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la solitudine fa più male alla salute di 15 sigarette al giorno

E i giovani di oggi si sentono molto, molto più soli delle generazioni precedenti.

di Jack Sunnucks
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03 maggio 2018, 10:56am

Screenshot via Youtube

Una notizia decisamente deprimente ma che non sorprende nessuno: un nuovo sondaggio condotto su un campione di 20 mila americani ha rivelato che la solitudine colpisce in modo molto più massiccio le nuove generazioni rispetto a quelle dei nostri genitori e nonni. Con un bel 48, a ottenere il punteggio più alto in questa masochistica gara a chi si sente più solo è la generazione Z (nella quale rientrano le persone che hanno attualmente tra i 18 e i 22 anni). Al secondo posto troviamo invece la fascia degli over 72, il cui punteggio si attesta a 39.

Come se non bastasse, dallo stesso sondaggio è anche saltato fuori che la solitudine avrebbe lo stesso impatto sulla mortalità del fumare 15 sigarette al giorno, perché sentirsi soli aumenta i livelli di stress ed essere stressati aumenta l'insorgenza di patologie croniche. Volete un altro termine di paragone? Sentirsi soli è più pericoloso che essere obesi. Altra cosa interessante: secondo lo studio, l'uso dei social media non aumenterebbe il senso di solitudine, perché il punteggio registrato non subisce cambiamenti significativi tra i giovani fissati con Instagram & Co. e quelli che invece rifuggono le piattaforme online.

È più che legittimo a questo punto chiedersi come i ricercatori siano riusciti a dare un punteggio alla solitudine. Innanzitutto, il sondaggio è stato condotto dalla compagnia assicurativa Cigna, che ha basato i suoi risultati sulla Loneliness Scale (letteralmente, la scala della solitudine) messa a punto dalla UCLA. Ai soggetti è stato chiesto di compilare un questionario e indicare quali tra le emozioni proposte sentivano di aver provato negli ultimi tempi. Tra quelle associate alla solitudine, la generazione Z ha spuntato 10 caselline su 11.

Ora le belle notizie. A far star meglio le persone sarebbero le "interazioni sociali significative," secondo il CEO di Cigna, David Cordani. Cosa questo voglia davvero dire, comunque, resta tutto da capire. Forse dovremmo prendere esempio dai 70enni, perché il 90 percento di loro ha dichiarato di sentirsi "in sintonia con le altre persone." Lo studio indica poi altri strumenti che aiuterebbero a ridurre il senso di solitudine: dormire, passare più tempo con la propria famiglia, fare sport, non lavorare troppo. Tutte cose facilissime da dire e leggermente più difficili da fare. Tutte cose per cui è necessario mollare l'iPhone per più di dieci minuti. Certo, questa ricerca non mette in collegamento l'aumento dei casi di depressione con l'uso dei social media, ma una cosa ci teniamo comunque a dirla: i nostri nonni forse non sanno scrivere un sms, ma almeno non si stanno stressando la vita come noi.

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Questo articolo è originariamente apparso su i-D US.