La S/S 22 di Marco Rambaldi è una lettura cartomantica del presente

Intitolata "RAMBALDIMANZIA", è un'opera simbolica e stratificata, che ci proietta direttamente nelle rotazioni astrali della creatività firmata Rambaldi.

di Carolina Davalli
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23 settembre 2021, 11:08am

Poema epico di stampo futurista, la nuova collezione di Marco Rambaldi—neovincitore del premio Young Designer DHL Award insieme a Gilberto Calzolari e Des_Phemmes—l’ha portato a tornare sulle passerelle meneghine con un’opera completa, che mostra l’evoluzione più recente delle sue ricerche progettuali.

Per la S/S 22, infatti, il designer ha attinto da istanze politiche d’attualità—come quelle rivendicate dalla realtà bolognese “Atlantide Occupata”, che lotta per l’uguaglianza di genere e i diritti e la visibilità della community LGBTIQ+ in Italia—e preso spunto dalle tradizionali simbologie oracolari e divinatorie per tracciare connessioni apparentemente contrastanti tra temporalità, narrazioni e simbologie altre; altre proprio come le figure che popolano il mondo di Rambaldi, misfit à la Bosch, la cui “stranezza” rispetto alla norma è sintomo di autenticità, vulnerabilità e onestà.

In questa oscillazione estetico-temporale, che si addentra tanto nelle profondità della storia italiana—in particolare di Bologna, la città natale del designer e centro nevralgico dell’identità del brand—quanto nell’astrattismo e nel futurismo, la collezione si posiziona in uno spazio interstiziale, un limbo primordiale in cui tutto è possibile e l'espressione della propria identità è irriducibilmente libera.

Così, tra i jacquard di occhi onniscienti, la gioielleria iconoclasta di Priscilla Anati, la solenne colonna sonora di Ginevra Nervi—con omaggio finale a Raffaella Carrà—, le collaborazioni con brand emergenti come Sunvitale Studio e il casting attentissimo, questa collezione è un manifesto tridimensionale di consapevolezza progettuale, sensibilità verso le istanze del presente e sguardo ottimista sul futuro.

Un manifesto che è anche una profezia di accettazione, inclusività e fluidità traslata in capi ibridi, in cui sperimentazione e tradizione si intrecciano e uncinetto e CGI non si escludono a vicenda, per farsi portavoce di un presente contraddittorio, grumoso e capiente.

marco rambaldi s/s 22 milano fashion week backstage fotografia di andrea zendali
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Crediti

Testo di Carolina Davalli
Fotografie di Andrea Zendali

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