la trance tranquilla di daniel avery

i-D ha parlato con il dandy della techno inglese.

di i-D Staff
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14 dicembre 2015, 3:26pm

Questo dj dai capelli rossi ha tutta l'aria del dandy: corpo alto e longilineo, camminata noncurante, una voce pacata, quasi esitante. Lontano dal frastuono della techno, il suo amore per la musica è nato grazie ai riff psichedelici del rock inglese - Daniel è rimasto affascinato dall'energia primitiva del genere. I suoi pezzi sono studiati nel dettaglio: i suoni si srotolano in un crescendo che dà vita ad un universo sonoro brutale e futurista. Dietro ai piatti Daniel sembra un po' un guru, ma involontariamente. Con la sua semplicità si impone. Abbiamo incontrato il piccolo principe della techno per parlare delle sue influenze, della scena techno e dei suoi buoni propositi per il 2016.

Sei cresciuto a Bournemouth nel sud dell'Inghilterra, come ti sei avvicinato alla musica?
È iniziato tutto ascoltando la collezione di vinili di mio padre. Mi ha insegnato molte cose ed è la persona più ossessionata dalla musica che io conosca. Ho iniziato a mixare a Bournemouth quando avevo 18 anni in un club "alternativo", il Project Mayhem. Mettevo pezzi di etichette come Warp e Factory e la sala era quasi sempre vuota. La scena era minuscola e quella era diventata la mia alcova, uno spazio dove sperimentare. Devo molto a quel club.

La tua musica è stata influenzata molto dal rock...
Sono un grande fan del rock. I primi artisti che mi hanno influenzato sono i Black Sabbath, My Bloody Valentine, Spacemen 3… Faccio sempre riferimento a loro anche se, in quanto dj, metto musica da club e tutta la mia musica appartiene all'universo techno. Non ho mai voluto mettere assieme quei due generi musicali ma sono felice che nella mia musica si senta l'influenza del rock. 

Fai musica underground ma sembra che il tuo intento sia andare verso il mainstream. Lo fai di proposito o è una cosa involontaria?
Non è mai stata una cosa voluta e penso che come artista chiedersi che genere si faccia possa creare solo confusione. La sola cosa di cui mi importa è di proporre musica diversa. Penso davvero che bisogni creare qualcosa di originale, di unico e di personale. Altrimenti non ha nessun senso fare musica. Mi sento a mio agio nel mondo underground ma credo anche che il mio album Drone Logic si leghi a generi differenti - l'ho composto molto spontaneamente.

Il tuo album è futurista ma c'è anche qualche passaggio malinconico e cinematografico. Come ti vedi in relazione al tempo? Nel futuro? O una parte di te è nel passato?
Credo che la scena underground stia vivendo un buon momento ora. Molti generi si uniscono per creare una musica totalmente nuova - la drone, l'acid, la techno, l'EBM, eccetera. Succedono cose emozionanti e sono felice di fare parte di tutto ciò.

Tra pochi giorni il 2015 si conclude. Quali sono i tuoi propositi per l'anno nuovo? 
Finire il mio nuovo album! 

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