Karl Lagerfeld, The Royalty Issue, 318, Spring 2012.

in ricordo di karl lagerfeld

Ricordiamo l’icona della moda con l’intervista che il Kaiser ha rilasciato nel 2012 a i-D per The Royalty Issue.

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20 febbraio 2019, 3:20pm

Karl Lagerfeld, The Royalty Issue, 318, Spring 2012.

“Non si può dimenticare la prima volta che si incontra Karl. É un momento memorabile, che ti cambia la vita.” racconta l’International Editor Sandra Brant, ripensando alla sua prima intervista con il designer. “Erano i primi anni 70 ed ero in viaggio a Parigi con Andy Warhol. Entrambi amavano i film degli anni 20 e 30, e così è nata la nostra passione per l’Art Deco. Ai tempi potevi trovare oggetti interessanti ai mercatini delle pulci, e Karl ci ha invitati a casa sua per vedere cosa abbiamo comprato. Ci ha lasciati senza parole, era straordinario. Andy, che sapeva sempre riconoscere una stella quando ne vedeva una, ha poi ingaggiato Karl per il suo prossimo film. L’Amour, e ci è sembrata un’idea divertente girarlo a Parigi. Nel film tutti recitavano una parta, a parte Karl che ha interpretato Karl, come direbbero a Hollywood, ‘Era una star nata.’” É un aneddoto avvincente, e dice molto su Lagerfeld. É una celebrità, è molto riflessivo - una volta Vanity Fair l’ha definito “L’indiscusso principe filosofo dell’alta sartoria” - ed è anche uno dei più importanti designer di tutti i tempi.

Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld è Creative Director di Chanel e Head Designer di Fendi, due delle più importanti case di moda al mondo, ma non si fa limitare dalle loro storie in alcun modo. É un grande innovatore che guarda sempre al futuro. Basti pensare alla sua collaborazione con Net-A-Porter, che rafforza ulteriormente il legame tra l’alta moda e la realtà virtuale e la tecnologia d’avanguardia. A gennaio un grande e misterioso cubo di vetro, con l’effige in bianco e nero del designer tedesco - occhiali da sole, coda di cavallo e colletto alto - è comparso all’improvviso in Place Saint-Germain-des-Pres a Paris. É rimasta lì per 5 giorni fino a quando la fondatrice di Net-A-Porter, Natalie Massenet e Karl l’hanno aperta davanti a una folla impazzita. Sono poi arrivate delle macchine dai vetri oscurati e da lì sono scese le modelle che indossavano la nuova collezione di KARL: giacche di pelle metallizzate, blazer minimal, skinny jeans argentati e, con un simpatico colpo di scena anche occhiali da sole, colletti alti e guanti senza dita!

Con una speciale app di Net-A-Porter/KARL per la realtà aumentata, i clienti potevano scannerizzare la silhouette del Kaiser per acquistare questi pezzi molto ambiti e anche sorprendentemente economici direttamente dai loro iPhones e iPads. In contemporanea vennero svelate altri 5 pop-up store ve pop-up a Parigi, Berlino, Londra, New York e Sydney, in modo che la gente con l’app potesse comprare i pezzi della collezione direttamente dalle vetrine patinate dei negozi. “Visto che Karl è così all’avanguardia, con lo sguardo rivolto al futuro, abbiamo pensato di fare qualcosa che lo sorprendesse, molto attuale.” dice Natalie. “Abbiamo coordinato il lancio in contemporanea in diverse città del mondo, con la realtà aumentata, i social media e il social shopping che hanno creato molta frenesia. É stato un grande successo, una pietra miliare per noi di Net-A-Porter. Ci siamo divertiti molto.” Come ci si poteva aspettare, due terzi della collezione di Karl sono andati sold out nelle prime 24 ore. Nel futuro faremo shopping così, ma anche nel presenteLagerfeld ha una grande passione per i libri e possiede 7L, una libreria che ricorda la caverna di Aladino sotto il suo studio, e vende libri d’epoca, riviste all’avanguardia e antologie di fotografia. 7L è anche il suo sottomarchio della casa editrice Steidl, con un messaggio molto chiaro sul suo scopo: “I libri devono parlare di diverse questioni. Voglio che tutti possano leggere di quello che considero interessante, di valore e appropriato.” Karl è anche un bravo fotografo. Ha pubblicato i ritratti di Baptiste Giabiconi e Brad Kroenig in The Beauty of Violence e Metamorphoses of an American, e incredibili paesaggi urbani in Abstract Architecture. Ha scattato tutte le campagne di Chanel, e molti editoriali meravigliosi per le riviste più famose. Ha anche fatto mostre in giro per il mondo: alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi, al Chiostro del Bramante a Roma e la più recente al Daelim Contemporary Art Museum di Seoul. Per questa mostra in Korea, intitolata Work in Progress, ha collaborato con Gerhard Steidl (fondatore della Steidl) e Eric Pfrunder (Art Director di Chanel) per arricchire l’esperienza con una stanza per le letture, un corto e un photo booth analogico.

