Fotografia di Fuminori Homma

questo film potrebbe essere il nuovo "trainspotting", ma forse è ancora meglio

C'è la Scozia, ci sono gli anni '90, un sacco di droghe, ma anche un briciolo di speranza nel futuro.

di Douglas Greenwood; traduzione di Gaia Caccianiga
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22 maggio 2019, 2:23pm

Fotografia di Fuminori Homma

Esattamente come due adolescenti qualunque, i due protagonisti del film Beats mi stanno raccontando vecchie storie di feste finite male e ridono a crepapelle ricordando assurdi episodi risalenti agli anni del liceo.

"C'era una ragazza che è rimasta a casa da sola quando i genitori sono andati in vacanza per una settimana," dice Cristian Ortega sorridendo. "Un po' di gente praticamente ha vissuto lì da lei per quattro o cinque giorni, la casa era un casino. Finestre distrutte, di tutto. È diventata una specie di tana in cui tutti portavano altri amici."

"Mi ricordo..." Lorn Macdonald si intromette così nel racconto, incalzando il suo co-protagonista. "Mio fratello ha fatto una festa quando ero più piccolo, e qualcuno ha rubato tutti i nostri DVD. Non le copertine, solo i dischi all'interno! E avevamo questo bellissimo golden retriever, ora su internet girano un sacco di video in cui gli amici di mio fratello maggiore, sai, [fingevano di montarla, NdA], mentre lei semplicemente se ne stava seduta lì, indisturbata dalla cosa. Sono tutti su YouTube," dice scuotendo la testa. "Li ho rivisti poco tempo fa."

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Da adolescenti abbiamo tutti fatto cose stupide, ma al tempo stesso necessarie e formative. È in quegli anni che troviamo il nostro posto nel mondo, esplorandolo senza pensare alle conseguenze. Aver vissuto in prima persona quella libertà assoluta, assaporandola senza riserve, è ciò che rende il film Beats, diretto da Brian Welsh un'eccellente prodotto culturale.

Ambientato nella periferia scozzese a metà degli anni '90, racconta la storia di due 15enni, il brillante, seppur timido Johnno (interpretato da Cristian) e il suo scheletrico miglior amico, Spanner, (interpretato da Lorn). Il loro improbabile rapporto sfocia in caos totale quando la benestante famiglia di Johnno decide di trasferirsi alla ricerca di un futuro migliore. In un ultimo tentativo di consolidare la loro amicizia per sempre, i due vanno a un rave illegale e decidono di drogarsi per la prima volta nella loro vita. Quello che cercano è la libertà, ma il percorso è un po' più frastagliato di quanto preventivato.

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Esplorando la società capitalista, la scena underground anni '90 e narrando una platonica storia d'amore tra due migliori amici, Beats cattura le sfumature della cultura giovanile scozzese in un modo che la maggior parte dei film non riesce a fare. Quel singolare patriottismo autoironico che ogni giovane scozzese possiede ("Noi festeggiamo il fatto di essere sempre perdenti!" dice a un certo punto Lorn tutto sorridente) può essere difficile da definire, ma scegliendo due ragazzi che erano già amici e chiedendo loro di rivivere la loro adolescenza sullo schermo, il risultato è molto realistico, non sembra una messa in scena. "Praticamente è come barare!" ride Cristian, raccontando la storia di come i due siano stati coinvolti nel film.

All'inizio del casting per Beats, Lorn si è presentato per il ruolo di Johnno, colpendo molto il regista "per il mio atteggiamento e senso dell'umorismo", mi spiega Lorn stesso. Ma quando fu invitato di nuovo ai provini una settimana dopo, pensava che non lo avrebbero mai preso. Invece, Brian decise che sarebbe stato più adatto all'anima ruvida ed estroversa di Spanner.

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Prima di conoscere Cristian e Lorn, il regista aveva un'idea un po' diversa: non aveva pensato di scritturare due attori che fossero già amici nella vita reale. Avrebbe preferito costruire da zero quel legame, assicurandosi che crescesse come preventivato. "Ma le cose non sono andate così," dice Lorn. "Cristian stava recitando in [la versione teatrale di] Lasciami Entrare a Houston quando ho detto a Brian che avevo un amico perfetto per questa parte."

