Il brand emergente Gerrit Jacob è un'ode all'arte dell'aerografia

Il designer tedesco applica grafiche e illustrazioni a total look in pelle dalle forme sperimentali, senza paura di ibridare stili, processi e discipline.

di Giorgia Imbrenda
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06 maggio 2022, 10:43am

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Gerrit Jacob, designer tedesco che, con il suo omonimo brand lanciato nel 2021, trasforma pelle recuperata in opere d’arte sartoriali.

Conosciuto per i suoi capi in pelle aerografata, il designer ha deciso di fondare il proprio brand a Berlino solamente un anno fa. Avendo abitato per anni tra Londra, dove ha studiato alla Central Saint Martins, Parigi e Roma, dove è entrato a fare parte del team di Gucci guidato da Alessandro Michele, durante il lockdown il designer ha sentito il bisogno di tornare in Germania e fondare un progetto che fosse solamente suo. Così, è tornato in Germania dopo 10 anni in giro per l’Europa per lanciare un brand di capi aerografati a mano in edizione limitata.

Incuriosite da questa tecnica di pittura su pelle e ispirate dalle intenzioni del brand di Gerrit Jacob, abbiamo voluto farci raccontare direttamente dal designer ciò che sta dietro al progetto.

intervista moda rebel label Gerrit Jacob

Ciao Gerrit! Parlaci di te, del tuo background e di come hai deciso di avviare il tuo brand.
Ciao! Sono nato ad Amburgo e attualmente vivo e lavoro a Berlino. Durante i miei studi presso la Central Saint Martins di Londra ho iniziato a inserirmi nel mondo lavorativo facendo un tirocinio per Balenciaga e poi per Kenzo, a Parigi. Più recentemente, ho lavorato nel team di sartoria maschile di Gucci a Roma e prima ancora sono stato un designer freelance per Martine Rose, Yeezy e per un gruppo di marchi commerciali. Ho preso la decisione di avviare un mio brand durante il lockdown, che ho trascorso nel mio appartamento a Roma-Monti. In quel momento, mi sentivo incredibilmente fortunato a poter lavorare a tempo pieno per un'azienda finanziariamente solida—molti miei colleghз e amicз non sono statз così fortunati e hanno attraversato un periodo di grande difficoltà finanziaria. Eppure, stare da solo con i miei pensieri per così tanto tempo, mi ha fatto pensare a cosa volessi fare realmente e a cosa dovessi fare per raggiungere questi nuovi obiettivi. Nel 2021 erano esattamente 10 che non tornavo in Germania e ho sentito un forte desiderio di stare più vicino alla mia famiglia. Desideravo qualcosa di familiare, soprattutto dopo l’esperienza a Roma.

Descrivi il tuo brand in 3 parole.
Fresco, sexy, pazzesco.

intervista moda rebel label Gerrit Jacob

Quanto la cultura della tua città natale, Amburgo, influenza le tue creazioni?
Quando faccio ricerca, non mi ispiro particolarmente ad Amburgo, anche se è sicuramente molto presente in tutto ciò che faccio. È una delle città più ricche del paese, il che significa che, quando ci cresci, ti scontri subito con le strutture di classe del paese. Allo stesso tempo, c'è una forte scena artistica e musicale ed è anche una roccaforte di Antifa Germany. Sono questi contrasti che trovo interessanti e, anche se inconsciamente, sono temi a cui ritorno ciclicamente nei miei lavori.

Ci sono altre città in cui hai vissuto che hanno influenzato la tua creatività?
Londra ha avuto un impatto molto forte su di me come persona e come creativo, quasi quanto Amburgo. Mi sono trasferito lì quando avevo 18 anni e ci ho vissuto fino ai 26, quindi ho passato praticamente tutti gli anni più formativi della mia vita in quella città. Sebbene Amburgo non fosse un piccolo villaggio, è stato comunque fondamentale trasferirsi a Londra e conoscere una vera metropoli. A Londra puoi trovare tutto ciò che desideri, dalla moda alla musica, dall’arte alle feste; tutto è a portata di mano, in qualsiasi iterazione tu possa desiderare. Però, lavorare in questa città, specialmente nella moda, è molto costoso. Io ero determinato a rimanere lì e farcela, quindi ho sempre lavorato anche mentre frequentavo l’università, un’esperienza che mi ha insegnato a essere determinato, nonostante tutto.

intervista moda rebel label Gerrit Jacob

Quali tecniche e che tipo di materiali utilizzi per le tue creazioni? Quanto è rilevante l'aspetto artigianale di un progetto durante la creazione dei tuoi prodotti?
Il processo e le tecniche che ho scelto di utilizzare per il mio progetto personale sono una produzione artigianale e l'aerografia su pelle. In particolare, l’aerografia è sempre stata un mio grande interesse, ma non avevo mai provato a utilizzarla essendo veramente difficile—è estremamente complesso saper controllare le linee e mixare i colori. Poi, quando è arrivato il momento di creare la mia collezione finale per il mio corso di laurea, ho finalmente avuto abbastanza soldi per pagare qualcuno perché tramutasse le mie illustrazioni in aerografie al livello di qualità che immaginavo. Conversare con l'artista e vederlo lavorare mi ha insegnato molto su questa tecnica, dal come si fa una linea perfetta alla miscelazione dei colori. Ora mi sento appena arrivato a un livello in cui non mi dispiace mostrare i miei lavori alle persone. Fortunatamente, quando lavori con la pelle, puoi sempre rimuovere strati di vernice e ricominciare il disegno da capo.

La nuova generazione di designer ha la responsabilità di parlare apertamente della crisi climatica e di escogitare alternative a un fashion system inquinante. Quali sono le principali sfide che stai affrontando in termini di sostenibilità?
Una volta che hai un'azienda tua, ti rendi conto subito del motivo per cui molte realtà non implementano processi o adottano materiali sostenibili: perché costa tanto. Se è già difficile portare avanti un marchio che sia visivamente impattante, lo è ancora di più quando intendi fondarlo su valori e processi ecosostenibili. C’è una maggiore pressione finanziaria quando utilizzi materiali riciclati e non è sempre facile da gestire.

intervista moda rebel label Gerrit Jacob

Se dovessi scegliere tre designer con cui cenare stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li porteresti?
Il primo che mi viene in mente è Philipp Plein, sono ossessionato dalla sua presenza sui social media e sarei curioso di capire dove andrebbero a parare le nostre conversazioni a cena. Manfred Thierry Mugler sembrava un tipo a cui davvero non fregava niente delle regole, quindi penso che sarebbe anche lui un'ottima aggiunta alla compagnia. Infine Mary-Kate e Ashley (possiamo contarle come una sola ospite?). Credo che li porterei in qualche posto chic di Los Angeles tipo Nobu o qualcosa del genere e solo se pagano loro, ovviamente.

Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo marchio in futuro?
Qualcosa di più grande, di migliore. Un marchio ancora più dinamico e dall’estetica ancora più forte.

intervista moda rebel label Gerrit Jacob
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Crediti

Testo: Giorgia Imbrenda
Immagini per gentile concessione dell’ufficio stampa Gerrit Jacob

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