10 modi in cui terry jones ha rivoluzionato la moda

Terry Jones non è solo il fondatore di i-D, è un genio creativo che ha cambiato l'industria grazie al suo lavoro.

di Declan Higgins
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12 maggio 2017, 2:00pm

Matt Jones

Oggi il fondatore di i-D Terry Jones ha ricevuto la prestigiosa onorificenza MBE, diventando così Membro dell'Impero Britannico grazie ai servigi resi nell'industria della moda. Noi di i-D siamo orgogliosi di questo traguardo e vogliamo brindare in onore dell'uomo che non ha solo creato una delle riviste di moda più iconiche degli ultimi trent'anni, ma che ha cambiato il modo in cui tutti noi consideriamo la moda in quanto affermazione culturale. Volete sapere come? Abbiamo provato a riassumere il suo lavoro in dieci punti per capire meglio come ha rivoluzionato l'industria della moda.

1. Era una leggenda ben prima di fondare i-D…
Terry Jones ha messo sottosopra l'industria della moda molto prima di fotocopiare e rilegare a mano il primo numero di i-D. All'inizio degli anni '70 Terry era infatti il direttore artistico di Vanity Fair, e dal 1972 al 1977 è stato direttore creativo di British Vogue, dove ha oltrepassato i confini della direzione artistica dando vita a copertine uniche, i cui protagonisti erano caramelle gommose, una versione pixelata di Bianca Jagger e beh, l'assenza totale di modelle. Il suo lavoro ha dato un contributo fondamentale nella definizione dell'estetica glam e ribelle di quel decennio. Beatrix Miller, l'allora editor di British Vogue, ricorda di avergli dato il permesso di "infrangere ogni tipo di regola—tra cui quelle di chi poteva o non poteva stare in copertina."

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2. Poi ha iniziato a creare nuove leggende…
Terry stesso ha detto che "i-D è più di una semplice rivista, è un'accademia in cui scopriamo nuovi talenti." E quelle giovani promesse sono diventati davvero talenti. Nel corso degli anni, l'accademia di Terry ha cresciuto fotografi del calibro di Nick Knight, Juergen Teller, Craig McDean, Ellen von Unwerth, Wolfgang Tillmans e Alasdair McLellan, e più recentemente l'ethos e il carattere di Terry hanno aperto la strada a una nuova generazione di grandi fotografi come Harley Weir, Jamie Hawksworth e Tyrone LeBon.

3. E ha messo in copertina modelle sconosciute…
Naomi Campbell e Kate Moss sono entrambe apparse sulla copertina di i-D nel 1993, molto prima di diventare le top model planetarie che conosciamo. Non solo le modelle, ma anche altri artisti, sono stati scelti da Terry prima di raggiungere il successo planetario, come Madonna, Sade, Björk e Mario Testino, che ha fotografato la sua prima cover proprio per i-D nel 1984.

4. Ha inventato le emoji…
Per chi ancora non se ne fosse accorto, il logo di i-D è una faccina che strizza l'occhio al lettore. Terry l'ha creata nel 1980, trasformando le lettere in un occhiolino sorridente. "Mi piaceva molto disegnare loghi, e ovviamente i miei preferiti sono l'emoji di i-D e la sua stella… i-D in effetti dovrebbe essere riconosciuta come la prima "emoji," creata almeno tre anni prima che qualcuno se ne uscisse con questo neologismo nel 1983" ha spiegato Terry Jones nel 2015, anno in cui abbiamo festeggiato il nostro trentacinquesimo compleanno. ;-)

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5. E una cosa chiamata street-style…
Certo, la gente si vestiva per uscire di casa ben prima che i-D nascesse, ma nel 1980 non esisteva ancora la figura dello stylist, figuriamoci frasi come "dall'archivio dello stylist" o "personalizzato dallo stylist," avrebbero potuto significare qualunque cosa. Ma lo stile documentato nei primi numeri di i-D catturava le tribù urbane londinesi, incapsulandone la visione di chi davvero si vestiva così per le strade della capitale. i-D è sempre stata una rivista che vuole celebrare lo stile unico di ognuno, e nell'industria della moda questo punto di vista ha rivoluzionato le regole del gioco.

6. E ha sempre fatto le cose nel modo giusto…
Mentre rivoluzionava l'intera industria, Terry non ha mai smesso di essere un pioniere dell'uguaglianza, dell'accettazione delle diversità e dell'inclusività, valori spesso dimenticati dal settore. i-D ha sempre pubblicizzato enti benefici tra le sue pagine e le sue copertine sono state tra le prime a portare modelle di colore sugli scaffali delle edicole di lusso.

7. Portando un'atteggiamento positivo in un'industria non sempre conosciuta per la sua gentilezza…
Il mantra che Terry ripeteva continuamente al team i-D era "siamo fan, non critici." Voleva che questa fosse l'atmosfera che i lettori respirassero sfogliando la rivista. L'industria della moda spesso è considerata crudele ed estremamente critica, ma Terry ha sempre lottato per dare spazio a ciò che apprezzava, non per criticare ciò che non apprezzava.

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8. E ha dato il primo lavoro all'attuale editor di British Vogue, Edward Enninful!
La carriera di Edward è iniziata come modello per i-D negli anni '80 dopo essere stato notato sulla metro dal leggendario stylist Simon Foxton a soli 16 anni. A 17 era assistente durante gli shooting , a 18 è diventato il più giovane fashion editor di una rivista di moda e l'anno successivo è stato promosso a fashion director, ruolo che ha mantenuto per ben vent'anni.

9. Ha sempre dato spazio alle nuove generazioni…
Terry non ha mai avuto paura di dare una possibilità ai giovani creativi ed è grazie a lui che siamo qui a scrivere questo pezzo oggi. L'attuale editor-in-chief Holly Shackleton ha iniziato la sua carriera proprio come stagista da i-D, insieme a membri del reparto vendite, editorial, video e musica. Tutti abbiamo iniziato così e lo dobbiamo a Terry, perché ha sempre creduto nelle nuove generazioni

10. E infine, cosa più importante di tutte, ha creato i-D…
E per questo gli saremo eternamente grati. Grazie Terry, e congratulazioni per l'onorificenza. Un abbraccio, la famiglia i-D.

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Testo Declan Higgins

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