conosciamo insieme la nuova generazione calvin klein

Raf Simons vuole che il brand simbolo dell'America tradizionale diventi un riferimento anche per i post-millennials. Paris Jackson è la giovane attivista, attrice e american girl a cui lo stilista ha affidato la sua visione. Insieme, vogliono...

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ago 4 2017, 10:45am

In una foto di gruppo del 1986, scattata a un evento di raccolta fondi per la lotta all'AIDS, si vede Calvin Klein che bisbiglia all'orecchio ingioiellato di Elizabeth Taylor mentre una giovanissima Brooke Shields li osserva seduta poco dietro. Non c'è riferimento più diretto di quest'immagine alla scelta di Paris Jackson come nuovo volto Calvin Klein. Il padre di Paris era infatti legato sia alla Taylor, sia alla Shields: si dice che negli anni '80 abbia chiesto a entrambe di sposarlo. Taylor, amica intima di Klein, diventerà poi la madrina di Paris nel 1998 e Shields era presente all'evento commemorativo dopo la morte di Michael nel 2009, quando il mondo ha visto per la prima volta Paris, ascoltando una voce che si sarebbe poi fatta sempre più forte nel corso degli anni. Ma lei, che oggi ha 19 anni, non parla più di suo padre. Le interviste che ha rilasciato a inizio carriera, circolate a lungo sui media internazionali, hanno messo fine a tutto ciò. Oggi preferisce comunicare in forma scritta con i giornalisti. "Dovresti chiederlo a Michael Bush," [stilista di Jackson dal 1986 al 2009, ndt] scrive in un'e-mail quando le viene chiesto quale sia stato secondo lei l'impatto del padre sul mondo della moda. "Non mi piace rispondere a domande su mio papà mentre lavoro." E quando le si chiede cos'ha imparato da lui in termini di moda, Paris cita l'autobiografia che il padre scrisse nel 1988, Moonwalk: "il mio atteggiamento? Se per la moda una cosa è vietata, io la faccio immediatamente."

Paris oggi è l'ambasciatrice di Calvin Klein, ruolo ottenuto non solo grazie al suo aspetto da principessa Disney, ma anche per ciò che rappresenta in quanto diretta erede del trono americano: è la figlia del musicista probabilmente più celebre di sempre. E mentre sta cercando di affermarsi come attivista, usando i social media per promuovere cause vicine alla sensibilità paterna,—diritti umani, tutela degli animali e dell'ambiente-per molti è solo la figlia di Michael Jackson. Dall'altro lato c'è il suo nuovo capo, il Chief Creative Officer di Calvin Klein, Raf Simons. Lo stilista ha presentato la sua prima collezione per il brand a febbraio, e ha subito saputo attrarre un pubblico pop grazie a campagne con il casti di Moonlight, con Millie Bobby Brown di Stranger Things e collaborando al video dei The xx, I Dare You. Simons è insomma il nuovo capitano al timone dell'impero americano della moda. Ma cosa farà ora che ha unito le forze con un'altro bastione della famiglia reale allargata americana, Paris? "Cambiare il mondo, si spera," scrive lei. "Abbiamo già iniziato a buttare giù qualche idea per unire moda e attivismo. Sono emozionata, perché mi sento di poter esprimere me stessa e la mia personalità con CK." A maggio, Paris è apparsa sul red carpet del Met Ball in compagnia di Raf Simons, una coppia improbabile, ma comunque perfetta: lo stilista indipendente ora alla direzione di un brand squisitamente americano insieme alla principessa ribelle dello showbiz."

"Siamo ancora all'inizio, ci stiamo conoscendo; ma nei momenti che abbiamo passato insieme Raf ha espresso il suo entusiasmo per ciò in cui credo," racconta Paris. "È davvero un tipo fantastico e sono impaziente all'idea di ciò che faremo insieme." È passato un anno dall'annuncio: Raf Simons, lo stilista 49enne passato per Jil Sander e Christian Dior, avrebbe diretto entrambe le linee CK, uomo e donna. "Stanno facendo qualcosa che speravo da molto tempo: sostituirmi e trovare qualcuno che abbia una visione globale, che possa sovrintendere tutta la parte creativa," ha detto Klein stesso, oggi 74 anni, in un'intervista rilasciata prima dell'inizio della rivoluzione in casa CK. E quando Francisco Costa e Italo Zucchelli, rispettivamente direttori dell'abbigliamento donna e uomo, hanno lasciato il brand dopo oltre un decennio, è successo esattamente questo: Simons è diventato Chief Creative Officer, e il suo braccio destro Peter Mullier Direttore Creativo.

Paris indossa Calvin Klein 205W39NYC.

Ciò che mi attrae di Calvin Klein, quello che mi ha spinto ad accettare questo incarico, è la sua trasversalità. Piace a chiunque," ha dichiarato Simons in un'intervista per Amuse a marzo. "E non è per niente facile nell'alta moda. Da Dior sarebbe stato impossibile, ad esempio, ma non da Calvin Klein." Così, con la sua sfilata di debutto autunno/inverno 17, ha realizzato il suo sogno: una collezione che riflette l'America di oggi. "Tutte queste persone così diverse, con stili e codici d'abbigliamento differenti. Non c'è un'era, una sola linea, un'unica direzione. È l'unione di caratteri e individui unici, proprio come l'America. È la bellezza di questo paese." E del brand CK, aggiungiamo noi. Paris Jackson sa bene di essere il volto di un'eredità così forte. "Calvin Klein è stato uno dei primi a scegliere una modella asiatica lesbica, che al tempo era incredibile," sottolinea. "L'hanno fatto prima che diventasse socialmente accettabile. Sono aperti alla diversità sia in termini d'etnia, sia in termini LGBTQ+. Jenny Shimizu è una tipa davvero tosta e Calvin le ha regalato la notorietà che merita."

