questi ritratti mostrano il lato più debole e sensibile degli uomini

Marcus Branch usa la fotografia per analizzare il significato di mascolinità oggi. E non ha nulla a che fare con l'idea più tradizionale del termine.

di André-Naquian Wheeler
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04 gennaio 2018, 5:11pm

Marcus Branch si è avvicinato alla fotografia di ritratto sperando, in quanto uomo queer, che questa pratica artistica lo aiutasse a capire meglio sé stesso e gli altri. I suoi scatti catturano ragazzi e uomini nel momento in cui abbassano la guardia, così come in quello in cui la rialzano. Indossano bandane, camminano per il loro quartiere e guardano decisi in camera, ma hanno anche gli occhi rossi per aver pianto troppo e lasciano che una carezza tocchi la loro guancia. I soggetti di quelli che Branch chiama male studies sono principalmente persone di colore. L'obiettivo? Vedere l'interiorità dall'esteriorità.

"I miei ritratti mi hanno insegnato quanto complessa sia la mascolinità," ha spiegato il fotografo a noi di i-D. "Credo che mascolinità e femminilità siano complementari e che entrambe queste caratteristiche convivano in ognuno di noi. Non sono invece convinto di chi associa immediatamente la mascolinità agli uomini e la femminilità alle donne, perché dà vita ad aspettative irrealizzabili."

Le immagini di Marcus sono ricche di simbolismo, come testimonia l'incredibile ritratto di un uomo di colore che fissa l'obiettivo mentre ha tra le labbra un mandarino: "questo frutto ricorda una bocca, perché gli spicchi hanno la stessa forma delle labbra e sono egualmente succosi." L'ispirazione per la palette di colori usata—l'arancione del mandarino, il rosa acceso delle labbra e lo sfondo completamente nero—è arrivata invece dai quadri dell'età Barocca. Il ritratto diventa quindi molto più che testimonianza di un volto, trasformandosi in un vortice di dramma, sensualità e tenerezza maschile.

Marcus ha deciso di condividere i suoi ritratti preferiti con i-D e di discutere con noi ciò che questo lavoro gli ha insegnato sull'essere uomo oggi.

Qual è la tua definizione di mascolinità?
La mascolinità è solitamente definita come il possedere qualità che la tradizione associa all'uomo, come coraggio, forza e indipendenza. Gli uomini che ho fotografato mostrano il loro coraggio esprimendosi senza paura di condanne o giudizi; mostrano la loro forza affermando chi sono e sfidando le norme sociali; mostrano la loro indipendenza evitando di cercare l'approvazione degli altri a tutti i costi. Queste osservazioni mi hanno avvicinato a loro, perché le loro qualità mi intrigano e mi rendono sempre più curioso.

Come ti sei avvicinato alla fotografia?
Sono nato e cresciuto a Philadelphia, dove durante il liceo ho iniziato a scattare. All'inizio in larga parte erano autoritratti, banalmente volevo avere un profilo Myspace figo e che si distinguesse dai soliti selfie sgranati con annessa duckface. Poi sono passato a fotografare i miei amici, la mia famiglia e la passione si è fatta sempre più forte. Lo step successivo è stato studiare arte e fotografia per cercare di diventare sempre più bravo.

Cos'è che ti intriga dello scattare soggetti maschili?
Credo sia perché da uomo mi resta ancora moltissimo da capire, quindi fotografare altri uomini è un modo per studiare la complessità del mondo che mi circonda. Mi interessa in particolare come la mascolinità tradizionale venga declinata in mille modi diversi. Inoltre, sono affascinato dalla bellezza maschile, dalla dolcezza e dall'essenza silenziosa che emanano.

Cosa rende uno scatto perfetto?
Tutto inizia scegliendo un soggetto che funzioni e lasciando che sia lui a scegliere l'ambiente in cui farsi fotografare, così che il ritratto sia il più onesto e vero possibile. È un'esplorazione di vulnerabilità che può avvenire solo se io e il protagonista riusciamo a entrare in sintonia. In questo modo posso concentrarmi sul processo empatico, che si traduce infine in scatti sinceri al 100 percento. La chiave di tutto è l'onestà.

Come riesci a catturare la dolcezza in ogni singolo scatto?
Ho una certa dimestichezza con tutto ciò che emana tranquillità e serenità. La vulnerabilità è di una bellezza devastante, perché rivela l'anima di una persona.

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