Fotografia di Lily Vetch

richard quinn s/s 19: una sfilata per salvare le scuole d'arte

Alla sua ultima sfilata in first row c'era la Regina Elisabetta, ma Quinn non si è montato la testa, anzi: la in prima fila questa volta era riservata agli studenti delle Accademie d'Arte.

di Steve Salter
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19 settembre 2018, 3:24pm

Fotografia di Lily Vetch

Come ti comporti se alla tua ultima sfilata si è presentata Sua Maestà la Regina Elisabetta II in persona? È una domanda che un po' tutti ci siamo fatti, perché a Richard Quinn è successo davvero. Beh, Richard Quinn si è comportato alla grande, se volete saperlo. Per presentare la sua collezione primavera/estate 19, ha infatti invitato gli studenti di diverse Accademie d'Arte, tra cui Chislehurst e Sidcup Grammar School, St Thomas More Catholic Comprehensive School e Central Saint Martins.

"In questi tempi distopici cerchiamo cose che possano illuminare la nostra strada," ha spiegato Richard Quinn nelle note di sfilata/chiamata alle armi. Una schiera di talenti del design americani hanno affrontato creativamente l’incubo di Trump alla Casa Bianca durante la NYFW, mentre a Londra le menti più brillanti hanno puntato i riflettori su nuove possibilità socio-politiche; ora più che mai, la moda sta fornendo nuovi strumenti per aprire la strada a un domani migliore. Il contributo di Richard Quinn è stata quella di trasformare il suo tradizionale caleidoscopio di colori, stampe e forme, perché di fronte a un infinito scrollare di notizie negative abbiamo bisogno di poesia, romanticismo e glamour. Esattamente quello che Richard Quinn offre.

"I recenti eventi politici hanno reso le persone arrabbiate, ma anche più determinate a far sentire la loro voce. Ci hanno dato un motivo per alzarci in piedi e farci notare," ha spiegato ad i-D lo scorso anno. "L’ottimismo è sapere che le persone rispondono se istigate, perché siamo noi ad avere il potere. L'ottimismo è sapere che la prossima generazione è più informata delle precedenti e combatterà per l’uguaglianza e la pace." La creatività dovrebbe svolgere un ruolo importante in questa lotta: “Credo che la creatività prosperi nelle avversità e ora più che mai abbiamo bisogno di essere ascoltati per apportare cambiamenti positivi," ha concluso. Del resto, "il momento più buio è quello che precede l'alba!" Ed è esattamente questo che fa Richard Queen con la sua collezione primavera/estate 19: illumina la strada non solo per noi, ma per le generazioni del futuro.

"Per me è importante celebrare la comunità da cui provengo. Se oggi ho un business che funziona devo ringraziare l'istruzione che ho ricevuto all'Accademia d'Arte," ha spiegato Quinn, sempre nelle note alla sfilata. "Ho invitato studenti della scuola statale che ho frequentato io stesso a Londra, quelli della Central Saint Martins e i loro insegnanti." È stata una mossa forte e d'impatto. Dopo l'endorsement della corona, Quinn sapeva perfettamente che gli occhi di tutti sarebbero stati puntati su di lui, e ha scelto di usare questa notorietà per parlare di cambiamento. "In un momento in cui l'istruzione nelle scuole d'arte è in serio pericolo, voglio sottolineare quanto il potere creativo sia una delle fondamenta su cui costruiamo la strada verso il nostro futuro."

In un momento in cui la creatività ha un ruolo sempre più marginale nelle scuole, Richard Quinn ci ha dimostrato che lungi dall'essere frivole, le arti sono vitali, e anche fruttuose. "Le statistiche mostrano il totale disinteresse delle istituzioni in questo settore, eppure le Accademie d'Arte sono la base dell'industria della moda. Un business che solo in Gran Bretagna vale 32 miliardi di sterline." Ottimo punto, sul quale spesso non riflettiamo a sufficienza.

"Nella mia mia famiglia nessuno ha studiato arte o fashion design, eppure tutti mi hanno incoraggiato a farlo," ha poi raccontato al termine della sfilata. Voleva incoraggiare le prossime generazioni dicendo loro: se l'ho fatto io, potete farlo anche voi. Li ha fatti accomodare in prima fila, da dove hanno osservato ammirati ed emozionati le sue creazioni. Niente editor e affini in first row quindi, ma i designer e gli artisti di domani. "Mi ha fatto pensare che forse un giorno mi piacerebbe un lavoro nella moda," abbiamo sentito uno studente dire tutto eccitato dopo che la London Philharmonic Orchestra ha suonato l'ultima nota e le modelle sono tornate nel backstage. Ecco, avete mai sentito una recensione migliore di una sfilata?

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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