daria, l'antieroina che ha salvato gli anni '90

Era il 1997 quando su MTV Daria faceva a pezzi maschilismo e sessismo.

di Wendy Syfret; traduzione di Giulia Fornetti
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03 ottobre 2018, 5:00am

La prima puntata di Daria fu trasmessa su MTV circa vent'anni fa, e da quel momento la giovane studentessa dal sarcasmo pungente è diventata una figura di riferimento per il mondo femminile. Daria è stata, forse prima nel suo genere, la dimostrazione che i cliché televisivi potevano essere sovvertiti, oltre che un ottimo motivo per rifiutare l’operazione al laser e portare gli occhiali con orgoglio. Ma soprattutto, Daria Morgendorffer è tra le principali portavoce della lotta alla bro-culture di tutti gli anni '90. Una missione che la studentessa di Lawndale ha portato avanti con coraggio anche una volta iniziato il 21esimo Secolo, conquistando sempre più fan che è probabile neanche fossero nati nel 1997, anno in cui andò in onda la prima puntata.

Ma mettiamo subito le cose in chiaro: questo inno del personaggio femminile più famoso di MTV non è fine a se stesso, perché la lotta all’ignoranza dilagante e al sessismo è davvero uno dei temi centrali dello show. Gli anni '90 sono stati l’epoca d’oro dell’uomo scansafatiche, e nonostante non siano mancati personaggi come Winona Ryder nei panni di Lelaina Pierce, Rachel in Friends che vuole a tutti i costi essere indipendente e Björk che già si batte per la parità dei diritti, tutte le storie di queste donne straordinarie sono state sempre narrate dal punto di vista degli uomini. Per carità, si tratta di belle serie tv, bei film e bei fatti di cronaca, ma tutti raccontano la stessa storia, quella di ragazzi idioti che fanno quello che vogliono, senza un briciolo di dignità, fumano erba da mattina e sera, e nonostante questo la spuntano sempre, anche con le donne.

MTV esplora in quegli anni questo tipo di narrativa con Beavis e Butthead, in cui due adolescenti fan dei Metallica e degli AC/DC non fanno altro che insultarsi, fare giochi pericolosi e picchiarsi per ogni banalissimo motivo. Pur non diventando mai veri e propri eroi, i due ragazzacci vengono comunque acclamati e diventano icone di una generazione. Nati dalla mente di Mike Judge, Beavis e Butthead sono la rappresentazione ultima dell’adolescente maschio tipico della bro-culture: maleducato, idiota, disinteressato e per qualche motivo anche affascinante.

Nonostante tutto, Judge e il suo team di giovani autori non furono del tutto soddisfatti del successo riportato dai due personaggi immaturi e sboccati. In un’intervista con VICE di quest’anno, il produttore capo John Garrett Andrews ricorda quanto Judy McGrath, presidente di MTV, fosse preoccupata che nello show non ci fossero "persone intelligenti, né donne o ragazze." Serviva qualcuno che rimettesse al loro posto quei due disgraziati e che riequilibrasse la rappresentazione tra i generi nel cartone. Fu così che quello stesso team decise di creare l’anti-Beavis and Butthead all’interno dello stesso show e diede così vita a Daria Morgendorffer.

Il personaggio di Daria nasce quindi come figura secondaria, con sembianze e look leggermente diversi a quelli a cui siamo abituati. La "ragazza triste" descritta da Abby Terkuhle, Senior Vice President e Direttore Creativo di MTV, è la "figura femminile intelligente creata per fungere da specchio riflesso" alla sregolatezza dei due piuttosto discutibili fan di metal. Il suo ruolo si delinea piuttosto chiaramente sin dall’inizio. Daria è un personaggio femminile, ma non un oggetto sessuale. Dopo qualche fortunata apparizione con i due adolescenti, Daria Morgendorffer ottiene uno spin-off tutto suo, creato da Glenn Eichler e Susie Lewis, e in poco tempo il suo successo straordinario mette in ombra lo show di partenza. Daria ormai è molto di più che la guida spirituale di due cretini ossessionati dal sesso. È la protagonista di una serie tv.

Prima di tutto ciò, essere donna e intelligente in TV significava essere un personaggio severo, freddo e probabilmente frustrato. Ma Daria è diversa, non solo è a suo agio con la sua spiccata intelligenza, ma la considera un dono da sfoggiare con costanza e totale disinvoltura. Sebbene in alcune occasioni questa possa diventare un ostacolo nelle relazioni sociali, il più delle volte l’intelligenza di Daria si rivela nella serie TV la sua arma segreta, grazie alla quale riesce a dare un senso alle situazioni della vita e ad apprezzare persino la piccola cittadina di Lawndale, che le sta decisamente stretta.

Commentando la fase di creazione del personaggio, Judge ha detto a Nerdist: "Volevamo che Daria sottolineasse quanto [Beavis and Butthead] fossero stupidi, ma che allo stesso tempo fosse tollerante e un po’ divertita dai due, e che li prendesse in giro. E magari che fosse anche un po’ ribelle, e ovviamente più intelligente di loro."

