Fotografia Sean and Seng. Courtesy di Wales Bonner

Wales Bonner supera se stessa per la F/W21

Unendo intellettuali caraibici e tailoring inglese, Grace Wales Bonner ha dato vita ad una delle collezioni più potenti del marchio.

di Mahoro Seward
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25 gennaio 2021, 4:16pm

Fotografia Sean and Seng. Courtesy di Wales Bonner

Black Sunlight è la terza fase della trilogia ideata da Wales Bonner per esplorare i legami storico-sociali che uniscono il Regno Unito e i Caraibi. Nelle precedenti collezioni, il focus della ricerca portata avanti da Grace Wales Bonner verteva prevalentemente intorno al mondo della musica, tra dub reggae per la F/W20 e la dancehall per la S/S21). Queste erano collezioni che hanno avuto una risonanza culturale notevole, riflettendo sulla complessa relazione tra i poteri coloniali e i soggetti oggi liberi da queste imposizioni, un procedimento adottato anche da Steve McQueen nel suo recente lavoro Small Axe.

Per la F/W21, la designer basata a Londra ha portato avanti questa conversazione “incentrando il discorso sul pensiero di alcuni intellettuali caraibici, specialmente in riferimento a quella scuola di scrittura e poesia che ha dato forma al discorso post-coloniale, insieme ad un’idea di identità e diaspora caraibica.” Queste figure includono poeti e pensatori come Derek Walcott, Kamau Brathwaite e Stuart Hall, e la collezione indaga il lascito intellettuale che ci hanno donato.

I lavori di Derek Walcott, poeta di Santa Lucia e Premio Nobel per la Letteratura nel 1992, ha lasciato un segno particolare sull’immaginario di Grace, fungendo da “punto di partenza” per la ricerca della collezione. Le letture delle sue poesie Exile e Star fanno da colonna sonora per il fashion film della collezione, il quale segna la seconda collaborazione tra Grace e il regista jamaicano Jeano Edwards.

Nel 1985, Walcott scriveva che “la lingua inglese non è di proprietà di nessuno, è un bene dell’immaginazione: è una di proprietà del linguaggio stesso.” Lo scrittore era infatti una delle figure chiave di quella scuola di letteratura caraibica che intendeva indagare come il linguaggio ereditato da un potere coloniale potesse essere reimmaginato e cambiato “per comunicare ciò che significa provenire da paesi diversi, e per creare un’identità negli spazi intermedi,” afferma Grace.

Review Wales Bonner FW21

E il lavoro che ha svelato la designer nella sua ultima collezione, allora, è forse un tentativo di fare la stessa cosa. La designer si è chiesta: “Come ammorbidire un framework istituzionale? Come smantellarlo e distruggerlo dall’interno?” Le sue risposte prendono la forma di colletti appuntiti, tute sportive e riferimenti marini negli ibridi pantaloni e nei blazer. Creata in collaborazione con i sarti di Savile Row e Anderson & Sheppard, gli abiti sono liberati dalla formalità e rigore, abbracciando invece un senso di calma e comfort.

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E se seguire le linee del tailoring inglese per hackerarle dall’interno potrebbe farci venire in mente il romanzo Ritorno a Brideshead di Evelyn Waugh, questo è del tutto intenzionale. Un altro nucleo di ricerca per la collezione è stato il progetto di Pamela Roberts Black Oxford, che rintraccia le storie degli studenti neri che hanno attraversato i percorsi accademici dell’Università inglese negli ultimi 100 anni.

“Mi ha fatto pensare a tutte le persone che sono arrivate in Inghilterra dall’Africa dell’Ovest, dalla Jamaica, dall’India, specificatamente per ricevere un’istruzione,” afferma, notando come hanno sottilmente integrato il proprio modo di vestire nelle divise e nei codici dell’università. Indossavano giacche da sera, per esempio, o maglioni con scollo a V sopra alle tuniche kurta stampate e alle camicie oxford a righe in cotone e cashmere.

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Il peso intellettuale di Wales Bonner è, ovviamente, uno dei tratti distintivi del brand. Ma quello che rende il messaggio così convincente è il livello di sofisticatezza e di attenzione ai dettagli attraverso cui tutto questo viene comunicato, rivaleggiando e contendendosi il lustro delle case di moda più affermate. Una delicata gonna fatta a mano all’uncinetto, un vestito in maglia a righe e i dettagli cuciti a mano sui capi in pelle e sulle giacche in shearling parlano di dedizione e amore per l’artigianalità, e, ovviamente, omaggiano i soggetti su cui Grace sceglie di gettare nuova luce.

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Questo senso di dedizione si estende attraverso la collaborazione con Adidas Originals. Per questa stagione, Grace ha voluto creare delle “uniformi per una squadra, il tipo di uniforme che indosseresti se facessi parte di una squadra sportiva dell’università.” Il motivo a tre strisce corre sulle maniche di un pullover con cucito sopra ‘Adidas Originals Wales Bonner Literary Academy’, e le sneaker sono immaginate per ricordare il design e le silhouettes dello sportswear vintage.

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Ad un primo sguardo, questa collezione potrebbe sembrare apparentemente più appropriata delle collezioni passate Wales Bonner, ma questo non va inteso come un compromesso da parte di Grace. Al contrario, sembra aver raggiunto un approccio più adulto e consapevole dalla sua entrata in scena, ormai quasi sette anni fa. Come i pensatori e i poeti a cui si è ispirata, questa collezione è la prova che Wales Bonner sta coniando un proprio spazio e un nuovo tipo di linguaggio, esclusivamente suo.

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