Karl ha vissuto una vita incredible, ma non ama ricordare il passato. “Non parlo mai dei bei vecchi tempi,” ha raccontato nell’intervista a se stesso, “non sono sicuro che siano stati belli, solo vecchi.” É concentrato solo sul futuro, alimentato da bottiglie di Coca Light rosa e bianche, che lui stesso ha disegnato, mentre lavora su diversi dispositivi Apple. “L’iPod è geniale,” ha dichiarato una volta. Durante la nostra intervista, Karl ci fa vedere foto della sua gatta che ha sul suo iPhone, e ultimamente i suoi bozzetti sono realizzati su iPad, e non solo i modellini ma anche delle caricature satiriche della Regina Elisabetta, Michelle Obama, e Miss Piggy in total look Chanel. Quando era giovane Karl voleva diventare illustratore, e nel 1992 ha realizzato le ricche illustrazioni per la favola di Hans Christian Andersen “I Vestiti Nuovi Dell’Imperatore” Sono disegni molto accattivanti, in stile Aubrey Beardsley con dei tocchi espressionisti alla Ernst Ludwig Kirchner, persino l’imperatore nudo sembra un’icona di stile in queste immagini.

Il look di Karl è il più iconico fra i professionisti del settore, rappresentato anche dal suo alter ego in peluche che ha disegnato nel 2008: un orsetto da 1,500 dollari con occhiali da sole, giacca e cravatta ferma cravatta di diamanti e una cintura gioiello con il monogramma KL… mancavano solo dei guanti neri senza dita. Il vero Karl Lagerfeld indossa sempre gli occhiali da sole dalla metà degli anni 80 - che si trovi all’aperto o al chiuso, d’estate a St Tropez o d’inverno a Parigi. “Sono il mio burka,” ha spiegato “Non ci vedo molto bene, e le persone che non vede molto bene quando si tolgono gli occhiali fanno quell’espressione…sembrano dei cagnolini che vogliono essere adottati.”

“Karl mi fa pensare che tutto sia possibile,” racconta Florence (and the Machine). “Con lui una conversazione sul mare può dare vita a un mondo sommerso al Grande Palais. Mi fa venire voglia di informarmi su più cose, dai poemi d’amore francesi del diciassettesimo secolo, agli artisti neoclassici, così un giorno potrei essere in grado di sostenere una conversazione con lui… Ha avuto un grande impatto sulla mia immagine nel mondo della moda, la sua amicizia e il suo sostegno hanno un valore inestimabile. E ora possiedo una grande conchiglia, perché non sai mai quando ti può servire!”

Ovviamente sta parlando della stravagante sfilata di Chanel per la primavera/estate 2012, che ha trasformato il Gran Palais in un fantastico mondo sommerso, con sabbia bianchissima e enormi razze a cavallucci marini. Mentre 83 sirene sfilavano nel finale, con perle nei capelli e conchiglie sui tacchi dei loro sandali, Florence è uscita da una conchiglia gigantesca, come una contemporanea Venere di Botticelli, cantando What the Water Gave Me.

Ma non è stato l’unico momento memorabile di questo opulento evento ai confini dell’immaginazione. La collezioni aveva i colori del mare, rosa corallo, madre perla e turchese, con l’occasionale esplosione di vivacità: Tao Okamoto, Othilia Simon e Josephine Skriver hanno indossato abiti straordinari che ricordano l’astrattismo di Wassily Kandinsky in tutti i colori della barriera corallina. Fiocchi con la strascico evocano le alghe cullate dalla marea, mentre i decori argentati, le paillettes e arcobaleni irridescenti illuminano la stanza come il plancton o le stelle e la luna illuminano il mare di notte.

Ciao Karl, ci mancherai.


Crediti

Testo di Dean Kissick
Fotografia di Karl Lagerfeld