basta violenze: le donne della musica rompono il silenzio su twitter

Amber Coffman dei Dirty Projectors twitta a proposito di un'aggressione sessuale e dà il via a una conversazione che l'industria musicale non poteva più ignorare.

di i-D Staff
|
21 gennaio 2016, 12:08pm

Image via Wikipedia

Dire "è difficile essere una donna nel mondo della musica" è diventato veramente scontato. Chiunque abbia suonato in una band, assistito a un concerto, o anche solo passato del tempo nell'ambiente sa benissimo quanto sia impregnato di tizi viscidi e attenzioni indesiderate.

Amber Coffman dei Dirty Projectors   lo sa meglio di chiunque altro. Qualche giorno fa, ha deciso di non tollerare più cazzate e parlare pubblicamente della propria esperienza di abuso sessuale. Si è servita di twitter per condividere un'esperienza con un music publicist che aveva avuto luogo anni prima. Presto ha scoperto che per lui si trattava di una serata come tante.

In una serie di post, Amber ha affrontato sia il disgusto provato nei confronti di quell'uomo, che la delusione nei confronti di se stessa, colpevole di non essere riuscita a mollargli un pugno in faccia. Amber, e come lei tantissime ragazze, era arrabbiata. Non solo per ciò che aveva fatto, ma soprattutto per il fatto che il suo comportamento era rimasto impunito e, all'epoca del suo primo tweet a riguardo, il publicist poteva contare ancora su un enorme successo professionale.

Sicura che questo sarebbe stato il modo per farlo finalmente rispondere delle proprie azioni, ha deciso di puntare il dito: "è stato Heathcliff Berru, della Life or Death PR & Management". Life or Death è stata fondata da Heathcliff e tra gli artisti che rappresentava poteva contare su nomi come D'Angelo, Earl Sweatshirt, DIIV, Kelela, e Killer Mike.

Non ancora soddisfatta, Amber ha specificato che il comportamento di Berru non solo era cosa nota, ma anche costantemente ignorata. "I tipi ci passano sopra e continuano ad assumerlo". Alla fine ha aggiunto di essere "stanca di tizi viscidi e predatori sessuali che hanno le spalle coperte dai loro 'bros.' 'Tirate fuori le palle e chiamate in causa i vostri amici."

La sua dichiarazione ha suscitato una reazione immediata e tangibile: Bethany Cosentino dei Best Coast ha risposto di aver avuto un'esperienza simile con Berru e di essere stata troppo intimorita per riuscire parlarne. Presto la conversazione è esplosa, quando sempre più donne si sono unite e sono emersi episodi sempre più gravi di violenze sessuali.

Dopo che Amber ha condiviso la propria storia con la sua casa discografica, la Domino ha smesso di lavorare con il publicist. L'artista ha spiegato: "Mi hanno detto di aver mantenuto l'impegno di non lavorare più con lui. Apprezzo davvero il gesto," continuando, "Altri dovrebbero fare lo stesso."

Con altri personaggi pubblici come Deradoorian, Tearist e l'ex host di MTV Shirley Braha che si sono fatte avanti su Twitter raccontando le loro esperienze, finalmente la problematica ha acquistato troppa visibilità per continuare a venire ignorata. I Wavves sono stati i primi clienti della Life and Death a finire il rapporto lavorativo con l'agenzia alla luce di queste rivelazioni e sono stati seguiti a ruota da Kelela. Anche Sadie Dupuis dei Speedy Oritz (che hanno lavorato con Life and Death) ha reso pubblico su twitter il suo addio all'agenzia.

Lunedì pomeriggio la stessa Life or Death ha rilasciato una dichiarazione affermando che Heathcliff Berru si era dimesso dal ruolo di direttore generale. Dopo il silenzio protratto per così tanti anni e da così tante donne, la capacità dei social media di connettersi e supportarle ha loro permesso di spodestare Berru in un solo giorno. Una decade di presunta intoccabilità rasa al suolo come un castello di carta da qualche tweet.

Questa storia sembra riprendere numerose situazioni che si sono verificate sui social media nello scorso anno, andando a dimostrare non solo quanto le parole di un singolo possano fare la differenza, ma anche quanto siano grandi i passi avanti che il pubico ha compiuto in termini di ricettività e volontà di sostegno.

Dagli anni '60, Bill Cosby si è trovato circondato da un turbinio di pettegolezzi aventi come oggetto i suoi comportamenti sessualmente abusivi. Nonostante questo, la sua fama, unita al fatto che le donne vittima delle sue violenze fossero isolate l'una dalle alte, ha fatto sì che ci siano voluti quasi cinquant'anni perché la vicenda ottenesse l'attenzione del pubblico. Il merito va in parte alle parole di Hannibal Buress, accompagnate da un video pubblicato su YouTube.

In netto contrasto con il caso Cosby, quando Stoya ha usato Twitter per parlare delle proprie esperienze di violenza sessuale per mano dell'ex fidanzato James Deen, il pubblico ha risposto immediatamente. Non solo altre donne sono riuscite a parlare della propria storia, ma la maggioranza del pubblico sì è dichiarato in favore di Stoya. In poche settimane James Deen  è stato boicottato da grand parte dell'industria

Ad Amber sono servite solo 24 ore per poter vedere i risultati che lei, come molte altre donne, dovrebbero aver preteso diversi anni fa. Anche se è tardi, però, non possiamo fare a meno di compiacerci nel vedere come il pubblico reagisce di fronte a una persona che decide di esporsi e parlare. Finalmente una reazione costruttiva, finalmente un po' di supporto.

Crediti


Wendy Syfret
Immagine via Wikicommons

Tagged:
Twitter
Social Media
dirty projectors
Amber Coffman
opinioni
violenza contro le donne