Mascherine ecosostenibili, fighe e prodotte in Italia: quali sono e dove comprarle

Chi ha detto che le mascherine debbano fare esteticamente schifo e inquinare?

di Carolina Davalli e Giorgia Imbrenda
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30 aprile 2020, 8:31am

Premettendo il fatto che nulla, a livello di efficacia e sicurezza, può sostituire le mascherine chirurgiche e quelle FFP2—le prime consigliate per ostacolare la trasmissione da parte di chi le indossa, le seconde invece adatte a chi non può sottrarsi al contatto con il pubblico in ambienti chiusi—esiste comunque una terra di mezzo per chi si vive situazioni meno peculiari. Ed è in quella terra di mezzo che viviamo tutti noi.

Dal 17 marzo in avanti, infatti, per prevenire la diffusione del virus e limitare i contagi, il Decreto-Legge emesso dal Governo in tale data impone a tutti i cittadini italiani di indossare mascherine oppure foulard, sciarpe e fazzoletti davanti al viso ogni qual volta si uscirà di casa. Anche per fare la spesa, portare il cane a passeggio, andare in farmacia e via dicendo. E, dal 4 maggio in avanti, anche per andare in bici, correre all'aperto e raggiungere i già memificati "affetti stabili."

Queste sono tutte situazioni in cui il contatto con gli altri è minimo, e la necessità di indossare la mascherina si limita al non far trapelare le proprie particelle di saliva verso l'ambiente esterno, creando una barriera la cui protezione è proporzionale allo spessore del tessuto o membrana utilizzata. Situazioni per cui le mascherine chirurgiche usa e getta potrebbero andare benissimo, non fosse per il fatto che inquinano moltissimo e sono esteticamente brutte.

Cercando di sopperire al bisogno di dispositivi per situazioni "a rischio minimo," che non siano però usa e getta (e che quindi non vadano ad ammassarsi in discariche e oceani, come già sta accadendo) alcuni brand italiani si sono dati da fare per creare mascherine fatte per durare, che possano essere sterilizzate più e più volte, ma che siano anche belle (o quantomeno non orribili).

Ecco a voi la nostra selezione di mascherine ecosostenibili, fighe e prodotte in Italia. Ora non vi resta che comprarle.

1 - Reimiro x Vitelli

Interamente progettata e prodotta dal brand di maglieria Vitelli, la mascherina Reimiro è un'alternativa molto più che valida sia alle mascherine chirurgiche, sia a quei tessuti che approssimativamente poniamo di fronte al nostro volto, e che finiscono per spostarsi continuamente e lasciarci talvolta scoperti. La mascherina Reimiro è totalmente prodotta da filati di scarto italiani 100% upcycled o eco-certificati, raccolti dai maglifici del Veneto, e utilizzati fino all'ultima rocca per produrre questo oggetto, esteticamente ispirato dagli ornamenti utilizzati dalla popolazione Rapa Nui dell'Isola di Pasqua. È lavabile e sterilizzabile, disponibile in 4 taglie e, una volta acquistata, Reimiro viene spedita in un packaging completamente riciclato in cui vengono offerti anche 5 filtri monouso del tipo OEKO-TEX, da applicare all'interno su discrezione di chi le indossa.

2 - PETTI

PETTI Artigiani Italiani è un'azienda specializzata nella produzione di biancheria e tessuti per la casa, totalmente prodotti in Italia e progettati con un'attenzione particolare al mondo dell'artigianato e ai suoi equilibri interni. Così Petti riesce ad offrire prodotti di altissima qualità, sostenibili sia dal punto di vista delle tecniche che dal punto di vista della manualità, entrambi capisaldi della loro azienda e produzione. Con l'avvento della pandemia da coronavirus, PETTI ha offerto una linea di mascherine in cotone, lavabili, riutilizzabili, idrorepellenti, traspiranti ed anallergiche. Sono formate da 3 strati, il primo in cotone per non fare irritare la pelle, il secondo in TNT che trattiene le polveri e gli eventuali agenti patogeni, il terzo in felpa che garantisce la lunga durata del prodotto. Il sito offre anche mascherine complete, ossia la tipologia certificata KN95-FFP2, che rimangono però un'alternativa monouso.

