princess julia arriva in italia e ci parla di londra, bowie e new romantic

Abbiamo incontrato Princess Julia a pochi giorni dal suo arrivo in Italia ed abbiamo parlato del suo mondo: la musica, la moda, Bowie e la sua città, Londra.

di Megan K. Stoianova
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18 gennaio 2016, 2:15pm

Princess Julia è una DJ e scrittrice di musica inglese. Nei primissimi anni '80 fa parte del Blitz Kidz, scena clubbing londinese, insieme a Marc Almond e Boy George. Appare nel video di Fade to Grey dei Visage, band di culto della scena New Romantic. Lavora come modella tra Londra, Tokyo e New York, e parallelamente inizia la carriera di DJ e diventa resident delle leggendarie club nights Kinky Gerlinky, Wag, Daisy, Queer Nation e Boombox, per poi esibirsi nei club di tutto il mondo.
Parte integrante della moda, dell'arte e della scena londinese, per oltre 30 anni si esibisce per Vivienne Westwood, Ponystep, Glastonbury, Melissa Shoes, Pam Hogg, Tate Modern, National Portrait Gallery e Vogue. Collabora inoltre con Kylie Minogue, Katharine Hamnett, Bananarama, No Bra, Larry Tee, Kinky Roland e Riton. Attualmente è culture editor di i-D ed editor di GQ Style e SHOW studio.

Abbiamo incontrato Princess Julia a pochi giorni dal suo arrivo in Italia in occasione dell'evento Hell in Crisco a Firenze, ed abbiamo parlato del suo mondo: la musica, la moda, Bowie e la sua città, Londra.

Sei molto attiva nelle varie discipline dell'arte e sei qui per un dj set. Oltre alla bellezza di scoprire luoghi nuovi, qual è lo stimolo più grande che la musica ti trasmette? Chi è il partner con cui ti sei più divertita a dividere la console?
Amo fare la DJ, mi piace anche sentire i set degli altri, mi diverte molto perché ognuno porta qualcosa di diverso in console. L'ultima volta che ho suonato mi sono divertita tantissimo, ero con la drag star Jacqui Potato (Julian Smith) al The Glory, siamo decisamente diventate una cosa sola.

In Italia ti esibirai in uno storico club gay, il Crisco di Firenze. In tutti questi anni pensi che il mondo gay abbia acquisito più diritti? Credi sia generalmente meglio accettato? Qual è ancora il problema e cosa invece è andato a migliorare?
Beh sì naturalmente è migliorata la visione del mondo gay, ma c'è ancora molto da fare. Ci sono ancora oggi tante ingiustizie atroci in tutto il mondo. Io sono una grande fan e sostenitrice di Peter Tatchell, che sostiene diverse campagne.

Ho letto in un'intervista che definisci i tuoi set come una colonna sonora della vita. Oltre alla storica Nightclubbing di Iggy Pop, quali sono i brani più recenti che desideri aggiungere?
Oh, suono veramente tutto. Dalla classica disco gay all'electro, dance, pop, RnB, ogni genere di cose.

Dopo un grande movimento musicale come quello di cui facevi parte, hai più notato nella scena londinese qualcosa di così forte ed influente?Sono stata coinvolta in un bel paio di scene di Londra dal punk in poi. Ma cose ne succedono sempre, forse con il nostro modo di comunicare attraverso i social media sembra che non ci sia più alcun underground, ma credimi c'è! I social media sono uno strumento meraviglioso, mi piacciono, ma non tutto è reale su Internet. Quindi è importante avere un equilibrio tra la vita nel mondo reale e quello che sta succedendo nel virtuale dei social media.

Quindi ti piace utilizzare i social. Quale è il tuo preferito e come pensi che le giovani generazioni li dovrebbe utilizzare in modo creativo?
Sì li amo! Sono praticamente su tutti! Penso che Instagram sia il più popolare in questo momento. I social media sono uno strumento, uno strumento importante, sta a noi capire come utilizzarle per riuscire ad esprimere al meglio noi stessi.

Londra è parte della tua vita, della tua formazione. Come ti senti riguardo alla sua continua trasformazione urbanistica che ha distrutto diversi club musicali e locali, con la conseguente perdita di molti ricordi?
Beh, esco e sono coinvolta da così tanto tempo che il cambiamento è sempre stato parte del paesaggio di Londra, e credo davvero sia così in un po' tutte le città. Sono una completa ottimista, dovresti leggere il pezzo che ho scritto per i-D alla fine dello scorso anno, riassume veramente tutto questo. 

