gianni, we love you

Mentre Donatella ha riportato in passerella gli anni Novanta per onorare il fratello, Roberto Cavalli ha fatto il suo ingresso in una nuova era e Giorgio Armani ci ha dimostrato di sapersi ancora divertire.

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set 23 2017, 4:01pm

Dopo aver annunciato la nascita della Gianni Versace Scholarship all'Università Central Saint Martins alla vigilia della sua sfilata Versus Versace primavera/estate 18 a Londra, Donatella Versace si è servita della collezione Versace s/s 18 per guardare al passato, continuando a celebrare e commemorare il fratello nel ventesimo anniversario dalla sua tragica morte. Negli spazi della Triennale di Milano, la stilista ha dato vita a una festa che si muoveva sinuosa tra passato, presente e futuro della maison. "Questa collezione è un tributo alla vita e al lavoro di Gianni," ha spiegato nel commento alla sfilata. "Rendiamo omaggio non solo al suo genio artistico, ma anche alla persona che era nella vita privata, in quanto uomo e, soprattutto, in quanto fratello."

Versace

Forse in precedenza cosciente di aver perso la bussola in passato, questa è stata la prima volta dal suo arrivo alle redini della direzione creativa Versace in cui si è davvero immersa negli archivi del brand. Scavando dove mai prima aveva osato scavare, Donatella ha replicato le iconiche stampe e i pezzi della collezione più indimenticabili di Gianni tra il 1991 e il 1995—Vogue, Warhol, My Friend Elton, Icons, Baroque, Butterflies e altre—per rinnovarne le shilouette, così da rendere l'insieme fresco e contemporaneo. "Gianni era una persona che emanava gioia, piena di vita, e le stampe trasmetto esattamente questo suo aspetto. Considerando che tali elementi sono stati presentati al pubblico in un'epoca in cui internet non era che agli albori, molto prima che Google, Facebook e Instagram rivoluzionassero le nostre vite, oggi c'è una generazione nata e cresciuta online che potrà finalmente ammirarli. "Sarebbe impossibile commemorare l'intero universo di Gianni in una sola collezione, perciò ho deciso di onorare la sua eredità usando le stampe che più amava e i tessuti metallici," ha spiegato. "Questa collezione è per te, Gianni." Ma, nonostante gli abiti fossero una celebrazione perfetta del compianto stilista, questa collezione non era solo per il fratello, era per tutti noi.

Versace

"Questa è la celebrazione di un genio. Questa è la celebrazione di un'icona. Questa è la celebrazione di mio fratello. Gianni, ti amiamo..." Queste poche frasi, pronunciate da Donatella stessa, si sono ripetute continuamente per tutta la colonna sonora, in una nuova epoca in cui agli amanti della moda viene chiesto di ammirare i lampi di genialità di una leggenda mai dimenticata. Questa è la migliore compilation di greatest hits di sempre. E mentre gli spettatori viaggiavano nel tempo, l'allora e l'oggi si sono incontrati in un vero momento da "io c'ero." Comunque, chiunque non abbia visto la sfilata dal vivo, internet è letteralmente invaso da immagini della sfilata. Donatella e Gianni Versace hanno rotto internet, e l'hanno fatto con una collezione ispirata ad anni in cui praticamente internet neanche esisteva.

Versace

Accanto alle modelle più celebri del momento, da Bella a Binx, da Kendall a Yasmin, e accanto al nuovo fenomeno delle passerelle, Kaia Gerber (che ha successivamente sfilato insieme alla madre), questa sfilata ha riunito le Top Model Originali, dando vita a un momento che resterà indimenticabile. Gli spettatori pensavano lo show fosse ormai terminato, quando il sipario si è aperto e dietro c'erano Cindy Crawford, Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Helena Christensen e Carla Bruni con abiti dorati in tessuto metallico, il marchio di fabbrica di Versace negli anni '90. Intanto, in sottofondo risuonava Freedom! '90 di George Michael e Donatella ha fatto la sua comparsa in passerella. Il pubblico si è trasformato in una massa entusiasta, ognuno arraffando il telefono il più velocemente possibile per immortalare questo momento unico. È stata la rappresentazione perfetta del "momento top model" per eccellenza, quando Christy Turlington, Linda Evangelista, Naomi Campbell e Cindy Crawford hanno sfilato per la a/w 91 di Versace e seduto in prima fila c'era George Michael stesso. "Immaginate un mondo senza il suo coraggio, senza il suo genio innovativo..." continuava la colonna sonora. Non possiamo e non vogliamo immaginare un mondo simile. Gianni, ti amiamo. Donatella, ti amiamo. Quel che rimane del Mese della Moda ha ormai un precedente troppo ingombrante con cui confrontarsi, un paragone impossibile da reggere.

Versace

Sebbene in circostanze totalmente diverse, c'è un altro brand che ha voluto rielaborare elementi del suo passato nella s/s 18. Si tratta di Roberto Cavalli e del suo nuovo direttore creativo, Paul Surridge. Dopo un periodo turbolento, la maison fiorentina ha scelto per il suo timone uno stilista dal curriculum mozzafiato: CSM, Burberry, Jil Sander e Acne Studios. Nella sua prima collezione, Surridge ha eliminato l'ostentazione, dando un'idea ben chiara di quale direzione seguirà il brand sotto la sua guida. Considerando il suo arrivo da Cavalli a maggio, a Surridge non sono rimaste che poche settimane per definire una sua linea personale, ed è ammirabile quanto sia riuscito a fare, imponendo la propria visione sulla storia decennale del brand. È stata l'apoteosi dei vecchi codici per una nuova alba. Usando il marchio di fabbrica della maison, pattern sensuali, esotici, animalier e selvaggi, lo stilista ha portato l'eleganza della cena di gala alla luce del giorno. "La donna Roberto Cavalli ha una vita, è una donna moderna," ha spiegato. "È una collezione per molte donne e molti momenti." È stata la calma e attenta collezione, composta da abiti di ottima fattura, di cui il brand aveva bisogno. E mentre Surridge usciva per gli applausi, Roberto Cavalli stesso si è alzato per complimentarsi e abbracciarlo, dando così la sua definitiva benedizione al passaggio del testimone.

Roberto Cavalli

Dopo aver sfilato a Londra con Emporio Armani, la leggenda nata a Piacenza si è data al divertimento nella più familiare MIlano. L'ispirazione della collezione Giorgio Armani primavera/estate 18 è stata l'Impressionismo. Così, uno dei grandi maestri del minimalismo ha deciso di lasciarsi andare a stampe floreali e rendere omaggio a Joan Miró. È stato il suo antidoto ai tempi complessi in cui viviamo. "Non capisco perché dobbiamo impantanarci nella tristezza, rendendo la donna ancora più triste... la mia è una risposta di colori sgargianti in tempo di tristezza," ha spiegato nel backstage. I gesti liberi, espressivi e istintivi di uno dei grandi maestri dell'arte hanno incontrato l'eleganza sofisticata e sobria di uno dei grandi maestri della moda. Una dualità che ha dato vita a un equilibrio di stampe, tagli e asimmetrie. A 83 anni, di cui oltre 40 passati nell'industria della moda, Armani sa ancora come ci si diverte.

Giorgio Armani