passato, presente e futuro di damir doma

Per celebrare il suo decimo anniversario, Damir Doma collabora con FarFetch per una collezione in edizione limitata, Past.Present.Future. Il designer per l'occasione ci ha parlato dei suoi inizi, di come affrontare un'industria in costante cambiamento...

di i-D Staff
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17 ottobre 2016, 1:00pm

Pascal Gambarte

Never for money, always for love è il nome della collezione uomo donna primavera/estate 17 di Damir Doma, presentata a Milano lo scorso giugno. Più che la semplice descrizione di una collezione, queste parole sembrano essere un vero e proprio mantra per il designer croato. "Il mio lavoro è molto personale ed emotivo. Cerco di trasformare in abiti le mie ossessioni," spiega, ossessioni che lo ispirano da più di 10 anni.

Cresciuto circondato dagli abiti nell'atelier della madre in Germania, Doma è da tempo affascinato dalla natura effimera del corpo umano. Sin dalla sua prima collezione uomo del 2007 le sue creazioni sono un meticoloso studio delle proporzioni e un melange di colori e tessuti differenti. La sua è una rivoluzione silenziosa, lontano dal glamour sfarzoso dell'industria della moda. Il tempo vola quando ami ciò che fai, e dato che quest'anno il brand celebra 10 anni il designer ha unito le forze con FarFetch per creare una collezione che ricrea alcune delle sue creazioni agender più iconiche. Immediatamente riconoscibili, i capi classici di Doma come il cappotto 'Infinity', la giacca 'Scarf' e la gonna 'Bag' faranno tutti parte della collaborazione. "È stato emozionante per me rispolverare ogni capo d'archivio, mi è sembrato di tornare indietro nel tempo," ride. In occasione del lancio questa settimana, Doma ci invita ad immergerci nel suo passato, presente e futuro...

Com'è nata Past.Present.Future? Come hai sondato un intero decennio di creazioni?
Il punto di partenza è stata l'idea di unire ciò che avevo in mente agli inizi e ciò che vorrei creare ora. Direi che i miei abiti sono senza tempo, perciò è stato facile mettere assieme le collezione per la collaborazione con Farfetch. È stato molto istintivo, diretto. Ho scelto i pezzi che considero iconici e importanti per il brand in qualche modo. Ad essere onesto è stato molto emozionante per me lavorare a questo progetto. Mi sembra di non aver mai trovato il tempo negli ultimi anni per guardare al passato e riflettere su ciò che davvero mi è accaduto. Mi sembra ancora di vivere un sogno. Dietro ogni pezzo c'è una storia e c'è una persona che ci ha lavorato su.

Come si è evoluto il tuo lavoro negli ultimi anni?
Il punto di partenza e l'essenza di ogni collezione è lo stesso, ma il prodotto è cambiato. Oggi siamo un'azienda più matura e professionale, e lo si può notare dagli abiti. Allo stesso tempo cerco di preservare una certa ingenuità quando lavoro alle creazioni.

Quali sono i primi ricordi che ti vengono in mente quando pensi al 2006?
Ce ne sono molti, ma ovviamente la mia prima sfilata è speciale per me. Non avevamo budget, avevamo poca esperienza e molta ingenuità. Gli ultimi due anni sembrano quasi un sogno. La prima sfilata si è tenuto nel cortile di una chiesa a Rue des Archives, a Parigi. Ricordo di aver scritto al prete una lettera per chiedergli il permesso per sfilare lì, dopo 3 lettere inviate a vuoto sono andato a Parigi e ha acconsentito. La sfilata era improvvisata: sono arrivati i primi modelli e li abbiamo mandati dal parrucchiere all'angolo di Rue des Archives, il trucco era essenzialmente una passata di cipria di Jean Paul Gaultier e ci siamo dimenticati le luci per i fotografi perciò ho dovuto risolvere il problema all'ultimo minuto. Alla fine è stato un successo e da lì è partito tutto. 

Qual è stata la più grande sfida che hai dovuto affrontare da quando hai iniziato? Come sei riuscito a superarla?
Gli ultimi 10 anni nel mondo della moda sono stati molto turbolenti: sono avvenuti moltissimi cambiamenti e la crisi ha coinvolto diversi mercati. Credo sia essenziale rimanere flessibili e dinamici per riuscire ad assimilare tutti questi mutamenti. Essere un brand indipendente, di nicchia, è un vantaggio nell'ambiente attuale. Direi che la maggior sfida è riuscire a rimanere felici e fare le cose a modo proprio.

Qual è la più grande lezione che hai imparato in questi ultimi 10 anni? Che consiglio daresti a chi vuole seguire le tue orme?
Penso che la cosa più importante che posso consigliare sia di scoprire ciò che sei veramente e cosa vuoi dalla vita. Ritengo si essenziale amare ciò che fai e rimanere fedele a te stesso. Io stesso ho dovuto imparare questa lezione negli ultimi anni. L'unico modo di fare le cose è a modo tuo!

10 anni e non accenni a fermarti, cosa ti ispira ad andare avanti?
Adoro creare. Sono passati 10 anni e sono ancora felice quando vado in studio ogni mattina.

Quando pensi al domani, cosa ti rende felice?
Mi piacciono i cambiamenti e ora come ora il sistema si stia sgretolando. Non vedo l'ora di vedere cosa ci aspetta e come si evolveranno le cose. Credo che questo sia un bellissimo periodo per le persone coraggiose.

La collezione Past.Present.Future di Damir Doma è disponibile in esclusiva su Farfetch.com dal 17 di ottobre.

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