Le seconde generazioni di Napoli si raccontano

"YOUTH" è la serie di editoriali di i-D Italy realizzata dal fotografo Ben Drame e dalla stylist Alexandra Ciubutaru: uno spazio interamente dedicato all'universo personale di talent di seconda generazione.

di Gloria Venegoni
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30 luglio 2021, 9:27am

YOUTH è l’editoriale di i-D in collaborazione con il fotografo Ben Drame e la stylist Alexandra Ciubutarul, il cui scopo è dare una piattaforma a talent di seconda generazione in Italia. Attraverso queste foto e i racconti diretti di chi vive quotidianamente questa molteplicità identitaria, l’intento è quello di puntare i riflettori e amplificare le loro voci.


In psicologia, uno dei modelli utilizzati più spesso per spiegare l’insorgenza di disturbi è il modello biopsicosociale, un framework teorico che consente di inquadrarli come risultato dell’interazione tra elementi biologici (geni & co.), fattori psicologici (umore & co.) e fattori sociali (cultura, famiglia & co.). L’idea di base è che, seppur la genetica occupi un ruolo importante nell’avvio di un disturbo psichiatrico, la spinta finale dall’ambiente è altrettanto rilevante.

Il modello potrebbe essere in parte applicato anche ai processi identitari: in quali proporzioni l’identità di una persona viene plasmata dall’influenza famigliare e dalle influenze esperienziali esterne? Quanto della cultura trasmessa diventa parte integrante della persona? E quanto l’influenza esterna contribuisce al distacco? È un calcolo matematico che porterebbe a un errore 404: risultato non trovato.

Il limbo in cui vive chi nasce e cresce all’incontro tra mondi convergenti è dato dalla pressione sociale di doversi definire in una box, quando, invece, il valore sta proprio nel mezzo, nell’unicità della realtà che nasce dalla molteplicità. Così, abbiamo chiesto a cinque talent di seconda generazione che vivono a Napoli di raccontarsi.

Ecco 6 talent di seconda generazione a Napoli da conoscere

Il mondo è bello perché è vario (ma anche simile)

“Se dovessi tracciare una similitudine tra la cultura nigeriana e quella napoletana, mi soffermerei su come entrambi i popoli siano capaci di trovare il bello nel poco che hanno, e di farsi valere anche in situazioni avverse,” afferma Michael, modello e studente di recitazione che ha lavorato anche a Gomorra 4. “Penso che la cultura italiana/napoletana e quella Srilankese si somiglino nel sorriso, che trovo sempre sui visi delle persone di entrambe le nazioni, dovuto al loro calore,” aggiunge Amantha, studentessa di biologia cellulare e futura neuroscienziata.

Al netto della stessa cultura d’origine, l’esperienza della cantautrice Sara Vanderwert è piuttosto distante: “Mi risulta difficile trovare delle somiglianze tra la cultura srilankese e quella italiana.” ci dice. “Per questo ammiro il modo in cui i miei genitori mi hanno educata, non dimenticandosi mai che stessi crescendo in occidente e non in oriente come loro. Avere autoconsapevolezza delle diversità è il primo passo per celebrarle.”

ragazzo seconda generazione in mezzo a bambini a Napoli
Ramis indossa sciarpa e t-shirt Vienmnsuonno1926. Pantaloni Burberry. Camicia dall'archivio della stylist.

La lingua come metafora culturale

Nei capitoli precedenti di YOUTH erano già emerse quelle sfumature che rendono una lingua non solo unica e difficilmente assimilabile alle altre, ma anche uno specchio della struttura culturale della nazione che la parla. “Una parola nigeriana che adoro, e che è anche il mio secondo nome, è ‘Osasu’, che significa ‘Dio con te’. Ma oltre a questo significato, questa parola può assumerne di diversi in base al contesto, come benedizione o presenza divina.”

“Più che un modo di dire particolare, mi piace il modo di fare della cultura srilankese: quando ti rivolgi a qualcuno che non conosci, ad esempio, lo chiami ‘fratello/sorella maggiore/minore’, oppure, se questa persona è più grande, puoi riferirti a lei come ‘Zio/a. Questo mi ha sempre fatto sentire parte di una comunità, anche quando non avessi alcun tipo di legame con queste persone,” spiega Amantha.

ragazza su tavolo da biliardo
Sara indossa vestito Prada archive.

Tra le parole capaci di riportare a galla ricordi e legami affettivi ci sono anche nomi di piatti. Nel caso di Joana, amante dei libri e futura scrittrice, è la “Casciuppa”, una zuppa fatta di legumi, patate. Uno dei veicoli più potenti per creare un contatto tra realtà diverse è la letteratura.

