Screenshot dal film Girls Who Drink di Lily Rose Thomas

è inutile, “dry january” non risolverà i tuoi problemi con l’alcol

Dopo le feste, 4 milioni di persone hanno deciso che a gennaio non avrebbero toccato alcool. Ma a cosa serve se dal primo febbraio tutto torna come prima?

di Lily Rose Thomas; traduzione di Giulia Fornetti
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24 gennaio 2019, 11:58am

Screenshot dal film Girls Who Drink di Lily Rose Thomas

Dicembre è sempre un mese impegnativo, e dopo i party aziendali, i cocktail natalizi, l’aperitivo con i colleghi, quello con il gruppo di yoga e per finire la sbronza colossale di capodanno, tutti abbiamo bisogno di una pausa.

Ed ecco la soluzione, quella facile e che promette di non farci più sentire in colpa per i bagordi del mese precedente: Dry January, il gennaio del riscatto in assoluta sobrietà. L’occasione giusta per iniziare il nuovo anno con il piede giusto e cercare di rimediare a tutti i danni fatti a dicembre, magari anche diventare una persona migliore. Finalmente potrai provare quel corso di Bikram Yoga che fanno al sabato mattina, piuttosto che rantolare per casa alla ricerca di paracetamolo o altre soluzioni per l’hangover. Riscoprirai il piacere delle piccole cose, come leggere un bel libro oppure avere una conversazione sensata e piacevole, piuttosto che ipotizzare di rovesciare il governo sbiascicando a un tavolo con degli sconosciuti alle sei del mattino. Non dovrai più svegliarti con quella sensazione di panico e rivedere (e subito cancellare) le stories imbarazzanti di fine serata, già visualizzate da 76 persone. Risparmierai un bel po’, tra il costo dei cocktail, taxi e paninaro di fine serata. Lavorerai meglio, dormirai di più e avrai meno brufoli. Potrai dire di aver portato a termine il tuo ambizioso proposito per gennaio 2019.

Anno nuovo, vita nuova, niente alcol.

Woman with a glass of white wine
Screenshot dal film "Girls Who Drink" di Lily Rose Thomas.

Ok, ma cosa succede dal 1 febbraio?

Secondo un sondaggio condotto da YouGov, 4,2 milioni di persone nel Regno Unito hanno provato il Dry January quest’anno. Per me, non ha mai funzionato. Alcuni anni me ne sono fregata, a volte ho provato e fallito miseramente, e altri anni ho resistito un po’ più a lungo ma poi ho preso una sbronza epocale che ha rovinato tutto.

Una pausa in assoluta sobrietà, anche di due anni, non è mai servita a cambiare il mio rapporto (malato) con l’alcol. Dopo due anni di rinunce, ho ricominciato a bere, idealmente solo un paio di cocktail nelle occasioni speciali. Ecco, dopo due settimane, ero di nuovo nella stessa, disastrosa situazione di prima, esattamente quello che avrei voluto evitare. Con il passare dei lustri ho capito finalmente che stabilire un termine non funziona. Preferisco impegnarmi giorno per giorno e cercare di resistere il più a lungo possibile, semplicemente. Il Dry January è un po’ come una dieta detox, cioè una stronzata. E non sono la sola a pensarla così...

Angela, 21 anni, che cerca di evitare l’alcol a tutti i costi per via dei problemi di alcolismo in famiglia e considera il Dry January non solo inutile, ma addirittura controproducente. “Penso che sarebbe molto più sano decidere di non bere mai di venerdì e sabato, piuttosto che impegnarsi in questa sfida per tutto gennaio.” E continua, “non fa altro che alimentare la cultura del binge drinking, perché dopo un gennaio sobrio e triste, tenderai a esagerare di nuovo a febbraio, e anche a marzo e così via. Ti si ritorce contro.”


