È ufficiale: il 2020 ha rovinato la salute mentale della Gen Z

Uno studio sui livelli di stress in America mostra che i giovani tra i 13 e i 23 anni sono stati i più colpiti dalla pandemia di coronavirus e dalla violenza contro i la comunità nera.

di Douglas Greenwood
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23 ottobre 2020, 8:13am

Immagine via Instagram

Le statistiche spesso rilevano fenomeni solamente alcuni anni dopo che un evento è passato, ma considerando le circostanze fuori dal comune in cui ci troviamo, è stato sicuramente più facile ottenere una visione reale e collettiva di come stiamo reagendo a un mondo al limite del collasso. Lo studio più recente conferma quello che immaginavano già da qualche tempo: la generazione Z è la fascia demografica più colpita—a livello di salute mentale—dagli eventi del 2020.

Condotto dall'American Psychological Association, il sondaggio annuale Stress in America include tutte le persone in America, con le caratteristiche demografiche più disparate, dall’età all’etnia, dal sesso biologico all’orientamento sessuale. Lo studio più recente condotto dall’istituto, ha rilevato che l'ambiente in cui i giovani stanno crescendo, preparandosi all'età adulta, li sta rendendo sempre più ansiosi e depressi. La cattiva gestione della pandemia ha causato la morte dei loro parenti più anziani e fragili. L'economia, d’altro canto, è precipitata, ci sono molte meno probabilità che riescano a diplomarsi a scuola o all'università e le prospettive di trovare un posto di lavoro a tempo pieno o possedere un giorno una casa non sono per nulla rosee.

Allo stesso tempo, gli effetti dell'oppressione e della violenza sistemica, sia sulla comunità nera, soggetta a continue violenze e discriminazioni, sia sulle donne, i cui corpi e diritti personali sono costantemente abusati, hanno messo in discussione e fatto vacillare ancora di più il concetto di libertà, confermando quanto sia labile e sfumato. E mentre le generazioni più anziane hanno adottato con il tempo una mentalità del "anche questo passerà", i giovani si chiedono invece: come siamo arrivati a una situazione del genere? In che modo possiamo risolvere noi questi problemi, causati dalle generazioni passate?

Le statistiche del report sono spaventose. La metà degli adolescenti della generazione Z ha affermato che la pandemia ha influenzato le loro prospettive sul futuro, e quegli stessi numeri confermano che il 2020 ha reso il loro futuro decisamente "impossibile". Quasi 8 su 10 sostengono che il futuro della loro nazione provoca loro ansia e stress, a causa dall'ascesa di un governo di estrema destra. E gli eventi più diretti li colpiscono ancora di più, portando il 62% a dichiararsi molto preoccupato dall'aumento dei tassi di suicidio. Il reportage sul #metoo e sui casi di molestie sessuali è fonte di stress e ansia per il 58% di loro, e la legge sull'aborto interessa largamente circa la metà di queste persone.

In ogni sezione del reportage, i dati confermano che i livelli di stress della generazione Z sono superiori a quelli sia della generazione X, che dei boomer e degli anziani. Inoltre, il 34% di loro afferma di essere più stressato, depresso o ansioso ora di quanto non lo fosse l’anno scorso, in questo periodo. Tutto si riduce ai fallimenti di coloro che sono venuti prima di noi. Un’incapacità di garantire mezzi di sussistenza a una generazione che oggi è costretta a crescere molto più velocemente, in un mondo che—a causa del trattamento dei loro predecessori—non sarà più un luogo sicuro e nemmeno agibile quando si troveranno a crescere i propri figli. La pandemia ha messo in luce quelle crepe nel sistema, e tutte cose che amavamo, almeno per il momento, non ci sono più.

Ma c'è speranza. In questo momento, le generazioni più giovani hanno un accesso più capillare che mai alle informazioni, e possono così prendere decisioni personali più coscienti, riflettere sui propri atteggiamenti e cambiare le loro routine. I metodi di comunicazione si sono espansi, e questa generazione ha dimostrato di saper sfruttare il potere dei grandi numeri di quel bacino che è Internet. E anche se è giusto riconoscere ogni progresso, anche il più piccolo, gli ostacoli oggi sono solo maggiori di prima; le istituzioni sono sempre più vecchie e più difficili da smantellare, il che significa che la ricerca di giustizia o cambiamento richiede il doppio del lavoro. Ma un cambiamento è possibile, perché la generazione Z possiede gli strumenti e le motivazioni per innescarlo e portarlo avanti collettivamente.

Trascorrere la propria vita in un loop di news e telegiornali, lottare contro le voci al potere e motivarsi costantemente gioca sicuramente molto sulla loro salute mentale. Ma questa è una battaglia a lungo termine, che ripagherà solo con il tempo. Per ora, però, non bisogna dimenticarsi mai che è essenziale disconnettersi dagli orrori del mondo, anche solo per un breve periodo, per resettarsi ed essere più centrati, continuando ad agire comunque da attivista o ally. Le nostre menti non sono state costruite per sopportare un bombardamento di traumi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Spegnete tutto quando vi sentite come affaticati mentalmente ed emozionalmente, e parlatene con qualcuno. È la resilienza e la lotta a lungo termine ciò che contano di più.

Se ti senti in difficoltà con qualsiasi argomento trattato qui sopra, puoi chiamare o chattare con Telefono Amico, Samaritans, i Centri Anti-Violenza (qui una lista) o il Centro di supporto psicologico per il Coronavirus.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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