"Ci siamo incontrati quando Lorn era al suo ultimo mese di scuola di recitazione," sorride Cristian, parlando dell’inaspettata amicizia nata tra le quinte del Royal Conservatoire of Scotland di Glasgow (tra i cui alunni figurano nomi come Richard Madden e James McAvoy). "Abbiamo iniziato a uscire, abbiamo capito che andavamo d’accordo e siamo diventati amici." E così, da tre anni a questa parte sono inseparabili. "Continuavo a mandare self-tape su self-tape da Houston, mancava una settimana al mio ritorno," dice Cristian. Le riprese di Beats sarebbero iniziate poco meno di un mese dopo. Così dal Texas si è precipitato in Scozia "con un jet-lag da paura", ma ne è valsa la pena.

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E così, le vicende di due ragazzi adolescenti quasi adulti vengono recitate sul grande schermo da due scozzesi che hanno vissuto realmente insieme queste esperienze. Durante le prove, Cristian è andato a stare nell'appartamento di Lorn e hanno studiato il copione insieme mentre giocavano a vecchi videogiochi per immedesimarsi nell'epoca del film. "Prima di iniziare le riprese siamo andati da Subby [il soprannome del Sub Club, leggendario locale di musica elettronica di Glasgow] perché siamo sempre andati lì da ragazzini," dice Cristian. "Quello che è veramente forte a Glasgow sono gli after: magazzini abbandonati con graffiti sui muri. Mi resi conto che era molto che non ci andavo," sorride. "Avendo già vissuto a Glasgow per un po', era una ricerca che avevamo già fatto."

"Durante l'audizione Brian mi stava parlando di questo tipo di cose, perché ovviamente devi avere un qualche tipo di esperienza prima di girare scene simili," aggiunge Lorn, annuendo in accordo. Si riferiscono alla scena clou del film: un mix vertiginoso di immagini allucinogene, strobo incessanti e un set di DJ Twitch dell’Optimo, corpi sudati e smascellamenti. Sarebbe stato impossibile replicarle quell'effetto di estasi e spaesamento senza averlo vissuto in primo piano. C'è un momento in particolare—una delle poche scene che non è stata scritta nella sceneggiatura—che cattura tutto ciò alla perfezione: Johnno e Spanner si fanno largo nella folla, le pillole iniziano a fare effetto e Spanner afferra il suo migliore amico per le guance e gli dà un bacio a stampo; un gesto d’affetto disinibito e gioioso. "Siamo onesti," concorda Lorn, "sebbene realistico, non sarebbe stato lo stesso se non avessimo vissuto quelle notti realmente. Avendolo fatto nella nostra giovinezza e poi insieme a vent’anni, questo ha reso più genuine quelle scene."

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È facile dipingere la Scozia come un posto deprimente, ma Beats sembra tenersi alla larga dal cliché. I primi paragoni con Trainspotting, sebbene lusinghieri, non funzionano fino in fondo, considerando che il filo conduttore di questa storia di formazione è positivo e open minded. "Una celebrazione della Scozia," la definisce Lorn. C'è anche il modo unico in cui parla della droga, lontano dalle trame drammatiche e dalle overdose di Skins, che sentono il bisogno di bilanciare la loro trama nichilista con finali che ti fanno pensare: "Non provatelo a casa, ragazzi!”. “Ci sono i film da fattoni in cui i personaggi si infilano in qualche casino perché sono sempre fattissimi, ma un film del genere non finisce mai con qualcuno che dice ‘Non fumeremo mai più'," dice Lorn per quanto riguarda il doppio standard tra film che sembrano "glorificare" la cultura della droga. "Non succede la stessa cosa in [film] in cui qualcuno prende la sua prima pillola. È una cosa spaventosa e succedono tragedie, questo è orribile, ma è ridicolo pensare che ci sia solo del negativo. Il film celebra l’unione tra persone, non le droghe."

Questo è Beats: un momento cinematografico di unità in cui tutti quelli che hanno avuto un migliore amico da cui si sono lentamente allontanati potranno rivedersi. Sembra un ricordo delle nostre adolescenze: quando bussavi alla porta del tuo migliore amico per vedere se era a casa, aspettando di sentire la tua canzone preferita alla radio perché Spotify non esisteva ancora. Un momento, come dice Lorn, "in cui tutto sembrava un po' più prezioso." Beats, senza stucchevole nostalgia, aiuta a tenere questo ricordo in vita.

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Se vuoi sapere di più sui famosi after di Glasgow di cui Lorn e Cristian parlano, ecco qui:

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK