stoya spiega perché è stato così difficile parlare di james deen

E perché i sex worker non vengono tutelati.

di Alice Newell-Hanson
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21 dicembre 2015, 2:40pm

Image via @stoya

Durante l'International Day to End Violence Against Sex Workers, l'attrice porno Stoya ha scritto un post sul suo sito, Graphic Descriptions, spiegando quanto sia difficile parlare di abusi sessuali nell'industria del porno. 

Lo scorso mese, quando ha dichiarato di essere stata stuprata dall'attore ed ex fidanzato James Deen, lo ha fatto tramite Twitter  — non sui media più mainstream o scegliendo le vie legali. Il 28 novembre ha scritto: "Quel momento in cui ti connetti ad internet per un secondo e vedi gente che idolatra il ragazzo che ti ha stuprata credendolo femminista." Subito altre donne hanno espresso giudizi simili su Deen.

Il nuovo post di Stoya cerca di spiegare perché è così difficile accettare di parlare di abusi nel campo in cui lavora. "A differenza di molti altri ambienti, noi che lavoriamo con il porno conosciamo gli effetti dell'isteria da morale e le conseguenze della propaganda anti-sesso," scrive. Spiega anche che non poteva appellarsi all'Adult Performer Advocacy Committee perché Deen è tra i dirigenti (ora si è ritirato). "Allo stesso modo sapevo di non poter contare sulla legge americana perché raramente si parla di giustizia quando sono coinvolti i sex worker." 

Ha pensato che i social media fossero l'alternativa migliore (se non l'unica), anche se "dubitava le credessero." Nel suo post esprime la sua gratitudine verso tutte le persone che l'hanno supportata. Ma la cosa fondamentale per lei è che non è abbastanza ascoltare solo "le donne cisessuali" che lavorano nel porno. Dobbiamo ascoltare ogni sex worker, scrive  — specialmente quelli più vulnerabili e messi ai margini — se vogliamo che le cose migliorino circa gli abusi sessuali e la tutela giuridica dei sex worker. 

"Ascolterò volentieri ciò che gli altri sex worker hanno da dire," conclude, "credo che la loro sicurezza sia importante e che le cose possano migliorare. Credo che nessuna sia al sicuro e che nessuno sia protetto se non lo siamo tutti quanti, e i sex worker non lo sono." 

Crediti


Testo Alice Newell-Hanson

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