gli sportivi di modena volley che fanno la differenza

Vi presentiamo i nostri giocatori di pallavolo preferiti che ci parlano di gioco di squadra, attivismo e di cosa vuol dire portare a casa l'argento olimpico di Rio.

di Cecilia Broschi
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30 novembre 2016, 11:05am

Da sempre la squadra di pallavolo di Modena ha regalato gioie indescrivibili, le ultime proprio l'anno scorso dopo aver vinto ben tre premi: Campione d'Italia, Super Coppa e Coppa Italiana. Ma non è solo l'elemento vincente che ci ha spinto a conoscere meglio i giovani del Modena Volley. La pallavolo, in Italia, non è mai stato particolarmente sotto i riflettori ma noi di i-D abbiamo notato quanto in questa squadra in particolare ci siano valori che nel mondo dello sport non vanno dati per scontato. Questi ragazzi nutrono un forte senso di responsabilità sociale, rispettano le regole, giocano pulito e credono in loro stessi in quanto squadra, non semplicemente come individui singoli. Il 4 dicembre la società Modena Volley festeggerà il suo 50esimo anniversario e noi non abbiamo perso l'occasione di conoscerli meglio per potervi raccontare cosa significa essere uno sportivo in Italia che si impegna socialmente. 

Abbiamo dunque fatto quattro chiacchere con Salvatore Rossini - aka Totò - libero della squadra e della Nazionale Italia, colui che insieme a Matteo Piano e Luca Vettori, rispettivamente centrale e opposto di Modena, ha contribuito a portare a casa l'argento olimpico di Rio. 

Vi parliamo di impegno sociale in quanto in seguito all'argento ai Giochi di Rio de Janeiro, hanno deciso di devolvere il premio in denaro dovuto alla medaglia, alle popolazioni terremotate. "Siamo stati talmente colpiti sia dall'affetto che l'Italia ci ha dimostrato durante le Olimpiadi, che da quello che era appena successo, ci siamo sentiti moralmente in obbligo di fare qualcosa," mi racconta Totò spiegandomi che non erano mai stati più d'accordo su qualcosa. Totò Rossini è inoltre particolarmente legato alla comunità di san Patrignano, casa di recupero per ragazzi tossicodipendenti in Italia, mi spiega che è venuto in contatto con questa realtà conoscendo in particolare un ragazzo che da poco era uscito dalla community, come sportivo è un esempio per molti ragazzi e questo lo rende responsabile verso tematiche che sente vicine, così ha iniziato a contribuire per questa comunità andando in visita e conoscendo personalmente i giovani della comunità. 

Ugualmente vogliamo presentarvi la radio online di Matteo Piano e Luca Vettori, "Brodo di Becchi", nata durante il periodo della Nazionale Italia, i due cercavano di raccontare cosa significa per loro essere sportivi divertendosi. Anzi che prestare un'immagine hanno pensato di raccontare le loro esperienze attraverso la loro voce fino a crescere sempre di più in quest'attività - oggi su Facebook contano circa 8000 like alla pagina. L'idea è quella di dare vita ad una web radio settimanale che s'impegnano il più possibile far uscire puntualmente. "Non siamo la solita radio che ti propone la musica del sabato sera," mi raccontano, "essere amici ci aiuta ad essere in sintonia e questo secondo noi è davvero importante per una radio." Scelgono la musica da proporre secondo i loro gusti personali o facendosi ispirare dall'argomento settimanale, ormai hanno trovato la loro dimensione e sono subito riconoscibili grazie ad una forte componente di originalità e il loro modo, a detta loro "un po' becero", di raccontare e di raccontarsi attraverso musica, poesia e dibattiti tra amici. Gli piace parlare di amore, del potere della voce, di attività sociale e di usi e costumi dimenticati nel tempo, con pazienza si dedicano a dare vita ad una radio che affronta le tematiche di tutti i giorni in modo sano ed intelligente, mantenendo un carattere spiritoso tipicamente giovane e spensierato.

Potete ascoltare Brodo di Becchi di Matteo e Luca su speaker.co

Crediti


Testo Cecilia Broschi
Foto su gentile concessione di Modena Volley

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