Il più grande archivio di riviste del mondo rischia di chiudere, e ha bisogno del tuo aiuto

James Hyman ha un’ossessione: collezionare, conservare e custodire il maggior numero di magazine possibili. Ma ora il suo progetto rischia di dover chiudere i battenti.

di Carolina Davalli
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05 ottobre 2020, 9:13am

Se sei un amante della carta stampata, difficile tu non conosca HYMAG, cioè The Hyman Archive. Si tratta dell’archivio privato di magazine più grande del mondo, considerato una specie di Eden sulla Terra (o “Purgatorio della stampa,” come l’ha definito il New York Times), per quanto riguarda l’editoria tutta e, in particolare, le riviste. Perché se il fondatore dell’archivio James Hyman ha un’ossessione, è proprio quella di collezionare, conservare e custodire il maggior numero di magazine possibili; veri e propri documenti della nostra storia e parte integrante della nostra cultura visuale, di cui ne sono assoluti e indiscussi protagonisti.

Oltre alle “classiche” riviste di moda, sport, musica, tecnologia, arte e fotografia, la collezione vanta un numero indefinibile di pubblicazioni di nicchia, zine underground e ritagli di giornali. Insomma, tutto ciò che ha segnato un momento all’interno della cultura pop ha il diritto di far parte di HYMAG, il cui intento utopico è quello di raccogliere e catalogare tutto ciò che ha prodotto la cultura visuale di interi decenni in un solo, incredibile luogo.

"La mia vita professionale ha avuto inizio nel 1988, quando sono stato preso come sceneggiatore del neonato MTV Europa. Dovevo pensare a parole scintillanti e ammalianti per i VJ, contenuti che sconvolgessero il pubblico, che lo divertissero e in qualche modo dovevo riuscire a soddisfare un’audience immensa ed eterogenea. E dove trovare la miglior fonte di informazioni? Nelle riviste, ovviamente! Nell’era pre-Internet, le milioni di pubblicazioni che si trovavano in edicola e nelle librerie erano il nostro Google. Eppure, anche se sapevo che la maggior parte della stampa contemporanea sarebbe stata dimenticata, sapevo che avrei dovuto salvarla."

HYMAG è dunque un vero e proprio locus amoenus fatto di carta, capace di instillare la sindrome di Stendhal anche a chi un libro o un magazine non l’ha proprio mai aperto, inserendo i visitatori in un horror vacui di 150.000 numeri di magazine e ponendosi al centro dell’universo della ricerca sulla cultura visuale moderna. Se Google fosse un luogo, probabilmente somiglierebbe moltissimo all’hangar di HYMAG, dove sono contenuti numeri rari e introvabili altrove (neanche su Internet, appunto), al punto che alcune delle maggiori istituzioni e biblioteche non ne possiedono una copia.

“Trent’anni nel business dei media (scrivendo e producendo per MTV e la BBC; lavorando nella musica, nel cinema e nella stampa) mi hanno aiutato a vincere il Guinness World Record per il fatto di possedere ‘la più vasta collezione di magazine nel mondo’. Ho ammassato quello che è stato chiamato un ‘walk-in Google’, che ora conserva più di 150.000 numeri di magazine il cui numero cresce del 30% ogni anno. È assolutamente unico nel suo genere: più del 55% dei titoli che abbiamo non sono presenti alla British Library.”

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Fotografia di Doug Rimington

Purtroppo però questo prezioso luogo rientra nella triste lista dei business e spazi culturali che hanno maggiormente sofferto le conseguenze del Covid-19, trovandosi in estrema difficoltà a gestire senza sostegni pubblici uno spazio e dei materiali che hanno bisogno di estrema cura, attenzione e condizioni speciali per non deteriorarsi. Senza fondi o supporti statali che sorreggano fondazioni di questo tipo, HYMAG (come molti altri enti) si è trovato a dover dare inizio ad un crowdfunding con l’intento di preservare l’inestimabile contenuto che siede tra le proprie mura.

I fondi raccolti dal crowdfunding verranno infatti utilizzati in primis per continuare a conservare, archiviare e catalogare le 150.000+ riviste, la collezione di ritagli di giornale di Edda Tasiemka e operazioni amministrative, come quelle di mantenere bassi i costi di fruizione dello spazio per studenti e persone con reddito basso. Ma l’obiettivo non è solo quello di finanziare l’attuale archivio, che ha appunto bisogno di un flusso continuo di donazioni per ampliare e sostenere il proprio funzionamento, ma anche quello di permettere a James Hyman e al suo team di raggiungere un altro sogno che accompagna il collezionista da molto tempo: quello di digitalizzare completamente ogni singola pagina all’interno di HYMAG.

Il più grande archivio di riviste del mondo rischia di chiudere, e ha bisogno del tuo aiuto

Il progetto verterebbe verso la creazione di una specie di social media dei magazine, in cui gli utenti avranno la possibilità di ricercare immagini, testi e pubblicità secondo delle nuove e migliorate formule di ricerca. Attraverso l’iscrizione alla piattaforma, verranno tutelate tutte le immagini e si riuscirà ad assicurarsi il pagamento di royalty e copyright. Tipo un Pinterest della moda, ma molto, molto meglio.

“Il nostro prossimo step è quello di costruire una piattaforma digitale che funzioni con un tipo di ricerca sofisticata e potenti tool analitici. Chiamatela una ‘Spotify per riviste’ che funzioni con un sistema di iscrizione, che rispetti il copyright e si assicuri che tutti gli utenti paghino le royalties a chi offre le immagini. AI e tecnologia possono ora essere utilizzate per taggare e connettere contenuti, rendendo più facile l’accesso a qualsiasi immagine, articolo, illustrazione e pubblicità all’interno dell’archivio. Ho speso parecchi anni lavorando molto vicino all’industria per assicurarmi di avere le licenze per farlo, così che queste risorsa possa diventare un mezzo essenziale sia per l’Accademia che per le industrie creative stesse.”

Dunque, se sei un amante dei magazine, un appassionato di moda (o di i-D!) e se puoi, ti chiediamo di donare QUI, e sostenere uno spazio che non solo raccoglie documenti preziosi, ma che sopratutto racchiude anche un pezzo della nostra storia.

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Fotografia di Doug Rimington
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Fotografia di Doug Rimington

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Crediti

Testo di Carolina Davalli
Immagini su gentile concessione di HYMAG

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