3 - Sartoria ISMARA

La Sartoria ISMARA è una realtà indipendente che si destreggia tra la sartoria artigianale e la produzione in serie, mantenendo sempre un'attenzione costante rispetto ad ogni passaggio dei propri progetti. Il team utilizza prevalentemente fibre e tessuti naturali ed upcycled, per ridurre il proprio impatto ambientale, e presentano anche una loro linea biologica certificata. Come altri brand, così anche al Sartoria ha deciso di indirizzarsi verso la produzione di mascherine riutilizzabili, progettate con una tasca per poter eventualmente inserire un ulteriore filtro, e vendute a coppie perché, come afferma il sito "quando se ne usa una, si lava l’altra." Le mascherine sono anche disponibili in una varietà di tessuti, dal lino alla lana al cotone, in un'unica misura regolabile attraverso gli appositi lacci.

4- Talking Hands

Talking Hands è un laboratorio permanente di design e innovazione sociale. Un hub democratico di creatività, dove il design risponde ai bisogni reali dei partecipanti e della comunità di studenti, attivisti, insegnanti, artisti e singoli cittadini, che con il tempo si è radunata attorno a questo progetto. Nato nel 2016, Talking Hands lavora all'insegna dell'inclusione sociale e il 50% dei profitti ottenuti dalla vendita dei loro progetti va ai ragazzi che partecipano alle attività dell’atelier, mentre il restante viene messo in una cassa comune e serve all’acquisto di materiali per i laboratori. Così, anche Talking Hands ha offerto una serie di dispositivi, dai kit per prodursi mascherine in casa alle mascherine da loro confezionate, composte da tre strati filtranti, e disponibili su richiesta attraverso la loro piattaforma Instagram.

5 - MaskItalia

MaskItalia è un progetto istituito da Sungal srl, azienda italiana che progetta e realizza costumi da bagno, per affrontare il problema dello spreco di mascherine. Convertendo la loro produzione per far fronte all’emergenza, l'azienda ha avviato la produzione di mascherine in vari materiali, da quelle in lycra a quelle in cui è presente un ulteriore filtro TNT, in modo tale da poter offrire una maggiore protezione. Disponibili in una varietà di colori, al momento dell'acquisto sarà possibile scegliere per quale Ente o Istituto donare il 10% del prezzo totale, sostenendo così il Dipartimento della Protezione Civile, ASST Ospedale di Cremona, ASST Ospedale di Crema, Ospedale "Infermi" di Rimini oppure la Fondazione Banco Alimentare Onlus.

6 - Simona Corsellini

Anche il marchio glam Simona Corsellini ha dato avvio alla produzione di mascherine alla moda, realizzate in Italia con tessuti 100% naturali. Lavabili, riutilizzabili e anche custom, con la possibilità per esempio di brandizzarle con il logo dell'azienda che le acquista oppure con le iniziali dei privati che decidono di comprarle. Le mascherine sono acquistabili in pacchetti da cinque, vendute all'interno di un apposito box in tessuto naturale, per trasportarle senza che entrino in contatto con altre superfici. Ogni acquisto effettuato online verrà in parte devoluto alla Fondazione Sant’Orsola di Bologna, città della designer, a supporto dei medici e dei paramedici del Policlinico.

7 - Drop Mask

Drop Mask è un progetto nato a Ragusa e sviluppato dalla Cappello Group, con l'intenzione di abbattere l'impatto ambientale e i costi economici che comportano l'acquisto di molteplici mascherine. Questo dispositivo, realizzato in gomma termoplastica anallergica, presenta un filtro di protezione simile a quello delle mascherine FFP2 e infatti saranno prodotte anche per utilizzo medico. L’azienda ha già depositato il brevetto europeo per poi mettere in produzione questo prodotto, totalmente Made in Italy ed ecosostenibile, con una capillarità che permetterà di produrre alcune migliaia di pezzi al giorno, per poi continuare a crescere. La Drop Mask sarà disponibile per l'acquisto qui dalla fine di maggio.


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