la creatività senza limiti di vien e phaédo

Sono loro le novità della Settimana della Moda di Milano.

di Alessio de Navasques
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02 marzo 2017, 4:30pm

Vien, Autunno-Inverno 2017-18

Nonostante sia passato ormai diverso tempo dalla fine dell'Expo, Milano continua a cavalcare un'onda di positività ed elettrizzante energia. L'offerta culturale si arricchisce, la comunità creativa diventa sempre più internazionale e multietnica. In questo clima di fermento trovano spazio nuove realtà traversali, sperimentazioni e subcuture anche nel calendario delle settimana della moda.

Oltre ad Arthur ArbesserLucio VanottiMarco de Vincenzo, Stella Jean, che ormai iniziano ad affermarsi a livello globale, giovanissimi talenti scelgono Milano per il loro debutto. Trovano spazio nuove espressioni del contemporaneo trasversali e underground, che riaccendono la scena meneghina, dopo anni di torpore. La città è disseminata di piccole presentazioni e appuntamenti, non solo legati alla moda. Segno che questa nuova la linfa, generatrice di un nuovo sistema, attinge da tutte le arti.

Phaédo, Autunno-Inverno 2017-18

Vien, Autunno-Inverno 2017-18

Sembra finalmente affermarsi un concetto di creatività tout-court che non conosce limiti espressivi, di cui la moda diventa parte. C'è chi decide di raccontare la propria collezione attraverso la musica, come il creativo pugliese Vincenzo Palazzo che ricerca la sua identità nella scena musicale contemporanea per esprimere uno stile totalmente personale. In un suggestivo appartamento délabrée in via Cesare Correnti, ha proposto un'intera giornata di live performance. Un alternarsi di talents della new wave musicale internazionale: dai Giungla ai fino a Mosed Boyd e l'emozionante esibizione delle Let's Eat Grandmad. Un happening continuo per presentare il lancio della collezione Vien. Con questo progetto Vincenzo Palazzo ripensa una guardaroba ideale, fatto di memorie musicali e controculture giovanili. La sua è una percezione schizofrenica della moda maschile e femminile, dove i generi si mescolano e il carattere dell'individuo diventa condizione essenziale dello stile. l trench in versione over è il punto centrale per un total look fatto di pezzi cult sovrapposti tra loro: dalla camicia in popeline, ai jeans cimosati, fino a grandi gonne strutturate. Tessuti di ricerca come lana secca, garzati, denim giapponese, maglia d'angora, gabardina definiscono linee fluide e geometriche, contrasti tra volumi. Un'attenzione maniacale alle rifiniture e dettagli rendono questa collezione unica nel suo genere.

Phaédo, Autunno-Inverno 2017-18

Parla invece attraverso la poesia e la forza della materia l'artista cinese Zhuzhu, che ha presentato con un'installazione alla Triennale il suo label Phaédo. Un labirinto in cui ritrovare indizi fatti di fango, terra, carta invecchiata, e che portano alla scoperta di abiti, sete e cotoni impalpabili, tinti a mano come tele; elementi naturali in trasformazione. "From Things to Form" è stato il lancio di questo giovane artista complesso e visionario che vede la moda come l'unione tra Est e Ovest, femminilità e contemporaneità. Un'idea di moda come "arte povera" che infrange un sistema, libera la propria creatività dalle regole del mercato, tornando all'essenza delle cose. Cerca di cogliere l'energia sprigionata da oggetti di uso quotidiano, in un processo cognitivo ed emozionale che muta e nobilita materiali semplici e naturali. L'abito diventa parte di una ricerca artistica a 360 gradi. La sensazione è quella di essere nella materializzazione di un grande moodboard. Due visioni molto diverse tra loro che raccontano di nuova libertà di espressione nella moda. Prova di come la scena di Milano stia diventando una realtà liquida e contaminata, dove arti apparentemente diverse si fondono.

Phaédo, Autunno-Inverno 2017-18

Crediti


Testo Alessio de Navasques
Foto Andrea Buccella