parliamo di archivio, il nuovo brand nell'era digitale

Nel 2016 Archivio diventa il nome di una nuova e giovane etichetta. Abbiamo intervistato i fondatori.

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19 aprile 2016, 9:45am

Anche i nativi digitali hanno quotidianamente a che fare con gli archivi. Lontano da consultazioni classiche, fisiche letture di testi e ricerche di vecchi documenti, ogni raccolta dati - di qualsiasi tipo essa sia - è accomunata da questo medesimo nome. Nel 2016 Archivio diventa titolo di una nuova e giovane etichetta che si basa sulla collaborazione di "un team creativo multidisciplinare" legato all'arte, alla fotografia e alla cultura contemporanea. Non possiamo rivelarvi le loro identità ma abbiamo deciso di intervistare i fondatori per farci raccontare le radici del loro brand, parlare di Milano e della "consapevolezza" necessaria al futuro non solo della moda ma della collettività.

Qual è la storia di "Archivio"?
Volevamo realizzare qualcosa che ci permettesse di esprimere la nostra creatività. Archivio nasce dalla volontà di creare un'immagine e un'identità personale.

Come mai avete scelto questo nome?
Perché volevamo un nome italiano, elegante e forte, con una bella sonorità, una parola senza tempo.

Avete creato un "archivio" fisico nell'era digitale. La moda, si sa, è fatta di contrasti. Raccontateci com'è lavorare in squadra e quali sono (se ce ne sono) i creativi contrasti che possono prendere vita?
Abbiamo deciso di fondare Archivio perché lavoravamo quotidianamente insieme per altri brand e progetti. Ognuno di noi con una professionalità diversa e background differente. Non ci sono mai stati contrasti ma soltanto idee differenti e consigli. Siamo in perfetta sintonia.

Affermate che il vostro brand si colloca tra il mondo dell'arte e quello della moda. Quali sono le ispirazioni e i personaggi di queste due aree che più vi influenzano?
Guardiamo sempre con maggiore interesse quello che è stato fatto nella moda e nell'arte e ci lasciamo ispirare dalla nuova estetica corrente. Siamo persone curiose e attente a quello che ci circonda.
Nella moda Raf Simons. Nell' arte? Mmm tantissimi... Rober Morris, Donald Judd, Thomas Demand, Tillmans...

Nei vostri scatti (e non solo) si vede e percepisce Milano. Cosa rappresenta per voi questa città?
Milano per noi è stata un nuovo inizio e un'opportunità. È una città che amiamo e che ci ha dato tanto e che siamo orgogliosi di mostrare.

Un consiglio per tutti i giovani designer che sognano di aprire il loro brand?
Magari di questo ne riparliamo l'anno prossimo ;)

Una parola che volete conservare per il vostro archivio del futuro?
Consapevolezza.

archiviowebsite.com

Crediti


Testo Eloisa Reverie Vezzosi
Foto su cortese concessione di Archivio