Quattro personaggi per celebrare la bellezza e la gioia delle storie trans

Le narrazioni trans di violenze e ingiustizie sono importanti, ma sono solo una parte di una realtà molto più sfaccettata.

di Benedetta Pini
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17 settembre 2020, 10:01am

“Chi saresti, se potessi essere una delle versioni immaginarie di te stess*?” Se nessuno ti ha mai fatto questa domanda, ed è arrivato il momento di affrontarla. Anche la persona più razionale del mondo—del tipo Toro, Ascendente Capricorno e Luna in Vergine—non è esente da viaggi immaginari, fantasticherie e scenari irreali, più o meno folli che siano. Immaginando la tendenza all’escapismo come una linea retta, a un estremo troveremmo chi decide di reprimere le proprie fantasie, non illudersi neanche per un secondo, rimanere con i piedi belli piantati per terra e stare al sicuro nella propria comfort zone; dall’altra parte, invece, c’è chi decide di lanciarsi nelle sue fantasie e viversele fino in fondo, poi chissà. Per farlo ci vuole coraggio, certo, e forse un pizzico di incoscienza, ma a fare la differenza è la fortuna di vivere all’interno di una comunità che ci permetta davvero di essere chiunque vogliamo, anche solo per una notte. Perché il tuo vero io potrebbe emergere proprio dalle profondità di una di quelle fantasie.

She, il progetto fotografico diretto da Haneem Christian, è proprio questo: una storia sui modi in cui le persone queer e trans esplorano le proprie fantasie, in piena libertà. “Stiamo creando il nostro mondo all'interno di questo mondo, un mondo in cui sentirci liber* di cambiare forma, dove la natura della nostra stranezza sia celebrata e la fluidità illimitata,” afferma Haneem. Perché, in questo mondo, lo spazio per le persone queer, trans e non binarie è del tutto assente, oppure è relegato a narrazioni di violenze ed ingiustizie. “Queste storie sono necessarie e importanti, ma non è l'intera storia. Le donne trans e queer non sono solo il loro dolore. Sono gioia, bellezza, avanguardia e molto altro ancora,” spiega Haneem. E infatti She affonda le radici nella più pura celebrazione, per restituire una narrazione sincera della gioia e della poliedrica eccellenza che esiste nell'esperienza delle donne trans.

Il soggetto è la sorella di Haneem, River (aka River Moon), un’artista queer e trans di cui viene celebrata la multidimensionalità, la libertà di incarnare qualsiasi versione di se stessa, senza aspettative né giudizi. “Questo progetto va al di là del confine che separa le fantasie escapiste e la realtà di una ragazza trans nell'era dei social media, in cui sei visibile e invisibile allo stesso tempo,” aggiunge River Moon. Si tratta di esplorare l’io che esiste nelle fantasie di se stessa e portarlo in vita. Ogni "personaggio" nasce infatti dall'immaginazione di River, che da donna trans ha raramente avuto lo spazio per esistere come la persona che semplicemente sa di essere. E se questo mondo non è sicuro per lei, allora ha creato insieme alla sorella un mondo altro, in cui sentirsi completamente libere.

The Bride

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Il primo personaggio è la Sposa. Dialoga con i valori tradizionali associati alla femminilità (il matrimonio, il vestito bianco, l'accomodanza, la dolcezza), mettendoli in discussione, decostruendoli, persino ribaltandoli. I peli sul viso di River Moon sono presenti ma corti, quindi restituiscono una versione di se stessa che è più accettabile da un punto di vista cis, giocando con le aspettative di come che le donne dovrebbero apparire.

Barbie Dreams

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Il secondo personaggio è la Barbie. Incarna quella figura della zia (o amica della mamma) ricca, tosta, emancipata e impenitente. È una manifestazione del sé di River senza paura, che rivendica giustamente il proprio spazio nel mondo.

Madam

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Questa fotografia è stata scattata fuori da un hotel nella zona in cui vive Haneem, chiamato Grassy Park, noto per essere il luogo in cui le prostitute trans portano i clienti. Questo personaggio vuole essere un omaggio a tutte le sex worker trans.

Prom

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L’ultimo e quarto contesto è il Prom, insieme alle artiste Angel-Ho e Queezy, che sono state come delle madri per River Moon nel suo viaggio alla scoperta di sé. Insieme, formano un trio inarrestabile, e lo si evince immediatamente dai loro sguardi. Questa parte del progetto rende omaggio alle persone che sono venute prima di noi e hanno lottato per dare spazio alle generazioni successive alla loro, creano una comunità in Sudafrica per ragazz* queer e trans black e brown. Il Prom è anche un momento simbolico di passaggio, come appunto la laurea, in cui River Moon è veramente sbocciata nel suo vero sé. È il "coming out" ufficiale di River come trans.

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Direzione creativa di Haneem Christian e River Moon in collaborazione con Queezy e Angel-ho
Trucco di Esethu Khambule (Bride, Barbie, Prom) e Melissa Ngcobo (Madam)
Assistente alla fotografia di Waseem Noordien

Un altro progetto che vuole riscrivere la narrazione queer e trans:

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