Negli ultimi 10 anni, il tenore di vita della città però si è decisamente sollevato, credi che questo sia andato a discapito dell'arte, del processo creativo? Forse i giovani artisti si trasferiscono in paesi più accessibili. Più abbiamo e meno facciamo...
Sai, non sono il tipo di persona che si siede e inizia a lamentarsi, intorno a me ci sono un sacco di opportunità, ma non aspetto certo che le cose accadano da sole. Nessuno ti porterà la carriera servita su un vassoio d'argento, devi metterci un po' di energia. Il processo creativo non è affatto cessato, infatti sono circondata da persone piene di ispirazione, che danno vita continuamente a nuovi progetti.

A proposito di ispirazione, pochi giorni dopo la scomparsa di David Bowie quali sono i primi pensieri che affiorano nella tua mente? Qual è stato il vostro rapporto e come ti ha influenzato?
Beh Bowie e il suo personaggio Ziggy Stardust è stato il momento cruciale della mia giovinezza e della mia crescita .... Il 1972 è l'anno esatto in cui ho incontrato l'enigmatico Bowie. È 'interessante che le generazioni successive si sono rivelate dopo aver scoperto il suo lavoro.

Ti definisci una "indipendent thinker", è un semplice modo di essere o cosa è in particolare? Puoi dirmi di più?
Mi piace molto l'idea di essere un 'pensatore indipendente', ma non siamo noi tutti dei pensatori indipendenti alla fine? Premetto, forse penso l'ovvio, ma se ho sbagliato qualcosa o le circostanze cambiano sono molto fluida e limpida con i miei pensieri. Mi piace sentire tutti i lati di una storia.

Quando sei diventata una icona di stile hai sentito la tua immagine giudicata o eri tu quella che stava conducendo il gioco? Voglio dire, ti senti davvero quello che appari o appari così per nascondere chi sei?
Non ho mai pensato a me stessa come a "un'icona di stile" ah ah ah! Ma mi piacciono i trend, la moda, avere uno stile personale e sono sempre stata così. Non ci penso troppo, per me è come una seconda natura. Penso che si dovrebbe solo essere se stessi, anche se creare un alter-ego è altrettanto divertente. Lo stile è divertirsi, sfruttando il meglio di noi stessi, creando sempre delle sfide lungo il percorso.

L'immaginario che avete creato nei primi anni Ottanta era una conseguenza naturale del punk, quali erano le tue ispirazioni? Avete creato tutto totalmente da zero o c'è stato qualcosa di specifico a cui vi siete riferiti?
Ho fatto parte della scena punk a metà anni '70, la scena New Romantic è venuta alla fine degli anni '70, nel 1980 è diventa un'altra cosa, si è sviluppata. I suoi membri principali hanno iniziato ad aprire i propri club, progetti di creazioni prendevano forma, artisti e musicisti ottenevano il riconoscimento per il loro lavoro. Trovo che gli amici si ispirano l'un l'altro, per cui sì "siamo tutti figli di Bowie", come hanno recentemente detto i Pet Shop Boys. Guardavamo tanti film di Cineteca, dall'arte alla musica, alla storia e tutto ciò ci ha ispirato ed ha fatto sì che si trasformasse, si convertisse in qualcosa di nuovo. Sta a noi riferirci alle cose e sta a noi riuscire tradurle in modo individuale.

Ho appena dato un'occhiata alle sfilate della scorsa settimana di Londra, ed è sorprendente vedere come il New Romantic è ancora così stimolante, il make up in Louis Vuittons, o ritrovarlo in certi outifit di nuovi designers...Come mai questo eterno potere?
Ehehe, parlo spesso con gli amici nel mondo della moda i quali mi dicono che sono sui loro mood board. Mi piace, mi sento così onorata che i nostri look siano ancora di riferimento, io stessa a volte mi guardo indietro e rivisito qualcosa ma ovviamente con un atteggiamento modernista.

@princessjulia

@criscoclub

Crediti


Testo Megan K. Stoianova 
Immagini per gentile concessione Princess Julia

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