phoebe english riflette sull'era post-brexit con la primavera/estate 17

Per la sua primavera/estate 17 la designer ha scelto di spiegare gli eventi che hanno recentemente travolto la Gran Bretagna servendosi di sette personaggi fiabeschi.

di Charlotte Gush
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19 settembre 2016, 2:30pm

"Ci sono sette personaggi diversi e ognuno di loro è una metafora per un sentimento o un evento che è accaduto nel corso di sette giorni," ci racconta Phoebe English alla presentazione per la sua collezione primavera/estate 17. Non parla di sette giorni nella sua vita, ma nella vita del Paese: "Il panorama generale di cambiamenti," specifica. "Credo si tratti di un modo catartico per assimilare questi avvenimenti."

Sette donne: l'arciere, che posa con tanto di arco e frecce circondata da ramoscelli e mele sta a simboleggiare lo shock; una modella che versa l'acqua di un becher in vetro in altri becher appoggiati su dei teli in plastica è una metafora del pianto; una trafficante dall'aria spavalda ci comunica l'idea di disonestà e bugie; mentre un'interrogatrice con tanto di scartoffie e timbro è alla ricerca della verità; la strangolatrice che annoda la lana è sinonimo di ansia; la cantora simboleggia la protesta e la vedova velata indica una perdita.

"Non voglio entrare troppo nello specifico, ma ognuna di loro parla degli enormi cambiamenti che sta affrontando il Paese, con una particolare attenzione al comportamento dei politici," aggiunge. Afferma anche di non essersi voluta concentrare unicamente sulla Brexit, ma di aver voluto affrontare altre problematiche di livello sociale ( l'aumento esponenziale di crimini d'odio, per esempio). "Guardare un luogo che hai sempre chiamato casa cambiare così velocemente."

Questa collezione continua ad essere, inconfondibilmente, Phoebe English: tagli asimmetrici, gonne e vestiti legati insieme grazie a lacci e cinghie; strati sovrapposti di tessuti diversi. Una novità di questa stagione è rappresentata dagli slogan presenti sulle magliette, anche se non sono preponderanti. La parola 'travesty' (parodia, farsa), per esempio, è stampata in caratteri talmente piccoli da essere impossibile da leggere a distanza.

Crediti


Testo Charlotte Gush
Foto Mitchell Sams

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