ragioni erano diverse dalle loro, perché ero corroso dalla paura di essere gay. Ho iniziato a rendermi conto che mi piacevano gli uomini ma ero terrorizzato all'idea di fare coming-out, perché vivevo in un luogo estremamente conservativo. A 14 anni ho iniziato ad andare in palestra, ma ho esagerato nel tentativo di stancarmi così tanto da non riuscire più neanche a pensare. È stata una dura battaglia, ma ora ho finalmente trovato una specie di equilibrio. Ho ancora cattive abitudini alimentari e sono ancora ossessionat* dal mio corpo, ma almeno ho fatto pace con il mio aspetto. Ho imparato ad amarmi per quello che sono. In questo momento sto affrontando un nuovo viaggio legato alla mia identità di genere, e anche l'immagine che ho di me è ancora in evoluzione.

I’ve always had a hard time dealing with the pressure of gender beauty ideals. I never felt comfortable with my gender. I tried to look like a cis male when I was younger. I looked the part, but it never felt right. I began playing with make-up. I just never had the courage to wear it in public or even outside of my room. I was so afraid it would trigger even more bullying than what I was experiencing. It was also only when I met Hannah that I was able to start experimenting and walk outside of my room with smudged red eyes and an overdrawn black lip. Now, I have fun with it and have developed enough courage to walk on my own to meet up with Hannah. Hannah has helped me a lot because she loves me no matter what I look like and is very supportive of me in my journey.

Ho sempre avuto delle difficoltà nel gestire la pressione generata dagli ideali di bellezza di genere. Non mi sono mai sentito a mio agio nei panni di uomo cisgender, anche se in passato ho provato disperatamente ad assomigliare a uno di loro. Mi veniva anche discretamente bene, ma non mi è mai sembrato giusto. Così ho iniziato a giocare con i trucchi, all'inizio non avevo il coraggio farmi vedere in pubblico, o anche solo uscire dalla mia camera, mentre ero truccato. Temevo che mi avrebbero bullizzato ancora di più. Quando ho incontrato Hannah ho cominciato a sperimentare di più e a vergognarmi sempre meno quando uscivo con gli occhi rossi e un labbro nero. Ora mi diverto, e ho sviluppato abbastanza coraggio per poter anche farmi vedere così quando sono senza di lei. Hannah mi ha aiutato molto perché mi ama, non le importa quello che sembro, e mi supporta molto nel mio viaggio.

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Riceviamo molto odio, online e per strada. Le persone non capiscono quello che facciamo, vogliono a tutti i costi farci passare per una coppia di artisti bianchi e privilegiati, quando io in realtà sono per metà dello Sri Lanka e per metà della Guyana. Ancora oggi subisco violenze estreme a causa del colore della pelle e dell'espressione di genere. Per gestire tutti questi sentimenti negativi, trasformiamo il dolore in forza creativa. Quando ci sentiamo feriti, scappiamo nel nostro mondo e combattiamo con un nuovo look o sviluppando il concept di uno shooting.

Abbiamo fondato Fecal Matter per sfidare la censura. Volevamo una piattaforma che ci consentisse di esprimerci liberamente, senza limitazioni. L'onestà è il nostro obiettivo principale. Speriamo di promuovere la verità; verità sull'industria della moda, l'esperienza umana e la nostra realtà.

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Hannah Rose Dalton

Sono cresciuta indossando un'uniforme scolastica molto castigata. Non avevo scelta, ma a essere onesti, almeno nessuno mi prendeva in giro sulla base di quello che indossavo. Gli altri studenti non potevano giudicarmi per quello che non avevo, perché indossavano tutti la stessa cosa. Questo ci ha resi tutti uguali. Ma dopo aver lasciato il liceo, non avevo un'identità visiva e ho avuto difficoltà a esprimere il mio io interiore all'esterno. I media ci costringono ad avere una visione singolare di come una donna dovrebbe apparire.

Per un po' mi sono adattata anche io a quell'identità visiva senz'anima, così da mascherare il mio io interiore. Era quasi come indossare uno strato protettivo in pubblico. Ma nella mia stanza stavo cucendo, creando, facendo ricerche, tutte cose che non osavo esprimere agli altri in quel momento. Avevo paura del giudizio, dell'esclusione, delle domande e della solitudine. Qualche settimana fa sono andata a una rimpatriata del liceo, e ho scelto presentarmi come sono adesso. Stranamente, molti hanno apprezzato e capito, ma c'è anche chi si è preoccupato per me, chiedendomi se avessi un problema di dipendenza o di droghe.

In realtà, non mi sono truccata fino all'età di 18 anni. Crescendo, vedevo il trucco come una maschera che avrebbe nascosto il mio vero io. I media presentano il make-up alle giovani ragazze come un modo per attirare gli uomini e apparire più c"desiderabili". Lo odiavo, e non volevo avere niente a che fare con i prodotti che promuovevano questo meccanismo. Ero una ragazza in carriera che voleva evitare la misoginia. È stato solo quando ho incontrato Steven che ho scoperto il lato divertente del make-up, e il fatto che può essere usato come strumento per esprimere la propria personalità.

La bellezza può significare qualsiasi cosa tu voglia che significhi. È tutta una questione di percezione. Non ha nulla a che fare con l'aspetto fisico, ma riguarda invece ciò che senti dentro di te. Una mente bella è più importante per noi di un bel corpo. La bellezza stessa può essere così limitante, ecco perché ci piace concentrarci su concetti diversi, che non dipendono dalla bellezza per funzionare. Troviamo la libertà al di fuori di ciò che è considerato bello e attraente. Si tratta di luoghi emotivi che sono nella mente di tutti noi, ma che spesso non vogliamo esplorare per la paura di essere poi giudicati negativamente dagli altri. Troviamo bellezza in ciò che normalmente disgusta. Troviamo bellezza nelle nostre ferite, spesso causate da violenza e abusi. Ci aiuta a guarire, trasformando il negativo in qualcosa di positivo.

Steven e io ci aiutiamo l'un l'altro in ogni modo possibile. È una sfida essere così vicino a qualcuno, lavorarci insieme e avere una relazione così profonda con una persona. Crea dipendenza, ma è qualcosa di cui non potrei più fare a meno. Ci siamo aiutati a vicenda per diventare esseri umani migliori.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.