gli uomini e la loro complicata relazione con la moda

Quando si parla di moda, gli uomini tendono ad avere due tipi di atteggiamento completamente opposti. O sono disinteressati o ne sono ossessionati. Non sembra esserci una via di mezzo.

di Maya Oppenheim
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17 dicembre 2015, 11:15am

Sembra che gli uomini si comportino in modi ben definiti quando si tratta di moda. Come accade per qualunque altra passione—che sia il calcio o una barba perfetta—quando un uomo si interessa a qualcosa in particolare, tende a portarlo all'estremo. Sempre.

Per quanto riguarda l'industria della moda, l'esempio più lampante in questo senso è rappresentato dall'hypebeast. Termine ormai ben noto che indica chi passa intere nottate a fare code estenuanti fuori dai negozi per il lancio di un nuovo modello di sneakers. E indovinate? Nella maggior parte dei casi, si tratta di ragazzi. A primo impatto, questo gruppo di freak potrebbe sembrare molto più trendy rispetto agli appassionati di fumetti, ma le somiglianze sono innegabili: proprio come i fanatici dei manga, i groupie di Supreme impazziscono per rarità e pezzi unici.

Detto questo, ci sono delle nette distinzioni. A differenza dei geek suburbani, l'hypebeast comune colleziona abiti, scarpe e accessori all'ultima moda sempre con il desiderio di stupire e lasciare tutti gli altri senza parole. Dalla rivoluzione delle sneakers a New York dieci anni fa, al negozio nell'South Side di Manhattan che vende esclusivamente capi Supreme andati sold out a prezzi folli, questi giovani non si fermano davanti a niente e nessuno per accaparrarsi l'ultimo pezzo in edizione limitata.

Altro brand di culto che genera meccanismi simili è Stone Island. Alla fine degli anni '90 era sinonimo della cultura hooligan nel mondo calcistico, ma nell'ultimo periodo è letteralmente rinato: persino Drake, Mike Skinner e Frank Ocean indossano oggi Stone Island. In seguito a un crescente interesse per l'abbigliamento e la cura dello stile anche nel reparto uomo, i devoti del brand italiano dimostrano la loro venerazione su forum dedicati e siti specializzati. Inoltre, i capi Stone Island sono esclusivi— tanto che spesso la domanda supera l'offerta—e venduti a prezzi non esattamente popolari, ma tutto questo non fa altro che incrementarne l'attrattiva per i suoi potenziali consumatori.

Nonostante la rinascita del marchio sia relativamente recente, negli ultimi anni il mercato dei collezionisti di maglioni e affini targati Stone Island è letteralmente esploso. Olivier Beer è uno di questi collezionisti; nel suo momento di massima gloria aveva più di 200 cappotti del brand, ma ora ha ridotto la sua collezione a circa 50. La sua passione per il vintage di lusso è così totalizzante che ha addirittura deciso il modello con cui vuole essere sepolto al suo funerale—per la cronaca, si tratta di un parka 1988 CP Company con cappuccio in pelliccia di coniglio. Ma Beer non è certo l'unico. Prendiamo ad esempio Hiroshi Fujiwara, lo stilista di streetwear e creatore della tendenza Harajuku che non solo possiede ogni singolo pezzo che Vivienne Westwood abbia prodotto per il suo negozio Seditionaries, ma ha anche uno dei più importanti orologi Rolex 'Paul Newman' Daytona del mondo.

Beer e Fujiwara potrebbero apparire come due esempi estremi, ma sembra che in questa società gli uomini appassionati di moda desiderino i pezzi unici molto più della loro controparte femminile, grazie anche all'avvento di internet e dell'hype che i social media sono in grado di generare, rendendo questo trend spiccatamente maschile sempre più consistente.

Va comunque notato che il collezionismo delle hypebeast non è direttamente legato alla classe sociale di appartenenza. Tutti gli uomini, indipendentemente dal reddito, desiderano un'orologio costoso o un cappotto esclusivo. In questo senso, già negli anni '80 e '90 la cultura proletaria degli hooligans faceva sì che i fan delle squadre calcistiche indossassero capi di brand di lusso come Stone Island, Burberry, Aquascutum, Lacoste e Sergio Tacchini.

In anni più recenti, l'esplosione dell'abbigliamento maschile ha reso sensibilmente più accettabile a livello sociale il fatto che gli uomini siano interessati alla moda, che non è più considerata una cosa-da-donne, anzi: le vendite delle collezioni uomo hanno avuto un boom senza precedenti e stanno velocemente raggiungendo quelle femminili. In Gran Bretagna il mercato della moda uomo è infatti cresciuto del 18 percento negli ultimi cinque anni e per il 2018 la stima si aggira intorno ai 16.4 miliardi di sterline. Siamo di fronte a un cambiamento epocale? Probabilmente sì, e nell'attesa facciamo l'ennesimo giro sul sito di Supreme.

Crediti


Testo Maya Oppenheim
Foto T.Young

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