Fotografia © 2018 Juergen Teller, All rights reserved. Demelza Kids No.9, 2018

juergen teller: "non mi interessa la fotografia, mi interessano le emozioni"

Il suo ultimo lavoro, "Demelza Kids", è la miglior dimostrazione possibile di ciò.

di Ryan White
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12 aprile 2019, 10:09am

Fotografia © 2018 Juergen Teller, All rights reserved. Demelza Kids No.9, 2018

Juergen Teller si trova nel mezzo di un grande spazio espositivo nella casa d'aste Bonhams. Indossa un cappello giallo fluo e una giacca arancione, in perfetta simbiosi con la combinazione di colori della stanza. "All'inizio le pareti erano blu scuro, con le luci posizionate sopra le immagini," dice Juergen, gesticolando a destra e a manca. "Invece io ho voluto quattro sfondi di colore diverso. Mi piaceva l'idea di una stanza per bambini, perché trasmette sempre vibrazioni positive. La tematica che trattano queste immagini non è certo positiva, quindi ho pensato sarebbe stato interessante creare un contrasto."

La mostra si chiama Demelza Kids e comprende alcuni dei lavori tratti dall'omonima serie, scattata nell'arco di tre mesi in due strutture ospedaliere per bambini affetti da malattie terminali, con l'intento di sensibilizzare il pubblico e raccogliere donazioni per il Demelza Hospice Care for Children. Nessuna delle immagini è in vendita, ci dice chiaro e tondo Juergen. E quando sei nello spazio, questa decisione ha perfettamente senso. Nel complesso, la mostra cattura l'ampio spettro di emozioni provate da un bambino che ha bisogno di cure a tempo pieno. Alcuni momenti sono pieni di gioia e dinamismo, altri parlano invece di quiete e riposo forzato. "È la prima volta che uso cornici di colori diversi," ci dice. Questo tocco aggiunge un ulteriore strato di profondità alla mostra, diminuendo in qualche caso la durezza degli sfondi ospedalieri, e mitigando in altri l'assenza di uno spazio espositivo vero e proprio.

juergen teller
Demelza Kids No.8, 2018

La struttura di Demelza è entrata in contatto con Juergen l'anno scorso. "Mi hanno semplicemente chiesto via e-mail se fossi interessato al progetto", ricorda spostandosi da una foto all'altra. "Ho pensato che fosse un'idea interessante. Ho suggerito di incontrarci e ci ho pensato su davvero a lungo. Sai, le conseguenze di un lavoro come questo sono molteplici, indipendentemente dal fatto che ad alcuni potrebbe sembrare opportunistico. Ma poi ho capito: potevo fare del bene, potevo aiutare qualcuno. E quindi l'ho fatto."

Cercando di non essere invadente, ma allo stesso tempo di comprendere le complesse storie dei soggetti e delle loro famiglie, Juergen si è concentrato sul trovare un equilibrio tra l'essere invisibile e presente all'interno delle due strutture. "È impossibile non essere lì," dice. "Non volevo solo essere una mosca sul muro e fare un reportage. In qualche modo devi far sentire che ci sei, capisci? Ciò significa essere sensibili verso i genitori, capire quando puoi stare lì con loro e quando invece devi andartene perché hanno bisogno di intimità e privacy."

juergen teller
Demelza Kids No.33, 2018

"Siamo così infastiditi, perdiamo la pazienza per qualunque cosa. Basta un taxi in ritardo e impazziamo, insultando chiunque gratuitamente. Ma in quei luoghi ho potuto toccare con mano la pazienza e l'amore che i genitori danno ai loro figli ed è stato commovente."

Non molto tempo dopo aver iniziato il progetto, Juergen ha deciso di cambiare approccio, mettendo via la sua Reflex e scattando invece con il suo iPhone. "Ho capito che la macchina fotografica non era lo strumento giusto, così ho tirato fuori il mio cellulare, pensando che avrebbe avuto più senso. Così era un po' come se un parente venisse a trovarti e facesse una foto ricordo. Ho dimestichezza con l'iPhone a livello fotografico, so cosa ti permette di fare e cosa no, ma non volevo essere invadente. In questo modo ho ottenuto risultati ancora miglior: certe luci, alcuni scenari, questi colori e determinate sfumature risaltano ancora di più con l'iPhone."

Juergen è uno dei pochi fotografi iconici che dopo aver raggiunto la notorietà negli anni '90 ha saputo abbracciare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie. "Molte delle mie fotografie sono scattate con un iPhone. Mi piace molto. Trovo, e ho sempre trovato, che più sono flessibile con i miei strumenti, meglio è per il mio lavoro."

juergen teller
Demelza Kids No.20, 2018

Non lo vede come un limite, anzi, riesce a intuirne la versatilità. Per lui un cellulare è uno strumento di liberazione. "Ho studiato fotografia a Monaco dal 1984 al 1986. Lì ho imparato a lavorare con macchine fotografiche professionali, treppiedi, luci e tutto il resto. Ma per me era troppo. Io voglio solo uno strumento che mi permetta di esprimere i miei sentimenti. Anche le fotocamere di medio formato non mi soddisfano. Diciamocela tutta: a me non interessa la fotografia, mi interessa come posso esprimere le mie idee e i miei sentimenti. Questo è solo uno strumento come un altro," conclude indicando la mia macchina fotografica.

Nel 2018, Juergen e i-D hanno chiesto a 20 bambini di scattare fotografie che riflettessero le loro vite dopo che l'incendio della Grenfell Tower. Il progetto che ne risultò è stato pubblicato nel numero di i-D The Radical Issue, ed è uno studio toccante sugli effetti di una delle più grandi tragedie di Londra. "Volevo dare a tutti questi ragazzi la stessa opportunità, così ho contattato Apple e ho spiegato loro l'idea. Ci hanno dato gratuitamente i telefoni, quindi tutti hanno avuto la stessa opportunità di raccontare una storia, qualunque fosse."

juergen teller
Demelza Kids No.12, 2018
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Demelza Kids No.2, 2018
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Demelza Kids No.6, 2018
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Demelza Kids No.15, 2018
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Demelza Kids No.6, 2018

'Demelza Kids' di Juergen Teller sarà esposto presso Bonhams a Londra, New Bond Street, dal 10 al 16 aprile 2019.

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Crediti


Fotografia © 2018 Juergen Teller, tutti i diritti riservati

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK

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