Pubblicità

perché le artiste donne devono ancora lottare per avere una mostra personale?

Ebbene sì, nel mondo dell'arte le donne vengono ancora sistematicamente sottovalutate.

di i-D Staff
|
03 maggio 2016, 9:20am

Secondo quanto riporta The Art Newspaper, una nuova ricerca della Freelands Foundation dimostra che risulta ancora difficile per le artiste donne ottenere una mostra personale rispetto alla controparte maschile. I numeri, infatti, sono abbastanza scoraggianti: solo il 27% delle 590 personali che hanno avuto luogo nei maggiori musei americani tra il 2007 e il 2013 erano dedicate ad artiste donne. E a Londra solo il 25% delle mostre più prestigiose nel 2014 e 2015 erano tenute da artiste. Tuttavia, questa notizia arriva proprio al momento giusto dato che le differenze di genere nel mondo dell'arte stanno iniziando a destare qualche polemica e sembra esserci finalmente aria di cambiamento. Frances Morris, la nuova direttrice del Tate Modern, ha detto riguardo al suo programma: "Le donne avranno una forte presenza quest'anno e ciò ci permetterà di far conoscere la vera storia dell'arte e quanto le donne, spesso non tenute in considerazione, abbiano contribuito." Mercoledì il museo inaugurerà intanto una mostra dedicata a Mona Hatoum, e a seguire una su Georgia O'Keefe a Luglio.

Una delle soluzioni potrebbe arrivare dai finanziatori - una nuova generazione di magnati a cui piace essere chiamati "avventori attivisti" - che hanno il potere di finanziare quelle artiste donne che non vengono messe in risalto. Alcuni curatori però non si mostrano d'accordo, sottolineando che il problema è culturale. Molti artisti e curatori lamentano il fatto che si tratti di una mancanza di rispetto nei confronti delle opere ideate da donne e ben visibile a causa della disparità di prezzo tra le opere realizzate da donne e da uomini. La vera soluzione, sembra, è di assumere più donne all'interno delle istituzioni artistiche, soprattutto curatrici, e scegliere donne piuttosto che uomini il 50% delle volte. Helen Molesworth, curatrice del Museum of Contemporary Art di LA afferma, "L'unico modo per favorire la diversità è contribuire a crearla," ricordandoci che ci sono solo un numero limitato di mostre all'anno nei musei e che "se fossimo equi, molti meno uomini non andrebbero in mostra." Quel che è giusto è giusto, se le scelte si basano sul talento.

Crediti


Testo Blair Cannon
Immagine via Twitter

Tagged:
Gender
arte
donne
diritti
mostre
Guerrilla Girls
musei
artiste
disparità