Il mix tra sarcasmo adulto e idealismo adolescenziale hanno subito fatto colpo sui giovani spettatori. Nonostante venga spesso isolata e ignorata dai propri pari, Daria non porta mai rancore. È sempre protettiva nei confronti di chi la circonda, non in senso materno, ma con l'atteggiamento di chi sa di essere un’entità superiore e si sente in dovere di proteggere tutte le forme di vita inferiori. Nonostante i suoi sforzi non vengano quasi mai riconosciuti, tipo quando riesce a salvare la scuola da un insidioso accordo di sponsorizzazione con una grande azienda, in Fizz Ed, Daria non si arrende mai. E poi, ragazzi, vogliamo parlare del suo famosissimo discorso di laurea? Questa ragazza merita un premio. E anche se forse a lei non piacerebbe sentircelo dire, Daria non è l’isolazionista che vuole farci credere: il bene della comunità le sta a cuore, così come il rapporto con gli altri. O almeno, con alcuni.

E infatti i momenti più alti e profondi dello show sono quelli in cui si parla di amicizia e relazioni tra donne e sorelle. Jane Lane, la migliore amica di Daria, non è solo un personaggio secondario che annuisce e porta cappelli carini. Jane sostiene e incoraggia Daria, la spinge a essere una persona migliore, più intelligente, le impedisce di trasformarsi nella parodia di se stessa. Tra i momenti più toccanti, l’episodio in cui Daria prova le lenti a contatto, che scatenano in lei una crisi esistenziale. Jane la prende in giro con affetto, senza sminuire i suoi sentimenti, ma in modo da farla sentire a proprio agio nonostante le imperfezioni.

Quando un ragazzo si intromette nella relazione tra le due amiche—una presenza maschile quasi imposta—le due non si scontrano tra loro, ma si supportano a vicenda in questo momento cruciale della loro adolescenza in cui realizzano di essersi mostrate vulnerabili e mortali agli occhi del mondo maschile. I triangoli amorosi tra teenager sono generalmente forme irregolari: una delle parti viene rifiutata, un’altra si rivela insensibile e crudele. Ma per fortuna questo non è 10 cose che odio di te; Daria e Jane mettono la propria amicizia prima di tutto il resto, e trovano in qualche modo la soluzione perfetta all’eterno dilemma dell’equilibrio amiche VS fidanzato che tutte noi (forse) stiamo ancora cercando.

Nel frattempo, Quinn—sorella di Daria e cacciatrice di uomini sempre alle prese con idioti muscolosi—sceglie una strada diversa. Ma, nonostante cerchi sempre di celare la sua intelligenza (perché c’è, guardate l’episodio Lucky Strike per capirlo), quando è insieme alla sorella (da lei a volte definita "una cugina lontana") Quinn prende coraggio e si ribella alla società che la circonda. Nonostante le due siano quasi sempre agli antipodi, quando le loro strade si incontrano, Daria fa di tutto per coinvolgere la sorella, cercando di spiegarle come celebrare le proprie capacità, piuttosto che nasconderle, anche a un appuntamento galante.

Alla fine di tutto, questo show non solo passa a pieni voti il test di Bechdel, ma lo rende del tutto irrilevante. Per la maggior parte del tempo, Daria non si scontra nemmeno con l’immaginario prevalentemente maschile che domina la cultura e l’intrattenimento negli anni '90. Semplicemente, lo ignora del tutto.

L’influenza e l’importanza di queste cinque stagioni e due film in TV va ben oltre la cittadina di Lawndale e il liceo locale. Prima di Daria non avevamo mai visto un cartone animato che rappresentasse una figura femminile così intraprendente e dinamica. Mentre il resto della TV viveva una fase di risveglio grazie a Sara Gilbert in Roseanne, Claire Danes in My So-called Life e un po’ tutte le protagoniste di Buffy, nel mondo dell’animazione Lisa Simpson era da sola a condurre la sua battaglia pro-donne intelligenti. Gli altri cartoni erano fermi a personaggi sbadati delle produzioni Hanna Barbera e alla sexy agente segreta Aeon Flux di MTV. Nemmeno il confronto con le sue controparti in carne e ossa la spaventa, Daria rimane un personaggio unico e speciale: lei non è una piccola adulta. Sì, a volte legge Kafka e si dimostra di gran lunga più matura degli adulti che la circondano, ma non vuole diventare una di loro. Anzi, riconosce i difetti nel mondo degli grandi--ancora una volta riguardate il suo discorso di laurea--e non ha intenzione di entrarvi, ma di vivere al di sopra di tutto questo.

Creata in opposizione a Beavis and Butthead, Daria ha in poco tempo superato di gran lunga il duo di metallari e si è conquistata così la fama e la stima del pubblico con il suo show personale. Il suo saggio cinismo ha rimesso in discussione i tropi sull’adolescenza, il liceo, l’amicizia e la famiglia. Infine, esplorando le relazioni umane e la fase di crescita con una delicatezza mai stucchevole o depressiva, è riuscita a dimostrare che ogni teenager può aspirare a molto di più di una rappresentazione banale e stereotipata da sit-com pomeridiana. Con lei e grazie a lei è cresciuta un’intera generazione di icone femminili intelligenti, intraprendenti, dinamiche e bizzarre, da Tina Belcher a Lana Kane, da Diane Nguyen alla Principessa Gommarosa e Wendy Testaburger. Non male per una ragazza che voleva soltanto guardare in pace Questo triste mondo malato.

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Altra eroina dei tempi che furono, Winona Ryder:

Crediti


Testo Wendy Syfret
Immagini via IMDB

Questo articolo è originariamente apparso su i-D US.

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