Da quando una Brooke Shields adolescente guardava con fare un po' troppo ammiccante il pubblico nella sua prima campagna per il brand nel 1980, le advertorial di Calvin Klein sono diventate un'emblema della provocazione. Per l'autunno/inverno 17, Raf Simons ha deciso di interpretare la tensione sessuale del brand tra il minimalismo inventato da Klein e la sua esuberanza latente, e l'ha fatto attraverso felpe dal gusto fetish, cappotti in plastica, abiti decorati con piume o pellicce e modelle vestite in pelle da testa a piedi. Paris è schietta, sincera e ha un volto d'angelo: chi meglio di lei poteva rappresentare la fusione di queste due anime Klein? "Conosco molte persone più grandi (e più conservatrici) che credono di avere il diritto di dirmi che non approvano il mio comportamento, i miei tatuaggi, il modo in cui parlo o quello in cui mi vesto. Li capisco, certo. Perché c'è sempre l'altro lato della medaglia, qualcuno che la pensa in modo diverso."

Si riferisce, ovviamente, al linguaggio colorito che usa nelle sue numerose Instagram Stories e del suo look da Cali Girl un po' bohémien, in contrasto con un'infanzia privilegiata fatta di vestitini a modo ed espressioni eleganti. (Paris e i suoi due fratelli sono i proprietari della Michael Jackson Estate, che nel solo 2016 ha fatto profitti per 825 milioni di dollari.) "Capisco perché lo fanno, ma vorrei che andassero oltre gli aspetti più materiali della mia vita, che si concentrassero sulla persona che sono davvero e sugli obiettivi che sto cercando di raggiungere," continua. "Se vedessero tutto ciò, forse non sarebbero così crudeli. Dall'altro lato però, da alcune persone più giovani-il mio fandom, insomma-ricevo riscontri molto positivi, apprezzano la mia onestà e il mio modo di fare. Alcuni mi hanno detto che si sentono più coraggiosi grazie a me, e questo è davvero tutto quello che desidero."

Questi sono i post-millennial, la generazione che Paris dovrà portare tra le braccia di Calvin Klein e che forse la seguirà più in virtù del suo profilo sui social media che per il suo cognome. E se possiamo ancora sperare che prima o poi Paris ci racconterà qualche incredibile aneddoto sulla sua infanzia come figlia di una star, probabilmente diventerà una modella indipendente, che nulla ha a che fare con il padre, e saprà unire moda e attivismo in un modo che avrebbe reso Michael estremamente orgoglioso.

Presto, Paris lancerà il suo primo progetto con la The Elizabeth Taylor AIDS Foundation, eredità acquisita dalla sua celebre madrina—causa che anche Calvin Klein sostiene da decenni. "La mancanza di privacy e i giudizi sulla mia integrità," scrive Paris nella sua lunga e-mail, "sono un prezzo che sono disposta a pagare per i cambiamenti che voglio stimolare e per l'impatto che voglio avere su questo pianeta."

Paris indossa Calvin Klein 205W39NYC.

 Julia indossa pantaloni e stivali da cowboy Calvin Klein 205W39NYC.

Fernando indossa top Calvin Klein 205W39NYC.

Dylan indossa cappotto, stivali da cowboy e pantaloni Calvin Klein 205W39NYC.

Blesnya indossa top e pantaloni Calvin Klein 205W39NYC.

Ernesto indossa camicia e dolcevita Calvin Klein 205W39NYC.

Ernesto indossa camicia, dolcevita e pnantaloni Calvin Klein 205W39NYC.

Fernando indossa top, pantaloni e stivali da cowboy Calvin Klein 205W39NYC.

Skylar indossa camicia, pantaloni e dolcevita Calvin Klein 205W39NYC.

Lulu indossa camicia e dolcevita Calvin Klein 205W39NYC. 

Skylar indossa camicia, dolcevita e pantaloni Calvin Klein 205W39NYC.

Dylan indossa pantaloni Calvin Klein 205W39NYC.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Fotografia Willy Vandeperre
Styling Olivier Rizzo

Capelli Anthony Turner at Streeters. Trucco Lynsey Alexander at Streeters. Unghie Marisa Carmichael at Lowe & Co. Tecnico Luci Romain Dubus. Assistenti fotografia Colin Smith e Fred Mitchel. Operatore digital Henri Coutant. Sul set Stephane Virlogeux. Assistenti styling Niccolo Torelli, Eugenia Gamero, Emily Moiseve e Derik Johnson. Coordinatore guardaroba Leonel Becerra. Assistenti capelli Simon Khan e Drew Schaefering. Studio manager Charlotte Arts. Produzione Simon Malvindi e Hye Young Shim at Red Hook Labs. Coordinatori produzione Kevin Warner e Francis McKenzie. Assistenti produzione Austin Kearns, Alex Woods e William Mathieu. Direttore casting Ashley Brokaw. Modelli Paris Jackson, Julia Nobis at DNA, Lulu at The Lions, Skylar Tartz at Elite, Blesnya Minher at Society, Dylan Christensen at APM, Fernando Schuster at Hakim ed Ernesto Cervantes.