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rebels with a cause

Comme des Garçons, Haider Ackermann e Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood hanno tirato fuori il loro lato ribelle alla Settimana della moda parigina.

di i-D Staff
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08 marzo 2016, 10:25am

La fusione tra passato e presente è diventata un tema ricorrente di questa stagione. Da Miuccia Prada e Alessandro Michele fino a John Galliano e Dries Van Noten, gli stilisti non hanno avuto vita facile: si sono trovati a confrontarsi con l'attuale condizione del mondo della moda senza rischiare di sembrare una di quelle canzoni degli anni '80 fatte per beneficenza. Possiamo prevedere il futuro guardando al nostro passato (questa di certo non è una novità), ma ora come ora, si tratta più che altro di una ricerca di consolazione negli eventi della nostra comune storia europea. Lo scorso sabato a Parigi, Rei Kawakubo non si è limitata a guardare al passato: l'ha riscritto. "I punk del XVIII secolo", questa l'idea alla base della sua collezione per Comme des Garçons, composta da creazioni esagerate dai toni pastello zuccherini che sicuramente avrebbero suscitato più di qualche commento nella Versailles pre-rivoluzione. Se Kawakubo avesse vissuto alla fine del XVIII secolo, avrebbe vestito la corte creando abiti da ballo sfavillanti per bilanciare la haute coiffure di Léonard Autié e infilandoci dentro, come sempre, un po' della sua irriverenza.

Comme des Garcons autunno/inverno 16

Nella sua collezione non si parlava di monarchici e repubblicani, ma di un'era che è stata sinonimo di cambiamento per tutti coloro che l'hanno vissuta, proprio come gli anni '70 e la battaglia tra punk e conservativi. Persino oggi, è sufficiente guardare alle primarie in America per assistere questo estremo contrasto politico che si fa simbolo del nostro tempo. Inserendo lo spirito dell'odierna società nel contesto della Rivoluzione Francese e quei ribelli anni '70, il messaggio di Kawakubo sembra essere stato quello dei valori condivisi degli illuminati di ogni generazione. (La sua passerella stranamente luminosa e splendente potrebbe stare a simbolizzare proprio questo.) Alla fine del XVIII secolo, la classe operaia si è ribellata contro il sistema governativo, che si trovava già in un profondo stato di cambiamento, inebriato dagli insegnamenti di Rousseau e una nuova concezione di libertà del singolo. Proprio come la sua collezione uomo a gennaio, per la quale Kawakubo ha trasformato le armature in capi di tessuto ricoperti di motivi floreali, i suoi capi sono diventati una bandiera della pace attraverso un'espressione dell'individuo fuori dagli schemi e maestosa allo stesso tempo. Kawakubo sembra volerci dire che alla fine siamo tutti una cosa sola, che si parli di punk o nobiltà.

Comme des Garcons autunno/inverno 16

Nella sua vasta gamma di citazioni, non si può fare a meno di notare dei riferimenti presi direttamente dall'industria della moda, dai cambiamenti attuali che vedono marchi giovani come Vetements e Hillier Bartley rivoluzionare il sistema andando contro il meccanismo prestabilito di sfilate, vendite e promozione. Kawakubo è colei che ha inventato il "fallo a modo tuo": l'indipendenza è sempre stata la cosa più importante per lei e questo si riflette nelle sue creazioni uniche. Kawakubo fa di testa propria, proprio come quei "punk del XVIII secolo" che hanno calcato le passerelle sfoggiando la sua collezione autunno/inverno 2016, una versione semplificata della Danza della fata confetto di Tchaikovsky colorata da una buona dose di ottimismo. Negli ultimi due anni, le grandi collezioni di Kawakubo (grandi in senso metaforico e non) possono venir paragonate a un viaggio sulle montagne russe, alti e bassi in un continuo susseguirsi di emozioni diverse, opposte. Questa collezione, in particolare, ci ha fatto toccare il cielo.

Comme des Garcons autunno/inverno 16

La scorsa settimana in quel di Milano gli smartphone dei giornalisti di moda riunitisi lì in occasione della settimana della moda sono esplosi quando è stato reso noto che il Gold Label di Vivienne Westwood cambierà il proprio nome in Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood. Si tratta di un omaggio al brillante lavoro che il marito ha svolto negli ultimi 25 anni. Questo annuncio è indicativo di come i cambiamenti nella moda riguardino tutti, sia i brand nuovi che quelli già consolidati. (Basta guardare a Sir Paul Smith, che sta rivoluzionando la sua attività dopo 50 anni passati nel mondo della moda.) La prima sfilata di Kronthaler nel ruolo di protagonista è subito sembrata diversa. Le atmosfere cupe e oscure hanno lasciato il posto a un'ambientazione luminosissima presso il Palais de Tokyo. La collezione, pur rimanendo sempre inconfondibilmente Vivienne Westwood, aveva un'aria più essenziale, più pulita e forse più destrutturata di prima. Si chiamava Sexercise, ma nonostante la componente sessuale fosse evidente, sembrava più che Kronthaler stesse esercitando il proprio talento nell'ideare diversi generi di capi, passando dal molto storico (con parti tratte dai vestiti del XVIII secolo) al molto moderno (un bomber oversize con maniche lunghissime, proprio come piace alla moda d'oggi).

Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood autunno/inverno 16

È anche la prima volta da molto tempo che una sfilata Westwood non è stata accompagnata da una dichiarazione scritta da Dame Vivienne in persona a proposito di una causa sociale, politica o ambientale che le sta particolarmente a cuore. Stavolta è il turno di Kronthaler di brillare, e in un momento in cui gli stilisti nel panorama della moda prendono ispirazione da Miss Westwood e dicono la loro sul mondo in cui vivono e lavorano, è stato giusto che una delle voci più politicamente connotate del panorama si prendesse un po' di tempo per lei e suo marito. "Sai, il mondo là fuori è duro. Volevo trasmettere questo senso di grazia, leggerezza e pace per far vedere l'opposto di ciò che ci troviamo davanti ogni giorno," ha dichiarato Ackermann dopo la sfilata. Ovviamente stava facendo riferimento alla situazione politica in Europa, trasformando le influenze militari in qualcosa di positivo più che ostile, un po' sullo stile delle armature floreali di Kawakubo, apparse anche nella sua collezione donna di sabato.

Haider Ackermann autunno/inverno 16

In un soundtrack registrato per la sfilata di Ackermann da Joana Preiss, la cantante ha chiamato ogni modella mentre sfilava. "Aymeline, come to me!" diceva ansimando drammaticamente mentre Aymeline Valade calcava la passerella davanti a un pubblico tra il quale si poteva scorgere anche Janet Jackson, amica di Ackermann. (Curiosità: la canzone preferita dello stilista è Let's Wait a While.) Considerando il lascito di Janet, il messaggio dietro Rhythm Nation, canzoni come Control e il suo sostegno a un incondizionato diritto d'espressione e libertà di scelta, Ackermann non avrebbe potuto desiderare una spettatrice migliore per la sua celebrazione di pace e individualità. Ribelli di tutto il mondo, unitevi!

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Foto Mitchell Sams

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