E da amante della carta stampata Joana ci suggerisce alcuni autori di seconda generazione che ancora troppo spesso non trovano spazio negli scaffali di bookstore e librerie indipendenti. Uno su tutti Manuel Lopes, scrittore con cui condivide le origini da Capo Verde.

ragazza di profilo con vestito floreale azzurro
Joana indossa abito Florentina Leitner. Orecchini MATO.

Napoli, attracco di migliaia di sfumature culturali

Sarà lo storico come repubblica marinara durante il regno di Amalfi, saranno le migliaia di sfaccettature che fanno del capoluogo campano uno dei posti più meravigliosi e complessi del paese, ma Napoli è un cuore pulsante di multiculturalità, etnica e identitaria.

“I quartieri spagnoli sono la mia parte preferita, perché mi sento di essere accolto e integrato nella microcomunità del quartiere,” ci dice Ramis. “Lì, riesco a sentirmi me stesso.” Per Joana, invece, è nel quartiere di Montesanto che ritrova le proprie radici capoverdiane: “Lì vivono i miei famigliari Capoverdiani, non mi sento più a Napoli, mi sembra di tornare nel mio villaggio di Boa Vista.”

ragazzo afrodiscendente seduto sulla poltrona da barbiere mentre il barbiere taglia i capelli a qualcuno
Michael indossa camicia e jeans NTMB. Maglietta a maniche lunghe Rick Owens. Scarpe Nike x Acw.

“Il mio angolo preferito di Napoli è Garibaldi, soprattutto dal barbiere,” racconta Michael. “Noi persone afrodiscendenti abbiamo un rapporto con i capelli che va oltre il fattore estetico. Con il barbiere si instaura un legame di confidenza che supera quello professionale.” Mentre la comfort-zone di Amantha è il lungomare, dove si riconnette con le proprie origini: “Lì c'è un piccolo pontile, vicino borgo marinari, dove mi metto spesso con le persone più intime della mia cerca. Riesco davvero a ritrovare la mia infanzia”.

“Più che un luogo,” afferma Sara, “ci sono due persone nella mia vita che mi  fanno sentire molto vicina alle mie radici: si chiamano Bagya e Ramí, e sono anche loro di origine srilankese. Dal momento in cui li ho conosciuti, ho avvertito una connessione che va oltre la parola, che ci lega nello spirito. Sono le prime persone con cui ho cominciato a riconoscere il mio ‘lato srilankese’.”

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Guardare al futuro

Non sempre si vuole guardare al futuro, tanto meno sul lungo termine, quando si hanno le mani piene nel presente. “In questo momento vado fiero di fare il modello,” ci dice Ramis. “Non si può prevedere il futuro, ma quello che so è che vorrei vedere realizzato chi amo.” A questa speranza, si accosta una condivisibile ansia generazionale che attanaglia Millenial e Gen Z: “Non progetto il futuro perché è una delle mie più grandi  preoccupazioni. Sicuramente so che voglio essere felice. Al momento, sto cercando di costruire la mia felicità.”

Sara si augura che avvenga un riallineamento di spirito e corpo da parte dell’umanità: “Capirmi e accettarmi sono i processi alla base della mia crescita personale. Da qui, la presa di coscienza che la mia interiorità è fatta di luce ed ombre, silenzio e caos. Sono riuscita a conciliare tutte queste sfaccettature di me nel momento in cui ho deciso di abbracciarle e di non reprimere alcun lato di me. La sofferenza è crescita, e può essere il seme di eventi e scoperte meravigliose.”

ragazza con vestito floreale azzurro che sorride
Joana indossa abito Florentina Leitner. Orecchini MATO.
ragazza con vestito con dietro statuette votive
Sara indossa vestito Prada archive.
ragazzo afrodiscendente davanti al poster di un barbiere
Michael indossa camicia e jeans NTMB. Maglietta a maniche lunghe Rick Owens.
ragazza con pantaloni in vinile rossi affianco altra persona
Marta indossa body e reggiseno Cuoremiodv. Pantaloni Vintrici Atelier.

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Crediti

Fotografo: Ben Drame
Stylist: Alexandra Ciubutaru
MUA: Emanuela Farano
Assistente stylist: Francesca Penna
Bts: Gaia Merolla
Regia: Raffaele Aquilante

Modell*

Amantha Aluth Muhandiramlage per Persona Milano
Joana Lopes
Michael Bruny per Brave Models
Marta Desu
Sara Vanderwert
Ramis Crocco per The Lab Models

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