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L’abitudine a bere alcol è così radicata nella nostra società che adesso anche il parrucchiere ti offre un bicchiere di prosecco e la gente parla di gin nelle proprie bio su Tinder. I dati sul consumo di alcol in Italia non fanno esattamente ben sperare, e mentre i giovani tra i 16 e 24 anni bevono meno delle altre fasce d’età, sono quelli che generalmente consumano ingenti quantità di alcol in pochissimo tempo.

La dose settimanale consigliata corrisponde a 14 unità di alcol, ovvero un bicchiere di vino o una birra al giorno. A me, come a tanti altri miei coetanei, capita di bere anche il doppio della dose settimanale in una sola, indimenticabile, serata. Per molti, l’esagerazione è la norma. Judith*, studentessa di 20 anni, lo ammette candidamente: “In contesti di socialità è facile farsi trascinare e quando sono ubriaca non so riconoscere i miei limiti,” dice. “Mi fa paura, ma lo faccio lo stesso.” I rischi per la salute, però, esistono. Gli stereotipi sull’alcolismo sono tanti, e in genere la gente crede di essere al sicuro solo perché non beve sin dalle prime ore del mattino. Non è proprio così: secondo Drinkaware, se esageri una o due volte a settimana, potresti aumentare il rischio di contrarre diversi tipi di cancro, tra cui quello al senso, alla gola e alla bocca.

"Trovo che sia abbastanza ingenuo pensare di poter risolvere la dipendenza con un hashtag."

Alcohol Change UK, l’associazione dietro l’iniziativa del Dry January, ha stabilito, grazie a un sondaggio della University of Sussex, che chi beveva di più prima di Dry January, ha diminuito la quantità e la frequenza del proprio consumo di alcol dopo l’esperimento. Fantastico. Tuttavia, Dry January rischia di complicare le cose per chi ha seri problemi con l’alcol. Hugh, 25 anni, dopo aver rinunciato all’alcol per un mese intero, si è semplicemente sentito giustificato ad abusarne ancora di più. Dopo grandi difficoltà nella gestione della sua dipendenza, ha deciso di modificare sul lungo termine il suo rapporto con l’alcol. “Trovo che sia abbastanza ingenuo pensare di poter risolvere la dipendenza con un hashtag,” mi dice.

Heather Hayes, consulente esperta nella cura delle dipendenze tra adolescenti e giovani adulti, conferma che le lunghe pause tra periodi di uso intensivo possono alimentare la negazione del problema e della dipendenza dalla sostanza. “Se non hai una vera e propria dipendenza, il Dry January è un’ottima idea, ma se hai un problema serio, che sia gennaio, marzo o giugno non importa.”

L’iniziativa nasce sicuramente con le migliori intenzioni e Richard Piper, CEO di Alcohol Change, vuole trasmettere un messaggio positivo: “La cosa meravigliosa del Dry January è che il suo scopo è andare oltre il mese di gennaio” ha detto a i-D. “Passare 31 giorni senza bere è un modo per dimostrare a noi stessi che non abbiamo bisogno dell’alcol per divertirci, rilassarci o socializzare.” Questo è sicuramente quello che è successo a Zak, che grazie al mese di sobrietà ha ritrovato un rapporto più equilibrato con l’alcol. “Finalmente riesco a bere e a divertirmi, mentre prima bevevo solo per il gusto di farlo, oppure bevevo e poi mi sentivo ancora peggio,” spiega.

"Spero sempre che il Dry January possa cambiare la mia relazione con l’alcol per tutto l’anno. Ma alla fine non va mai così, e la sensazione che ho è solo quella di rimandare inutilmente le mie pessime abitudini."

Dry January può essere un buon punto di partenza, ma se l’abuso di alcol è la norma durante tutto il resto dell’anno, è difficile che un esperimento di un mese possa davvero cambiare le cose. Quindi bene che si inizi a parlare di un approccio più sano all’alcol, ma forse questo discorso andrebbe portato avanti per più di 31 giorni l’anno.

Alcuni nomi nell’articolo sono stati modificati per tutelare la privacy degli intervistati.

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Altra dipendenza che in molti ci portiamo dietro da anni e da cui facciamo una fatica maledetta a staccarci, quella dalle sigarette:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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