Fotografie: Gabriele Alongi

Iconografia religiosa, clubbing e intimità: il diario visuale di Gabriele Alongi

Il nuovo photobook del fotografo palermitano, “HEAVEN IS A PLACE ON EARTH WITH YOU”, celebra le contraddizioni, i personaggi e i simboli della nostra epoca.

di Carolina Davalli
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02 febbraio 2022, 11:24am

Fotografie: Gabriele Alongi

Collezionista di ricordi, prima ancora che fotografo, Gabriele Alongi ha iniziato a scattare come autodidatta durante gli anni di Accademia, spinto dalla necessità di documentare la propria vita e le persone che l’hanno costellata dal 2015 circa a oggi.

In questi anni, Alongi ha raccolto un corpus di immagini eclettico e stratificato, che si snoda tra fotografia documentaria, ritratto, still life e reportage. Un progetto confluito nel libro fotografico HEAVEN IS A PLACE ON EARTH WITH YOU, pubblicato dalla casa editrice indipendente based a Palermo 89books.

Un diario visivo che ci guida tra gli scenari, i paesaggi, i simboli e i personaggi che hanno segnato l’esperienza e l’immaginario di Gabriele. Un racconto che si addentra nella scena queer underground palermitana, che si inoltra nelle camere di antiche ville della città, che si muive gli sguardi di amicз e collaboratorз dell’autore che hanno partecipato al progetto. Per orientarci tra le pagine di questo volume, abbiamo parlato direttamente con Alongi.

gabriele alongi heaven is a place on earth with you

Come ti sei avvicinato al mondo della fotografia?
Provengo da un background artistico—ho studiato Grafica d’arte all’Accademia—e durante i primi anni non ho mai pensato coscientemente di voler sperimentare con la fotografia. Al terzo anno, però, ho voluto comunque frequentare il corso di fotografia, ho comprato una piccola macchina compatta analogica al mercato e ho iniziato a scattare. Da quel momento ho capito quanto mi piacesse realmente il processo fotografico—comprare i rullini, preparare la macchina e scattare senza sapere immediatamente il risultato—e così ho continuato a studiare da autodidatta.

Quindi ciò che più ti ha attratto è stata la macchina fotografica in sé?
Esatto. Si è innescato un processo di feticizzazione verso la macchina fotografica e verso tutto il processo di scatto. Mi sono avvicinato alla fotografia partendo da questa curiosità, dalla voglia di compiere questo rituale di scatto. Più tardi, ho imparato a guardare, mi sono concentrato sull’osservare e cercare di comprendere le potenzialità espressive di questo mezzo. Prima, però, c’è stato l’oggetto, un’ossessione che si è traslato anche sulla collezione di libri fotografici.

gabriele alongi heaven is a place on earth with you

Quali fotografз ti ispirano?
Juergen Teller, Terry Richardson, Corinne Day, Nan Goldin: questi sono i nomi che mi hanno più influenzato nel corso di questi anni, le figure che mi hanno avvicinato a un tipo di estetica a cui ora mi sento affine. E poi c’è Harmony Korine, il suo universo mi influenza parecchio—Gummo è uno dei miei film preferiti. 

Come descriveresti la tua fotografia?
La descriverei come una ricerca estetica, come un diario visuale personale. Essenzialmente scatto ciò che mi piace, ciò che mi muove e che soddisfa il mio sguardo. Ecco perché non mi sento particolarmente legato alle mie fotografie, perché lascio che siano le altre persone a trovarci un significato. Per me, alla fine, gli scatti sono una serie di ricordi, una documentazione in chiave queer punk della mia vita.

Qual è secondo te l’obiettivo della fotografia come pratica?
Non pretendo nulla dalla fotografia, non scatto per ricavarci qualcosa. Anzi, sono io che dipendo da lei. Il mio obiettivo è creare delle belle immagini e per farle ho bisogno di questo mezzo insuperabile e per cui nutro un profondo rispetto.

gabriele alongi heaven is a place on earth with you

Parlaci del libro “HEAVEN IS A PLACE ON EARTH WITH YOU”.
Il progetto, ora libro, nasce come diario visuale personale. Mi premeva realizzare un progetto che fosse votato all’estetica, ma che riuscisse a contenere e celebrare un pezzo della mia vita: i miei amici, i party, la scena queer.

Com’è cambiato il progetto nel corso del tempo?
L’idea iniziale era quella di documentare le persone attorno a me solamente attraverso dei ritratti. Il fatto era che non sviluppavo i rullini subito o con costanza e soprattutto non potevo cambiarli in corso d’opera. Così, quando finalmente li sviluppavo, mi trovavo sia i ritratti del progetto che altre immagini tra loro apparentemente slegate. Una frattura che però mi affascinava. C’erano shooting fatti a casa, still life, scenari, serate, ritratti; c’era una storia. Così il progetto si è esteso e trasformato per rappresentare quella fase della mia vita, ed era giusto che mettessi tutto senza filtri. 

gabriele alongi heaven is a place on earth with you

Perché hai scelto questo nome per il libro?
Il titolo è preso da una strofa della canzone Video Games di Lana Del Rey, volevo che riprendesse un’idea di sogno e di affetto. C’è anche il tema dell’amore, ma si tratta di un amore per l’immagine stessa, una dichiarazione d’amore alla fotografia come mezzo attraverso cui appuntare la mia vita. Ogni fotografia è il risultato di ciò che incontro e che incrocio, di ciò che mi incuriosisce e che mi fa paura.

Il progetto presenta molti immagini di serate ed eventi underground—quando hai iniziato a entrare in questi ambienti?
A 26 anni ho iniziato a fare clubbing e a entrare nella scena queer palermitana—ci andavo per scattare le serate e i party organizzati. La cosa mi incuriosiva ma allo stesso tempo avevo paura perché non facevo parte di quel mondo, eppure è stata una rivelazione. Ho conosciuto drag queen, performer, artist3 di un mondo di cui non avevo mai fatto parte prima. È stato come affacciarsi su una cultura che non era la mia, iniziando a comprenderla più nel profondo. Così, mentre scattavo, conoscevo queste persone, la loro storia e davo a loro il pieno controllo dell’immagine–l’importante è che fossero loro stessз.

gabriele alongi heaven is a place on earth with you

C’è un episodio legato a uno scatto che ti è rimasto particolarmente impresso? 
Sì, la performance di Dafne Bohemiene a una delle ultime serate prima della pandemia. Io ero il fotografo della serata e dovevo scattarla, e prima di allora non avevo mai conosciuto o visto una drag queen. Così vado in camerino per conoscerla e la pima cosa che vedo è che prende un preservativo, lo riempie di sangue finto e poi lo incolla in qualche modo al petto. Poi mi parla e dice: “Sei tu che devi farmi le foto?” “Si.” “Allora prendi questo taglierino e dammelo quando te lo dico.” Così l’ho fatto. Durante la sua performance ha tagliato il preservativo e il liquido rosso è schizzato ovunque e mentre scattavo la foto (in copertina a sinistra) ricorso che ero incantato dalla scena.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Sono ossessionato dalla moda e mi piacerebbe molto sperimentare in questo campo. Credo che sia un ambiente molto dinamico, in cui è possibile sovrapporre generi e scalfire i confini tra pratiche e stili. Il mio sogno è di un giorno venire riconosciuto per la mia visione e il mio sguardo.

Il libro fotografico "HEAVEN IS A PLACE ON EARTH WITH YOU" di Gabriele Alongi pubblicato da 89books è disponibile per l'acquisto qui.

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Crediti

Testo: Carolina Davalli
Fotografie: Gabriele Alongi

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