lo swing in rgb di cory arcangel

Abbiamo parlato con l'artista post concettuale di Buffalo, che oggi inaugura la sua personale alla GAMeC di Bergamo.

di Fabrizio Meris
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31 marzo 2015, 8:30am

Classe 1978, Cory Arcangel da bambino non avrebbe mai pensato di fare l'artista e di contribuire a ridefinire l'idea comune di cosa sia arte e cosa no. La sua prima passione è stata infatti la musica ed il suo grande sogno era essere un compositore. Siamo a meno di poche decine di chilometri di distanza - mentre installa la sua prima mostra istituzionale in Italia, presentata dalla GAMEC di Bergamo nella location di eccezione della sala dei Giuristi di Palazzo della Ragione nella Città Alta - e incontriamo Cory via Skype. Visto attraverso una finestra aperta su uno schermo digitale Cory ci appare come uno dei suoi lavori "Photoshop CS": un gradient di colori ed emozioni che va dai toni più brillanti e vivaci a quelli più delicati e nostalgici. La mostra racconta i primi 15 anni del suo lavoro, che è incentrato sulla salvaguardia dell'identità e della memoria, sia digitale che fisica.

Il titolo della tua mostra "This is all so crazy, everybody seems so famous" richiama alla memoria la profezia pop di Andy Warhol: "in futuro tutti saranno famosi per 15 minuti". Nella nostra società iperconnessa tuttavia sembra che il vero gol sia divenuto quello si dis-apparire offline per 15 minuti. Cosa ne pensi?
È un'idea interessante, ci ho pensato molto, soprattutto in passato. Alcune delle mie mostre non hanno avuto un vero e proprio pubblico, erano lavori fatti quasi in segreto o senza promozione e così sono passati inosservati. Credo che Internet, nonostante la sua cultura virale, abbia talmente tanti contenuti che molte cose interessanti rimangano invisibili. In Internet assistiamo ad una battaglia in corso per catturare l'attenzione; questo crea uno spazio negativo che spesso è affascinante.

Come è stata l'esperienza di installare i tuoi lavori nel Palazzo della Ragione di Bergamo Alta: un luogo in cui - come Internet - il tempo sembra essere sospeso?
Il Palazzo della Ragione è una location meravigliosa ma non è possibile appendere nulla, così il pavimento è stato interamente occupato da un tappeto fatto produrre su misura proprio a Bergamo e i lavori devono essere appoggiati sui muri attorno al perimetro dello spazio che è già fortemente connotato da affreschi; ciò crea una strana relazione con lo spazio e il tempo, che sembra rimanere sospeso. Guardando in retrospettiva il mio lavoro ho capito che, quasi sempre, prende spunto da una riflessione sul tempo e su come certe immagini e oggetti siano rilevanti in un momento preciso.

L'obsolescenza della tecnologia è una delle tue fonti principali d'ispirazione ?
L'obsolescenza in realtà è una dinamica che non è legata solo alla tecnologia, ma più in generale anche alla moda o alla musica per esempio. Sono mondi costantemente in evoluzione: ciò che oggi è cool domani non lo è più.

Come ti immagini il futuro delle comunità dell'arte?
Quando ho iniziato a creare lavori d'arte legati alla tecnologia digitale nessuno li capiva. Ora invece sono accettati. Il mio obiettivo era avere una mostra in una galleria vera e propria, ma al tempo i galleristi pensavano che la net art fosse una sorta di arte di seconda classe. Ad un certo punto ho pensato che le cose non sarebbero mai cambiate, ma il futuro è imprevedibile.

Ti sei mai sentito deluso da Internet?
No, sopratutto perché Internet cambia continuamente creando infinite possibilità. Solo pochi anni fa non ci avrei mai creduto e ora penso che non ci siano limiti a quello che possiamo aspettarci dal futuro. 
L'attuale trend legato alla net art mi ha sorpreso! È ironico, credo che il mio lavoro abbia una relazione con il futuro ma che io non sia in grado di predirlo esattamente.

Quindi bisogna cogliere l'attimo?
Mi piace molto il golf e posso farvi questa analogia. Avete presente quanto sia difficile raggiungere lo swing perfetto? Questo succede perche il corpo cambia costantemente, ogni giorno è diverso, nello stesso modo ogni volta bisogna cambiare e ricalibrare il proprio swing.

Quale è stata la cosa più divertente nella realizzazione della mostra?
Probabilmente progettare il catalogo. Sembra un magazine per teenager. Adoro questi magazine! La cosa che mi affascina è che non cambiano mai. Sembrano sempre uguali, non hanno una vera e propria evoluzione. Poi mi piacciono le grafiche e i colori che usano.

Quale è il tuo colore preferito?
Se si guarda il mio lavoro penso si possa intuire…il rosso.

Rosso RGB o rosso CMYK ?
Assolutamente RGB! Tutte le volte che mi chiedono di cambiare il mio lavoro da RGB a CYMK mi rifiuto di farlo.

Il tuo prossimo progetto ?
I prossimi mesi saranno piuttosto intensi: dopo la mostra al GAMeC di Bergamo, inaugurerò una personale il 10 Aprile presso la Lisson Gallery di Milano, e poi una a Monaco di Baviera allo spazio Louis Vuitton. 

Cory Arcangel, This is all so crazy, everybody seems so famous è in mostra dal 1 Aprile 2015 al 28 Giugno, 2015 al GAMeC, Palazzo della Ragione / Sala dei Giuristi, Piazza Vecchia - Bergamo

gamec.it

Crediti


Testo Fabrizio Meris e Gloria Maria Cappelletti
Immagini per gentile concessione di GAMeC, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

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